ho aspettato a far questo. a mettermi qui e buttare giù qualche riga. ho aspettato. perchè l'avessi fatto il 24 avrei scritto parole avvelenate su un natale che mi faceva sempre più schifo e che aveva sempre meno senso. perchè mi sono sentita fuori dal tempo e compatita dagli altri, perfino dal mio ragazzo che mi ama e che da sempre il natale lo festeggia. al contrario di me negli ultimi anni. il mondo si stava fermando, tutte le vecchiette uscivano di casa con la pelliccia buona per precipitarsi a cenoni faraonici, tra regali a profusione, tombolate, baci, carezze e sorrisi. bleah.
invidia? forse, e sapere che nemmeno lui, colui col quale sempre posso stare, parlare, confidarmi, passare tempo illimitato, non era disponibile, perchè inghiottito nel vortice dei festeggiamenti tradizionali, mi faceva morire d'ulcera. anche perchè era il suo 19esimo compleanno, che quindi non potevamo passare insieme. (ma non potevi nascere in un giorno qualsiasi?). al diavolo tutto. mi capite?
ho aspettato anche a farlo ieri, 25, perchè in realtà è andata meno peggio del previsto. sì insomma, ho voluto crederci. e non parlo di regali, dato che quelli andrò a scegliermeli una volta rimarginata l'onda anomala di cavallette pronte all'acquisto; parlo del fatto che il natale, o per lo meno la sua atmosfera affettuosa, quella genuina, si è manifestata per me dal 24 sera, quando il mio piccolo è passato qui per scambiarci i regali (non ci siamo mai visti così di sfuggita, penso. mai così poco in un giorno. -tranne quell'oretta al mio muretto prima dei bagordi e dopo i bagordi, appunto.- e poi mi dite dove doveva essere bello sto natale?), e sono stata un po' più allegra, perchè tutto era come sempre, bene o male. un momento, sembro aver perso il filo ma non è così, stavo perdendomi in 100 digressioni sorridenti. quindi, dalla sera del 24, alla mattina del 25, come realmente fosse passato babbo natale, come quando ero piccola, tutto era migliorato. ci siamo fatti l'albero, la mattina del 25, tutti insieme. ho pastrocchiato in cucina e mangiato come non mai. e poi da nonna, che sta nel lettone con l'influenza, che infondo è ancora una bambina in certi suoi sguardi. e anche mio nonno. non credo che invecchieremo molto diversamente io e Lui, almeno sul piano dell'affetto reciproco. e poi di nuovo io e il mio amore, stavolta più a lungo, stavolta abbracciati per la prima volta in due giorni frenetici, di molto bene e di molto male accostati.
è per questo che scrivo oggi, 26, about last christmas. perchè ora che la tempesta si è calmata sono più razionale, mentre aspetto che il mio amore arrivi da me, dopo aver consumato l'ultimo pranzo rituale con parenti vari. mentre sento la musica, col sapore del torrone in bocca, il rimorso di aver mangiato troppo e la consapevolezza di dover sfoggiare una linea un po' "festiva", quindi troppo curva, da michela, a cena, domani sera. spero ci divertiremo, sarà una sorta di cenone tra amici, infondo perchè no? e poi con la soddisfazione di aver sfornato due teglie di frollini che spero il mio cucciolo gradirà (ispirata da un suo "che buoniiiiiiii" durante una scena di edward mani di forbice, che abbiamo guardato insieme ieri sera...!). e niente, adesso, qua, per me, è come se l'atmosfera natalizia fosse appena iniziata, quando invece è già finito tutto anche quest'anno. solo che non ero nell'umore adatto a rendermene conto. è come se natale dovesse ancora venire, ora forse mi troverebbe d'animo conciliante e sereno. chissà.
che stranezze. però sono contenta.
nonostante, ad esempio, non andrò a new york (troppo organizzata alla carlona, troppo poco vantaggioso per ora, da riconsiderare next year, e speriamo con l'incoraggiamento di Lui, invece che con le litigate furibonde fatte fino al 23 scorso proprio per questo motivo).
mi rendo conto che pochi, forse solo io, potranno capire cosa sto scrivendo e come lo sto scrivendo. ma non fa niente. vi lascio mentre rileggo tutto, sniffando il mio nuovo rossetto al cioccolato, regalino di my sister. sazia (in tutti i sensi) e chetata. per dirla poeticamente. in attesa di nuovi sconvolgimenti già fissati in agenda: il prossimo sarà un periodo tostissimo. ma del resto la vita è una sfida. e tra poco inizia un nuovo capitolo. e basta, speriamo bene.
niente auguri quest'anno. just go with the flow. dipende tutto da noi. buona volontà a tutti allora, invece di buon anno. perchè l'una rende bello l'altro.
tutt'al più buona fortuna a tutti. anche a me che ne avrò bisogno.
amore non vedo l'ora di abbracciarti. ti amo. (sì, questo messaggio c'entra, per me è la cosa più importante del mondo, più di qualsiasi fiume di parole sovrastante. più del blog. più di tutti i blog. più dell'opinioe di chi legge. qui si tratta di me, non delle opinioni altrui. chi vuole intendere intenda. no, non sono polemica e non voglio offendere. ma voglio esistere qui in tutte le mie sfaccettature. a presto. chiunque voi siate)
succedono tante cose, e davvero vorrei avere il tempo di raccontarvele.
di raccontarmele.
ma non ce l'ho.
non riesco più a trovarlo. se lo stanno mangiando gli altri, ognuno un pezzo.
mi sento un po' sbiadita. un po' troppo impegnata a scuola e un po' poco impegnata in me.
mi sono dimenticata in qualche cantuccio: esisto per aspetti marginali. esisto nel quotidiano. non nell'assoluto mio ego che coltivavo come un giardino perfetto. un gioiello.
chissà se questo è bene.
e poi c'è new york in avvicinamento. chissà. forse sarà solo una fonte di guai. forse è il mezzo per affermare il primato della mia vita sulle impuntature della vita, sulle contingenze, sugli altri.
perchè non la devo più voler colorare, questa esistenza? perchè metterla a servizio di qualcosa già da ora?
devo vivere pienamente, e (forse) insistere sulle piccole cose farà capire a chi mi sta intorno dove comincia la mia volontà e la mia personalità. che DEVO esprimere. a tutti i costi.
schiava a 17 anni? no, non me lo posso permettere.
schiava di che poi, diciamo rinunciataria, piuttosto.
no, non voglio più rinunciare a quello che mi preme fare, a quello che mi piace. non voglio più agire controbilanciando la vita degli altri. la vita è mia, e devo farla mia. in ogni istante.
troppa indulgenza può nuocere. io non debbo dimenticarmi la mia personalità.
poche righe, buttate qui di corsa. poche righe per troppi pensieri che colano e schizzano come da un tubo rotto.
e mi manca la mia vena poetica, cazzo. mi manca tanto e non so più dove andarla a pescare.
cosa sto diventando? non voglio essere il negativo di me stessa.
almeno c'è l'amore. anche se a volta nemmeno quello serve a ricordarmi chi sono. anzi a volte è proprio quello che ti annulla. però non è poi così grave, perchè lo sento, mi fa stare bene, quindi lo assecondo.
devo solo bypassarne più attentamente le prepotenze e i capricci. devo disciplinarlo sulla mia dimensione di vita.
certo, sembra facile...
have a nice saturday, while my struggle goes on.
suicide is painless, as someone said.