domenica, 27 febbraio 2005
MCENon tocco il foglio Motivi ripetuti all'infinito Tratti scuri affannanosi sulla pietra Dal cerchio vuol cercare di illustrarti ora come ora
poesie per il mio nuovo polo d'attrazioneVeli e metafore: Quando io e te parliamo per sottintesi Sempre sul tema... Senza titolo: interferenze del mondo com'è brutto non poter essere padroni delle proprie scelte. voglio sbagliare come meglio credo, cavolo. non precludermi la vita, per qualunque ragione tu lo faccia essa non è abbastanza valida comunque. capito? venerdì, 18 febbraio 2005una serata magica, una serata al caffè.la vecchia Céleste Albaret deve adattarsi di nuovo alla "banalità della vita". è testuale. lo ha detto lei. Marcel Proust è scomparso. tutto cominciò con una banale influenza. e sono stata a casa di Celeste stasera, l'ho ascoltata rievocare ricordi e piangere lacrime amare, come per un figlio che se n'è andato prima del tempo. come per un amore perso irrimediabilmente. sono stata a casa sua, nonostante ora la stiano ristrutturando, e ben poco resti dello splendore in cui il genio Marcel amava trascorrere le sue giornate. e vivere il suo ritmo, il suo tempo interiore, tutto speciale. e vivere le sue abitudini, come nutrirsi esclusivamente di due tazze di caffelatte e di due croissant al giorno. ma se c'era un'abitudine irrinunciabile nella vita di questo affascinantissimo ed enigmatico Signor Proust era quel vezzo del caffè pomeridiano, con tutto il suo cerimoniale. ricco di senso, carico di importanza, pur nella sua semplicità. vivere il genio nell'affetto di chi ha viaggiato parallelamente a lui, servendolo e riverendolo, domando i suoi capricci leziosi e le sue inquietudini. vagare da una stanza all'altra dell'appartamento, da uno stato all'altro dell'appartamento interiore che Celeste si era costruita in 50 anni di onorato servizio presso la casa parigina dello scrittore. passare dall'androne luminoso, alla stanza in cui tutti insieme si beve il caffè fatto dalla amorevole signora tutta dolcezza e mantella di lana, con tanto di maddalenine (ebbene sì, ho mangiato, una volta nella vita, una maddalena offertami dal signor proust. è un'emozione non da poco, che l'artificio, l'incantesimo del teatro ci dona con semplicità e leggerezza), e arrivare fino alla stanza buia, quella degli addii. quella della fine di una vita estrema e poetica, vissuta di riflesso da Celeste, attratta dal suo distinto e stralunato padrone. "desiderano altro signori? mi spiace ma il caffè è finito..." la battuta conclusiva, la vecchina affranta scompare tra i drappi neri. è la fine di un sogno, andato via in un sorso, bevuto tutto d'un fiato. un incantevole volo nell'arte del vivere da geni, nell'arte di vivere con un genio, di rispettarlo, fino all'ultimo, senza turbarne gli squilibrati equilibri. Marcel Proust è nell'essenza del caffè: penetrante ma impenetrabile, impregna chi legge di emozioni come di un profumo indelebile, scorre sensuale nella gola, tutto d'un fiato. e sveglia l'anima, la obbliga ad aprire gli occhi, innervosendola, galvanizzandola, non concedendole di dormire. mai più. inconsolabile Celeste, ti ho voluto bene in quel breve sogno itinerante per le attenzioni che hai riservato a me come a Marcel. per i rimorsi che hai, per la memoria che covi. per la tua essenza pura e straziata. commovente. andate tutti a vedere come mi sento orail tempo è una camomilla inutile, il ronzio delle cose lasciate in sospeso ti squassa l'anima. ultim'orainizio con due poesie: Trasformismo: poi una rassicurazione al mio discreto osservatore: non voglio allontanarti. voglio la tua buona fede. e ora scappo a registrarmi la rubrica della sim nuova (riattivata oggi)...ke palle, non riuscirò mai a ritrovare tutti numeri persi....che palle!!! Ruggero se passi di qua fammi uno squillo perkè nn ho + il tuo numero, nè quello della buccioli! muchas gratias :*** baci giovedì, 17 febbraio 2005capire come sei...voglio capire come sei, queste le sue parole. sono a tratti. sono a punti. sono a sussulti. sono senza sapere come. il punto è che il mio benevolo osservatore è di parte in quest'indagine sull'altro. questo inibisce il demone della scrittura. lo terrorizza. il demone si ferma ancora. sulla soglia del baratro. raccontare per sembrare, raccontare per essere, raccontare per dare un'impressione.
ci sono bambine sorridenti, idealiste, impulsive e caparbie. capaci di grandi passioni inutili e incapaci di grandi sentimenti necessari. lei è tutto questo. lei odia la cosa-buone-e-giusta. lei cerca la sfumatura, la scossa irripetibile da serbare nel cuore fino a farlo esplodere. lei non vorrebbe rimpianti. lei non vorrebbe perdere niente, nessuno, neanche un respiro. lei i respiri vuole rubarli al tempo, perchè il balordo li concede solo a chi li paga col pianto. c'è anche quello ma solo nei coni d'ombra, se c'è spesso è un segno d'ira, un simbolo della bizzosità puerile. lei non sa se sa amare. mi ha detto a volte che le piacerebbe saperlo fare senza aver paure inevitabili. paure che non derivano dalle sue intenzioni ma dalla malafede degli altri. come si fa ad abbandonarsi a chi appena abbassi la guardia ti volta le spalle? non è più lecito abbassare nulla. sostenere. tutto. sguardi, situazioni, sentimenti, barriere e limiti e distanze protettrici. malefiche. per questo lei ora non gioca più con i pupazzi e i fantocci. lei gioca e dialoga con le strofe trasparenti. seducenti. sincero specchio di emozioni nate bugiarde. stasera troppo ermetica ed astrusa, questa bambina, arriccia le corde della sua esistenza unica: "attenta, ti getti in pasto all'interpretazione!" la ammoniscono i fili tesi. ma lei incurante disegna curve sulla loro superficie rilucente. per non arrivare all'orlo della voragine dell'insensatezza delle proprie azioni tutti quanti debbono darsi un da fare. qualunque esso sia. ha molte persone intorno, troppe conoscenze. troppi spasimanti non determinanti. (troppo selettiva, poverina) le strofe trasparenti si dissolvono e la bambina chiude gli occhi scuri e sorridenti. anche oggi hypno vuole fondere per lei la realtà con l'ideale. (to be continued, maybe...) mercoledì, 16 febbraio 2005 Romeo is still fond of the bratnon mi capisce. non mi vuole capire. spreco la sabbia e osservo la rappresentazione in atto.la scena del balcone. come vorrei veder volar coltelli! pensiero last minuteamare e scrivere: due sublimi esercizi di stile. amare il nullaLo amo. amo per tentare di raggiungere la perfezione che mi sono prefissa. amo perchè senza quell'amore la mia perfezione non sarà completa beatitudine. amo per non gelare dentro. amo perchè lo voglio qui con me, anche se è sbagliato, anche se amo in vano, anche se amo il nulla. anche se amo un cieco, io amo mille volte più ciecamente. amo spaventandomi della forza del mio desiderio di farlo. amo desolata per l'insormontabilità di tempi e spazi, priva dai quali avrei potuto amare eternamente. amo perchè il sapore delle sue labbra è entrato a circolare nel mio sangue, torna e tormenta sogni e aspettative, annullando ogni futuro altro da lui. amo perchè non posso odiar me stessa. ormai è parte di me. e così sia. che doni quiete a tutti i cuori tumefatti. martedì, 15 febbraio 2005san faustinogiornata impegnata, corso di poesia, di restauro e poi inglese. in tutto ciò devo ancora finire i compiti...ehm... mi sono iscritta ad un nuovo forum, quello del giornale di Rik. parliamo d'altro. ho una vaga sensazione che mi invade...è come se...mi sentissi presa in giro. deficiente che sono. fortunatamente io LO SO. fortunatamente se non negli attimi in cui scrivo queste riflessioni poco riflessive io so di avere la forza di scrollarmi queste insane illusioni di dosso. lo posso fare, con fatica. però LO SO FARE. e ora basta, trascrivo poesie. che parlino loro per me, while the phone is still silent (and i don't want to give a fuck about it). La collana di perle (dedicata a Tommy: ti voglio tanto tanto tanto bene): Io ho smesso di desiderare una felicità alta fino al cielo, io voglio il mio spazio, la mia coscienza di me e la mia determinazione a prendermi dalla vita il buono e il cattivo come vengono, ragionarci, sragionarci, consumarmi di lacrime, ma al fine di crescere. Per me. E per essere migliore per chi mi sta intorno. Non si tratta di far maturare i rapporti, non lo si decide a tavolino. Si tratta di maturare in base ai rapporti. Tu, non loro. Attento a sceglierti un’età dell’oro. Io la mia età dell'oro non la voglio avere, voglio un viaggio senza picchi e apici, al massimo lo voglio armonioso e volubile (placido, burrascoso, ondeggiante, nauseante e stupendamente mozzafiato) come il mare. Voglio una collana di perle marine di forme e colori diversi, che sappia di sale, che presa in mano mi ricordi tutto di me, tutto della mia vita, tutti i miei passaggi mentali, tutti gli episodi che ho vissuto. Il lingotto d'oro puro è bello da vedere, ma fisso e irripetibile, la collana si allunga e si rimonta, si sfila e si risfila, si plasma sul mio collo secondo la mia volontà. ACROSTICI: Nebbia Umida e Voluttuosa, Ozia Lassù nell’ Aere. **** Ago che trafigge la Mente e l’ Organismo. Repentinamente Esplode dentro. **** Mendichi Indifferenza Senza Entusiasmo Risorgerai Ignorando l’ Apatia. **** Potente Occhio Espressivo Sull’ Ignoto, Ascoltami. **** Cantando Hai Innamorato Tu l’ Amore. Risplende nel tuo Ritmo e nei tuoi Accordi. Solitudine in S: Sento serpeggiare solo stridenti suoni strambi, sfilano sfoggiando subdolamente superiorità supposta, stolto spessore. Scaldano sibilanti spettri, sublimano stoltezza soporifera, strisciano sfiati sulfurei se sbuffano. Scompaio stordita, stimolando sentimenti sconclusionati, sterili. Spiro sconsolata. Solitudine in C: Corro caparbiamente calamità cingendo. Cado curiosamente: che controcanto! Solitudine in D: Dovessi decidere del deserto distruggerei di dardi dubbi dispersivi. Danneggerei dogmi deleteri deridendo dirupi desolati. Dormendo desidero dolci dune d’ambra. Anacronistica: Come dirlo, mi sento anacronistica Che stramberia! E la poesia mi invasa Su chi mi è intorno sono disillusa. O Ispirazione, unica amica mistica! Fuori dal tempo mi sono isolata Fuggo il contatto, nessuno può più nulla È un’allergia per gli altri che mi culla: tacete tutti, mi avete già stancata. Mettetevi in silenzio fiati striduli Gonfi di proposte inconcludenti Voi maschere infantili, menti inutili. Nei queruli discorsi deprimenti Dite sembrando stolti come muli "sei un pesce fuor dell’acqua, non lo senti?" Resta da stabilire se poi sia Migliore l’affogare o l’asfissia.
I fili: Linee ardimentose si rincorrono in spazi geometrici ineffabili. Alcune si intrecciano, si scontrano violente altre non si vedono Alcune parallele non si toccano Altre si separano. Creano sinuosi disegni imprevedibili, cerchi di fumo riflessi tra le stelle, mossi dal motore del destino ignoto. E cambiano colore, forma e verso, appaiono e scompaiono a piacere, a periodi. La vita e in queste linee, in questi fili, troncati dalle Moire se la luna si annoia di arricciarli. E l’esistenza è un gioco di bambina, Arianna lattescente Alberga in cielo. O non esiste. Il veliero: La nave fantasma Salpa Dal golfo dei miei Non so Verso la baia Dove ho annegato I dunque. Atarassia d’amore Nulla compulsivo e Imperturbabile, liberami dal tuo subdolo incantesimo: Lascia che il cuore pulsi. lunedì, 14 febbraio 2005san valentinoper definizione una giornata persa. per puro caso è andato di lusso! c'è stata l'inaugurazione della nostra mostra al vittoriano (andateci tutti! è venuta decisamente bene!), e puf! tutte le vecchie conoscenze erano là...sapete a chi alludo. beh la mia allusione ha passeggiato con me tutto il pomeriggio. che bello, era tanto che non ci parlavo un po', tra uno scherzo e l'altro...pensare che quella poteva essere l'ultima volta in cui ci incontravamo per coincidenza per una causa come quella di auschwitz (beh non dipendeva da noi, no? ;) mi metteva un po' di tristezza...e non sembravamo volerla finire là...infatti spero non sarà così...e il pm diceva "ti chiamo domani piccola..." piccola! =) wow. mercoledì, 02 febbraio 2005boh... Boh. vorrei scrivere un racconto, ma non sono d'umore adatto. vi ho detto: non sono nell'umore, non ho umori. è come avere la maglia del pigiama con i jeans e le scarpe anche se si sa di non dover uscire. aspetto una scossa che so non arriverà, e ciondolerò aspettando. questa sì che è noia. e intanto lady oscar coccola la sua nuova pulcina/ochetta, APATIA. è un male poco curabile, se si conosce il rimedio e si sa che è più conveniente evitare di trovarlo. UFFA martedì, 01 febbraio 2005poesie sceme parte secondaBirkenau Una stella splende in cielo Difesa della Prosa Quel che della poesia non mi convince Svogliatezza La mano è stanca Tragedia di un artista esploso dentro. Studente Vetro freddo sul cortile cupo. Colpo di fulmine Brillio inatteso Scatto d'ira Vi servono le mie poesie per il "Prestigio" E adesso, su coraggio, pubblicatela. poesie sciocche...C. Più carina di me, Occhi profondi Ma in realtà sei: Più falsa di me, Sguardo obliquo Eppure ammetto, cara mia, Io ti invidio. |