il giornalismo e i suoi effetti collaterali

domenica, 10 aprile 2005

il nostos

5 giorni fuori dal mondo, 5 giorni dentro un altro mondo che si trova a più di 1000 km da me, ora. un mondo che mi mancherà. berlino è una città molto particolare, non bella, non brutta, ma con una strana polarità, un'aria che si sente, scossa, viva eppure martoriata di fresco. ricostruita, in gran parte, come a voler cancellare tutto l'orrore che ha visto sotto una coltre spessa di novità rasserenante. per lo stesso motivo un po' triste, un po' immatura. un po' spaesata.
non dimenticherò un attimo, non dimenticherò quanto abbiamo camminato, quanto abbiamo mangiato male, quante cose abbiamo visto e quanti problemi di classe ci siamo portati da roma (es: le bellissime che non vedevano l'ora di rimorchiare gli splendidi di terzo e volevano imporci ogni loro volontà per compiacerli...). ancora, non dimenticherò quanto sono stata con marco. passeggiare insieme (magari dopo aver fatto la spesa) sulla ku'damm, splendida quanto lunga, una mano santa per le gambe doloranti; ballare insieme, non mi ero mai divertita tanto in discoteca (con tutte le pazzie di quell'ultima serata berlinese...vedi enrico e la spogliarellista...=0); girare da cima a fondo il KaDeWe (l'urlo di michela "a pomicioniiiiii!!!!"...) e i vari negozi di sport (un bambino nel paese dei balocchi, che carino!); stare in camera con tutti i miei amici e poi uscire per una birra, dormire insieme (nel senso proprio di dormire, con quella stanchezza addosso...). e poi tante altre cose, il primo aereo di lui, il mio malessere al ritorno, le volte che mi ha consolata, specie per colpa di bellisario (decretato: è un uomo di merda) e delle sue teorie da pazzo sui campi di concentramento. il fatto che marco mi stia finalmente comprendendo quando parlo di campi di concentramento con il groppo in gola...gli effetti del vedere, invece del sentirselo raccontare.
che bella vacanza che è stata. che bella convivenza, seppur breve. =)

e che bella sorpresa al ritorno: sono innamorato perso di te. e poi a breve distanza di tempo: ti amo.
e cosa posso volere di più? solo la facoltà di tornare indietro nel tempo e rivivere ogni giorno queste 1000 emozioni dell'ultima settimana. che bello vivere così, che bello vivere con te.
ti amo. è un'affermazione che mi spaventa a morte, normalmente. e l'ho detto e scritto tante volte. solo che consideravo: se esiste un Amore Universale, che sia quello e nient'altro che quello, io non posso saperlo, non l'ho mai conosciuto e nessuno potrà mai indicarmi quale sia, cosa sia esattamente. pertanto, questa relazione, che fra le mie è la più sana e solida, seppure io non abbia certezze riguardo al fantomatico concetto totalizzante dell'Amore, si avvicina pericolosamente alla mia idea di questo. se amore è bisogno e necessità reciproca di starsi accanto, di non perdersi e di sentirsi l'uno addosso all'altro, questo è il migliore degli amori possibili. perciò ti amo marco, e non mi pentirò mai di avertelo detto, al di là di ogni dubbio, al di là di ogni incertezza metafisica. 

postato da frafrettina alle 13:53 | link | commenti (3)
domenica, 03 aprile 2005

Addio Papa, buongiorno Berlino

sto per partire. mi manca di mettere i cd nello zaino, ho addirittura chiuso la valigia.
fa uno strano effetto partire proprio ora che tutto il mondo converge a roma, confluisce qui per affetto di un uomo che ieri se n'è tornato in cielo tra gli applausi e i singhiozzi di tutti noi. il papa è morto alle 21.37. ancora ho la frase fulminante in testa. e io non potrò essere qui per rendergli l'ultimo saluto. forse non mi sarebbe stato possibile comunque, le previsioni stimano che nell'arco di pochi giorni si verificherà in città una specie di nuovo giubileo. questo papa ha avuto la dote di saper parlare al cuore di tutti. tutti ora vogliono parlare, anche solo alle sue spoglie mortali, per l'ultima volta. è irreale, è assurdo, rompe la solidità del mondo cui ero abituata ma è così, il papa non c'è più. non perchè io sia una cristiana fissata, anzi, più volte ho diffidato anche della figura del pontefice (ma come, che incoerenza è adoperarsi per il terzo mondo e vivere inondati d'oro?). però mi ha tremato qualcosa dentro ieri sera. a me e a marco, e siamo usciti di getto, presi dall'impulso non frenabile di cercare una chiesa, un posto dove avremmo trovato molte persone con il nostro stesso stato d'animo, per confortarci all'idea di far parte di un'unica cosmica schiera di parenti inconsolabili per la perdita del loro nonnino adorato, di un papà carissimo, di un amico dell'umanità, tutta. le chiese qui nel quartiere non erano aperte, chissà per quale ragione. sgomento e schifo: era loro dovere accogliere tutti in circostanze simili. però l'impulso di andare c'era, fortissimo. se ci ha smosso così dalla nostra patina di superficialità qualunquista e apatica, ci deve essere qualcosa di speciale nell'anima immensa di Giovanni Paolo II. mi mancherà e ho timore di chi ci sarà dopo. spero sia all'altezza di sostituire il mio papa, anzi il papa.
dovevo scrivere poche righe, perchè fervono i preparativi per il viaggio a berlino. ma in queste ore la bella cracovia mi batte ancora più forte in petto. ciao papa, spero di incontrarti ancora dove sei ora tu. chissà come saranno felici gli angeli di riaverti tra loro e renderti onore e grazia. proteggi questo mondo in ginocchio.
e che bella la gente comune che piangeva ieri notte in piazza San Pietro, e che belli i ragazzi che hanno cantato tutta la notte, i "papa boys". che bella la gente quando ama davvero, che bello quello che hai fatto per tutta la gente. goodbye grande uomo che ieri hai messo il punto alla pagina della storia recente.
non ci riesco a dirti addio, ma già mi manchi, Karol.

postato da frafrettina alle 20:14 | link | commenti (3)