il giornalismo e i suoi effetti collaterali

martedì, 26 luglio 2005

ritorno alla rete

avevo paura a ritornare qui in questi giorni. in realtà non ne ho avuto mai il tempo, presa da mille cose, anzi da una sola, Marco, che al momento non è qua. per questo avevo paura di tornare: tornare qua voleva dire essere senza di lui. ora che ciò si è concretizzato ho pensato di fare una capatina, tanto perchè scrivere mi aiuta a vivere e perchè non mi va di abbandonare la mia isola virtuale a una esanime carcassa marcescente.
ritorno alla rete, dunque. a una rete che che ti avvoltola in se provocandoti emozioni confuse e lasciandoti ad ascoltare echi surreali, irreali. quante volte ho sofferto, via etere. debbo dire, non più. in questi giorni soffro tanto nella realtà.
volevo scrivere un racconto. è una cosa che ricorrentemente mi propongo e poi non faccio mai, ho notato questo leggiucchiando i vecchi post...se mai scriverò un libro cercherò di intitolarlo così, sarebbe il mio colmo personale.
sono successe molte cose dagli esami di Marco, ovvero da quando ho lasciato la penna. i ricordi più nitidi sono io che gli dò una mano con la tesina, io che vado al suo orale e capisco che noialtri non avremo speranza (la valchera ha aperto il libro davanti a lui ad una pagina a caso, chiedendogli chi avesse fatto rimare camicie con nietzsche! -risposta: gozzano, sig.na felicita -immediato pensiero: 'mmazza che schifosa!), noi che alla festa di serena ci divertiamo un sacco a sparlare con le mie amiche e con vale, venuta da messina a trovarci, io che salgo per la prima volta sul suo motorino (che ho battezzato camillo, così a buffo) e poi noi che passiamo il nostro mesiversario sulla terrazza illuminata di castel sant angelo con i fuochi d'artificio (una cosa spettacolare, un ricordo che conserverò per sempre), il compleanno di daniele, i nostri pastrocchi in cucina, poi una serie innumerevole di giornate passate insieme a fare quello che ci passava per la testa e via via via dicendo.
gli ultimi giorni, diciamo, sono stati assai strani. prima che la mia stella partisse per il mare. per poco, che per me si è dilatato assumento proporzioni insormontabilmente infinite. 5 giorni. ebbene sì, tutta questa storia per soli 5 giorni. tutte queste lacrime dagli occhi di tutti e due, per soli 5 giorni, oggi 4 in verità. 5 giorni in cui sono da sola a specchiarmi nell'etere ipnotico del cono da grafica del mio pc, a raccontarmi e raccontarci a chissà quali ascoltatori e chissà spinta da cosa. forse da niente altro che dall'esigenza di non abbattermi nuovamente. non ho lui ad abbracciarmi se poi mi capita.
5 giorni in cui abbiamo vissuto quasi come sposati, dato che i suoi erano partiti in anticipo e lui li ha raggiunti contro voglia. giorni in cui abbiamo preparato la cena a casa sua, come fosse diventata la nostra, per esempio...e mille altre cose ancora, mille episodi che non riporterò per iscritto, e per non tediare chi sciagurato dovesse capitare qui a leggere e perchè è giusto che la mia vita non venga spiattellata interamente sulle pagine di un diario, per quanto personale esso sia.  
[pausa: telefonata del mio amore]
così in questi giorni alterno i libri al telefono, spero di mettere presto il naso fuori di casa, o per comprare gli altri obbligatori da leggere o per 1000 altre futili ragioni. l'importante è non accasciarsi. e non dare la possibilità alle memorie incerte di riprendere la loro lancinante e corrosiva azione, come l'acqua che stilla goccia a goccia da una stalattite su una stalagmite. non mi sento più stalagmite scavata da fluidi subdoli, sono stata impermeabilizzata, sono granitica, non filtra più quello che non mi serve a vivere bene.
dimenticavo, il prof. ligotti ha fatto pubblicare le mie poesie su non so quale rivista letteraria, ancora non ho saputo nulla ma mi fido...a settembre (tra non molto purtroppo...) avrò i dettagli, spero. e Mr.Hyde riprenderà a macinare numeri, presto toccherà rimettersi al lavoro, ricontattare i redattori, rimetterli al'ordine perchè lucidino le biro e tornino nell'elettrizzante ordine di idee di dimostrare a tutti quanto siamo bravi e professionali a ripetere il nostro piccolo miracolo editoriale presentandolo orgogliosamente alla società scolastica [giusto oggi ho letto un'email di una ragazza che farà il secondo, che "sogna sul suo letto mentre sfoglia il nostro bellissimo giornale che le pubblichiamo a settembre una sua storia" e ci ringrazia, perchè, lei dice, "siamo fantastici"; questo sì che è gratificante, l'ammirazione per il tuo lavoro di chi nemmeno ha idea di chi tu sia]. è una scossa di competizione che vorrei poter sentire per sempre. per questo cercherò di non abbandonare il mestiere di scrivere, mai e per nessun motivo. perchè la scrittura è la panacea migliore per il mio animo. perchè mi scuote, mi spreme e tira fuori il mio meglio speculativo. mi mette di buon umore, mi analizza, mi calma. e può essere riletta ogni qualvolta. creare ricordi è creare la storia. creare i miei ricordi è creare la mia storia. che al momento è sparsa qua e là, che forse meriterebbe una più attenta e scrupolosa capitolazione che per il momento è troppo onerosa per me. per ora semino appunti confusi, poi in futuro, quando ne varrà la pena, si vedrà.

per adesso mi fermo qua. e rileggo. e forse ricomincerò, tra qualche tempo.

postato da frafrettina alle 10:22 | link | commenti