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martedì, 21 giugno 2005
Marco questa sera è andato a letto presto. E' andato via da qui molto prima del solito. E' andato via agitato ma sotto sotto carico. Sono scherzi dell'adrenalina. E' l'odore del prendere in mano la propria vita e il proprio futuro, è l'odore dei momenti cruciali: ti galvanizzano, ma ti fanno anche cagare sotto.
Maturità. Esame di Maturità. Niente di più metaforico, niente di più insormontabilmente banale ma determinante. Niente di più paradossale, a circa otto ore e mezzo dal suo prendere corpo. Ferma tutto, piccolo mio: ferma il tempo e realizza quanto hai guadagnato, quanto hai dimostrato a te stesso di valere tanto, e quanto lo dimostri a me ogni giorno di più rendendomi grata a Dio di averti con me, legato a doppio filo. Respira tutta questa meraviglia e prendi coraggio, coraggio per tuffarti in questa impresa, che adesso ti sembra insuperabile, ma che domani sarà solo un mito sfatato, un altro spunto per tirare un profondo sospiro di sollievo.
Ma serve proprio il dover passare un esame per dimostrare a tutti che si è cresciuti? E' davvero fondamentale questa ineluttabile catarsi istituzionalizzata? Forse no, perchè in cuor mio io so quanto tu sia maturo, anche senza tutto questo cabaret, questo siparietto fatto di tesine e di studio all'ultimo sangue...Però forse è bello (oddio, bello, capiscimi...diciamo importante) dare un senso, una sacralità, una veste più seria all'atto conclusivo del tuo cammino verso te stesso, verso quello che sei ora, verso tutto ciò che di te amo profondamente. Forse è giusto prendersi questa grande paura, questa grande tensione, e vivere tutti il nostro personale calvario iniziatico per la vita futura. Forse è questo il significato di tutto: non è che un rituale, alla fine del quale il bambino spensierato e pieno di sogni che eri in quarto ginnasio se ne andrà fiero sotto braccio all'uomo che stai diventando, sbocciato in cinque anni di vita intensa e carica della magia dello stare crescendo.
Ascolto musica e rispondo ai tuoi sms. Così trascorre la tua notte prima degli esami, col mio cuore vicinissimo al tuo, sperando che quel braccialetto che ti ho lasciato ti porti davvero tutto il bene possibile.
Alla domanda "come stai?" mi hai risposto:
"Nn riesco a capire se teso o eccitato, cmq sicuro d me stesso, voglioso di dare il meglio, xkè so di avere accanto 1 persona straordinariamente unica come te, ti amo mia principessa! : )"
ed io:
"Così ti voglio, combattivo! Forte di quello che sei, di quello che vali e di quello che sai dare! E' tutta una colossale bufala, tutto sta nel saperla affrontare!"
Questo è il mio pensiero in parole poverissime, stellina mia. Ti sto aspettando qui per riderci su insieme io e te. Un passo in più verso l'estate, quella vera, fatta di riposo e senza altri programmi se non quello di passarla io e te, tutti i momenti vicini.
Buona fortuna, te lo auguro col cuore che vibra, in fibrillazione, per l'epicità della circostanza che affronti.
Buona fortuna davvero, anche se di certo non ne hai bisogno.
E intanto ascolto i nostri Kings of Convenience...
Buona notte prima degli esami. Sogna e stai sereno. E sappi che ci sono sempre.
domenica, 19 giugno 2005
oggi ho fatto una scoperta terribile.
ho scoperto che la mia felicità può disturbare gli altri.
ho scoperto che mentre con me il mondo mostra clemenza continua ad accanirsi sugli altri, come nulla fosse. d'altronde, non è mica dovuta la clemenza verso tutti.
però non sono così egoista da fregarmene. perchè sì, è vero, nel profondo del mio inconscio meschinetto gioisco quando chi mi ha fatto male soffre pene indicibili...sono vendicativa...ma per chi non mi ha fatto nulla non riesco ad essere indifferente. e mi dispiaccio.
mi dispiaccio che ci siano persone d'oro che credano di navigare nel veleno, quando dovrebbero avere un sentiero di vita costellato di luci abbaglianti. mi riferisco al mio amico lorenzo. nonostante gli scontri dovuti al caratterino che abbiamo. mi dispiace che pensi di parlare al vuoto. mi dispiace che si senta vuoto egli stesso. mi dispiace quando la ruota gira così male. mi consolo che ad ogni discesa profonda corrisponde una salita vertiginosa. ma nel frattempo si soffre e si sta male. e le anime gentili divengono facilmente anime perse, in balia di false sirene che promettono di colorarne l'esistenza buia (il fumo per esempio?). il passo è breve.
non è così che le perle rare debbono annebbiarsi, scivolando nei fondali sabbiosi. le perle rare dovrebbero lasciarsi trasportare dall'allegro gorgoglio spumoso delle onde, dei nuovi assetti, delle nuove prospettive. rilucere sulla schiuma fragorosa ed arrivare a spiaggiarsi, tra le mani di chi le custodirà per sempre.
questo è il cammino segnato per loro.
non chiudete la vostra anima in un ripostiglio aspettando che il cielo disegni per voi l'ebbrezza. siate ebbri della vostra voglia di fare, del vostro saper fare, del vostro saper dare. e sentite sulla pelle l'aria dell'estate che porta nuove cose, nuovo brillio, nuovo a chi lo cerca.
non dimenticate mai l'amore dei vostri amici, quando pensate che l'unico a sentire i vostri lamenti sia il vento che spinge la solitudine.
siate sempre presenti a voi stessi.
e godete della vostra unicità.
la ruota gira per tutti: basta mettere un perno al momento opportuno.
giovedì, 09 giugno 2005
sono uscita di scuola alla mezza precisa, dopo la partita alunni-professori, vinta dai professori...che roba...
ultimo giorno di scuola, lo sussurra teresa la bidella a tutti i presenti.
ultimo giorno seduta in palestra per quest'anno, sul linoleum verde.
ultimo giorno di termosifone per me e il mio piccolo.
ultimo giorno a scuola con il mio piccolo...o dovrei dire il mio piccolo universitario.
sono di nuovo direttrice, in una redazione dalla quale il mio piccolo esce.
sono di nuovo direttrice.
maturità: il prossimo anno è il mio turno.
e sarò fuori per sempre.
cause it's a bittersweet symphony...that's life...
che stranezza, sono in vacanza.
lunedì, 06 giugno 2005
no, non lo so. in realtà non c'è nulla, mi sto svagando un po', dopo un pomeriggio di odiosissima chimica.
che momento. domani si concluderà il mio anno da direttrice di Mr.Hyde, una delle mie più belle ragioni d'essere caparbia e testarda in questi mesi di scuola.
quante cose mi ha portato, quanto tempo mi ha tolto, per quanto mi ha costretto a badare a lui come a un bambino.
per quanto è stato il mio alibi per gettarmi a capofitto in qualcos'altro, un qualcos'altro che mi distogliesse dal mondo e dalla scuola, quando questi (e accade spesso) non mi piacevano più.
mi mancherà? non so ancora dirlo, perchè domani a questa stessa ora potrei ritrovarmi a cazzeggiare da queste parti per scirvervi che sono stata rieletta direttrice, e che si ricomincia da capo con tutto, chi lo sa...però mi mancherà questo particolare momento della mia vita, credo. un momento in cui, ad esempio, il mio amore sta lasciando la scuola dove abbiamo vissuto per tanto, non sapendo nemmeno di esistere parallelamente, scoprendoci solo all'ultimo, per il rotto della cuffia. il solito effetto sliding doors.
un momento in cui soffro e mi incazzo tanto, ma mi sento affermata e forte di quello che ho fatto. un momento in cui sto realizzando di essere cresciuta, e bene. un momento in cui, chissà per quale sindrome da massaia in anticipo sul matrimonio (che spero arrivi presto, tra qualche anno) mi viene di mettermi a fare torte e biscotti, così, per farli. è bello: è sciocco, ma bello.
credo sarete davvero in pochi a capire il mio stato di grazia di adesso. o almeno, il mio parziale stato di grazia, quello che riguarda il privato.
tutto il resto è una parentesi più o meno gradevole...mi interessa molto meno, meno rispetto a quanto potesse attrarmi ad ottobre o che so, a novembre.
adesso mi interessa solo coltivarmi questo preludio di vita adulta nel migliore dei modi. niente cose da scriteriati, solo l'aurea medietas della perfezione che basta a se stessa. l'ho detto e ripetuto in più post in questo luogo, che da quando sono meno agitata nell'animo frequento sempre più di rado.
ho pensato: questa è la dannazione del genio artistico e poetico, la felicità ti toglie spunti per invettive roventi in versi o in prosa, ti rende banale, pieno, saturo, satollo.
e lì mi sono afflosciata, pensando che se prima avrei potuto condurre una vita da tormentato, sublimissimo capro espiatorio del mondo adesso non mi sarebbe più stato possibile...poi in un bagliore di indiazione celeste mi sarei quasi voluta prendere a schiaffi da sola! ma come facevo a sputare sull'oro più puro desiderabile in cambio di qualche avventura per rendere meno penosa un'esistenza grigia e vuota: come avrei mai potuto preferire qualche schermaglia mentale per rendermi interessante ai miei stessi occhi guerci piuttosto che il cielo, tutto, per me, ogni attimo della mia vita?
Pazzesca.
<<Mi guardo in giro non so più chi c'è...cerco qualcosa non so bene che...
io non so cosa c'è, se ti guardo e rido non è per te, credimi non voglio offenderti, io no...
io non so cosa c'è, se il mio sguardo assente non è per te...
nascosto qui aspettavo proprio te, egoista ora inizio a vivere...giro in tondo ed urlo a tutti che
SONO VIVO, SONO QUI CON TE...>> Velvet - "Sono vivo"
Ti amo Marco, grazie di avermi fatto vivere tre mesi che sono stati quanto di meglio potessi chiedere alla vita...Grazie al cielo ho te. Grazie al cielo so per cosa vale la pena vivere.
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