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domenica, 30 gennaio 2005
freddo polare, bisogna trovare rifugio in casa. divano=salvezza. così è stato. tu sei il migliore amico del mio ex, e adesso mi abbracci stretta su questo divano. la scrittura aiuta a razionalizzare, ma non c'è nientre di razionale nel tuo profumo ancora sulla mia felpa. ero piccola e sicura, tu tremavi. anche io. io tremavo per l'incertezza di liberarti/mi dal tremare, baciarti? e dopo? non ne ho avuto la forza o la voglia. tu forse avresti voluto. io continuavo a pensare a tutto: a riccardo e al suo ci sentiamo a cui non credo poi molto, ad alessandro e al male che gli avrei fatto togliendogli un fratello e un'amica. a te, che non c'entravi nulla, e che sei finito stretto a me, senza far altro che tremare... ho fatto del male a tutti e soprattutto a me stessa. per questo a un certo punto ho esaurito le parole e ho detto solo "ho paura." ancora ne ho e ancora penso. che cretina...
sabato, 29 gennaio 2005
mi sento leggermente sciocca in questo periodo, come rimbambita...ora per esempio sono le sette, dovrei iniziare a vestirmi per fiondarmi a scuola e invece nemmeno sfrutto il tempo per studicchiare (come facevo fino a pochi attimi fa), lo butto via scrivendo perchè ho riletto qualcosa di te. che palle, possibile che non riesca a farti schiodare dalla mia testa? Non c'è verso... Comunque, sai cosa ho ritrovato? i miei appunti di viaggio di quando eravamo a cracovia...mi ero segnata tutte le scemenze più significative, le tue frasi e i tuoi gesti. e mi sei tornato in mente nei tuoi atteggiamenti più adorabili. dov'è che li hai nascosti? spero invano
venerdì, 28 gennaio 2005
La mia tortura, l'attesa, è stata prolungata inaspettatamente, amplificando il tremolio delle ginocchia quando alla fine (stavolta davvero) ti ho rivisto... pensavo che ti avrei visto entrare dalla porta della sinagoga proprio il 25 gennaio, ogni pochi secondi mi giravo supplicando l'uscio di farti comparire lì per me, ma niente, tutta fatica sprecata. A quel punto avevo la data esatta, la certezza matematica: il 27. ventisettegennaioduemilacinque, il cuore mi è ritonfato in gola, spandendo l'accelerazione del battito ad ogni fibra sensibile, dagli arti inferiori ai denti alle mani nevrotiche. cazzo. Uno fa tanto per uscirne a testa alta, uno fa tanto per concentrarsi su altro e quasi ci stavo riuscendo. Ed eccoti di nuovo, i miei castelli di carte soffiati via da te, stronzetto, che te la ridi di gusto a pensarci, quando ti ricordi di pensarmi. per fortuna non sei l'unico attore sulla piazza, anche io me la cavo a dissimulare: "Ehilà! Ciao, come stai?" (segue sorriso zuccheroso da amica fraterna). che ti aspettavi? che ti portassi il broncio e che facessi l'offesa-cuore-infranto? Non è da me, tesoro. è stato bello, comunque, rivedere tutti. è stato un trauma bellissimo rivedere il tuo sorriso. non ce la faccio a pensare che non ti rivorrei. qualcuno dice che per un grande amore bisogna almeno lottare: e lotta sia, anche se adesso la mossa sta a te. mi devi parlare? parlami, aspetto la tua fantomatica email...(so per certo di aspettare in vano, caro signorino). "ciao bella!" e due bacetti. e poi?
lunedì, 24 gennaio 2005
non debbo pensarti più adesso, mi rovinerei lo studio più di quanto non lo stia già facendo. per distrarmi copierò qualche scemenza qui sotto: Sweet Aedus, sing your love with thy immaculate chords pick the strings of yer beloved guitar as they make my heart grow fonder.
Fond of you, that see'st nothing but music, fond of the precious melody yer soul produces, fond of your blindness, cause as the perfect Homer you see yer Lyra, but you can't see its lover. Io me ne frego, di essere diversa di non saper esprimermi di questa penna scarica.
Io me ne frego, dei benpensanti dei giudizi e del lavoro del voto, del partito e anche dell'oro.
Io sono solo una ragazza affranta che sporca del suo sangue un foglio bianco; Lo darei tutto, zuppo del mio fluido, servisse a lavar via la tua freddezza. Scrivo per storto-l'amore è morto. Hai tagliato i capelli-ma prima erano più belli. Chissà che penseresti se sapessi che mi ritrovo a scrivere per te: rime, di nuovo. Non capita di rado che succeda-spero di cuore che tu non le veda. Provo pena per queste rime sceme non c'è ragione perchè l'abbia scritte e se rileggo farei svanire tutto in cambio di altre due parole insieme. Horror vacui, che cos'è? Scrivere l'ultima riga del quaderno a lettere confuse per colmare la voragine del bianco e scongiurare il rischio di annegarvi. Horror vacui è paura dell'inconscio.
Domani. Domani ti rivedrò. Dopo mesi. Forse. Non riesco ad avere paura, non riesco ad agitarmi ora...peggio, mi salirà l'ansia tutta insieme e non biascicherò una parola. E se non ti piacessi più? Domani domani domani domani. Cazzo, manca poco...pochissimo...non sono pronta, anche se ho aspettato un pretesto fino ad ora. Porca miseria che incoerente di merda... Incoerenteincoerenteincoerenteincoerentecacasotto... un pochetto sì eh...me la sto facendo sotto perchè non so cosa aspettarmi. spero solo che parleremo ancora, come prima. chissà che Puf! in un giorno non ritorni quel che in un giorno qualche tempo fa c'eravamo inventati...mi basta uno sguardo giusto. mi basta il tuo sguardo che mi è mancato tanto. Quanto ti odio, cazzo...
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