il giornalismo e i suoi effetti collaterali

domenica, 15 gennaio 2006

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piccola parentesi pubblicitaria:
ho avuto una strana conversazione con un tizio su msn messenger. quelli che ti aggiungono chissà perchè e che non saprai mai chi sono.
è stata così:

have you got time to hear some new music?
[la mia risposta sarebbe stata no, in realtà, sono nella merda per l'interrogazione di storia e non mi posso dilungare qui, ma per gentilezza ho detto]
what music?
e poi questo indirizzo e l'invito a iscrivermi alla loro message board. www.myspace.com/seriestworecords
non ve lo avrei detto se non avessi provato e apprezzato. penso che ci bazzicherò, peccato che non si possa scaricare niente.

postato da frafrettina alle 21:30 | link | commenti

poesia tentativo n°1

ora ce la devo fare a scriverne una.
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superbe contraddizioni del cammino umano

letto di morte. dormire e morire.
amletico dogma, binomio sinistro.
eppure esistente, la morte è così.
ti coglie tra bianchi guanciali.

e poi sei di marmo, sei un tocco di cera
diventi una statua; che bella che era
lamentano in coro parenti e nipoti
recando con se tagliacarte affilati.

letto nuziale. nozze di morte.
eros e thanatos, amore maldestro.
eppure da sempre si stanno vicini
abbracciati sul talamo. eterni.

e lottano presi da folli passioni
si prendono i polsi, si mordono,
si sfregano baci, ansimanti.
ognuno s'annienta nell'altro.
                                     che amplesso.

convivono in loro nature contrarie
con cui nella vita tutti hanno a che fare;
sullo stesso letto puoi farci l'amore
o andartene quando si ferma il tuo cuore

e resti composto, inciso nel legno
i tratti marcati, severi, un grugno
di pietra, che non fa paura. che si
può coprire, incassare, interrare.

nessuno per forza ti deve vedere
ormai del tuo letto non ne hai più bisogno
non serve la lana per scaldarti i piedi
e poi chi è rimasto avrà un gran bel dafare

si smezzano averi, possessi e preziosi
contesissimo il pezzo più grosso
la casa, a chi va? che dice il notaio?
nessun ricorda il tuo volto di gesso.

e ricorderai di quei giovani ansanti
sintesi estrema di tutto un vissuto
lei, generatrice, lui freddo uccisore
innamorati e incuranti dell'uomo

che in loro esperisce grandezza e miseria.

del resto, al cuor non si comanda.

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non che sia il massimo. non che sia allegrissima. ma almeno l'orecchio non l'ho perso del tutto.

postato da frafrettina alle 10:52 | link | commenti
venerdì, 13 gennaio 2006

caos e attività. perchè non ci si siede mai

periodo di fuoco. scolasticamente, dal punto di vista degli impegni, dal punto di vista della voglia di vita che mal si concilia con entrambe le cose prima menzionate. è misteriosamente ritornata la mia compulsiva e inarrestabile frenesia di spendere e avere tutto ciò che mi piace. direte, bella scema che sei. in parte, perchè non avere desideri ti rende sbiadito, anche il non avere desideri futili e sciocchi. voler avere qualcosa è comunque aver fame di vita. più precisamente di vita quotidiana. tempo fa scrivevo che mi ero messa in un qualche cantuccio chissà dove, e ora mi sento un po' rifare capolino. inconsciamente. forse sto entrando in qualche nuova fase. e poi sta tornando la mia voglia di scrivere. di raccontare. ho voglia di sedermi qui davanti ed elaborare gli stimoli del mondo di fuori. avrei voglia di scrivere un racconto. chi mi conosce sa che questo desiderio ritorna come un sogno ricorrente, mai compiuto, per mancanza di tempo e di pazienza per elaborare un qualsiasi soggetto accettabile. però è un segnale di attività cerebrale, o quantomeno di una sorta di microentusiasmo nelle cose. bene.
rimpiango di non disporre più della mia scintillucola del verso. mi manca chi creda in me e mi sproni a versificarmi. mi manca il prof ligotti e la mazzetti, come mi manca cantare. certe volte penso che lo scorso anno sia stato il più bello e il più completo/sfaccettato della mia vita. facevo tutto, non avevo tempo nemmeno per respirare, studiacchiavo, ma in compenso vivevo ogni boccata di libidine del fare le cose, fino in fondo. insomma facevo tutto ciò che ti rende persona e niente di ciò che ti qualifica come alunno. ora le percentuali si sono drammaticamente invertite. l'anno scorso avrei desiderato il dono dell'ubiquità, per fare tutto quello che mi attraeva. adesso non saprei nemmeno tanto bene cosa farci. non vorrei essere già diventata adulta. non nel senso buono (seppure ce ne sia uno) del termine. (beato il mio cane che vive spensierato e tranquillo. beata la sua piccola vita allegra e istintiva).
proprio per questo, i minimi segni di ripresa, di ritorno nella me di prima, mi fanno sperare in meglio.

ad ogni modo, sto valutando gli eventuali argomenti per la tesina d'esame. l'idea folle che mi è piaciuta di più è partita dal concetto hegeliano di sintesi, il togliere e conservare. dannatamente vero e seducente. tutto è l'insieme di tutto e del contrario di tutto. tutto è altro da tutto e da niente eppure è composto da essi. come la cultura che da 5 anni studio a scuola, raffrontata a quella che si va affermando. il giorno e la notte, che scaturiscono inevitabilmente l'uno dall'altro. l'universo e il suo ritmo triadico. e quindi la nuova cultura, dalle ceneri di quella ormai manualizzata. la nuova espressione. la nuova arte (il graffito, da keith haring a sten e arturo skiro, per esempio); la nuova narrativa, la nuova posizione di chi legge, di chi scrive, di chi edita, i nuovi luoghi e i non-luoghi della nuova letteratura, i blog. la nuova poesia e le nuove correnti. la multimedialità e l'interconnessione delle risorse accessibili (nei suoi pro e nei suoi contro: il fenomeno melissa p.). i new media, la free press, gli effetti del nuovo sul linguaggio; gli slang, il neologismo, la nuova lingua letteraria, la nuova musica basata sulle nuove lingue, l'hip hop, il rap, il ritorno alla strada. quindi la street culture. il concetto di community. la multimedialità che incrina la vecchia economia di mercato, napster. urbano vs idilliaco. l'ironia, la satira, la nuova comicità. [sì, ci hanno espressamente chiesto di essere originali]
solo che non è poca cosa. tanto si sa che le sfide mi intrigano sempre.
altrimenti pensavo: la radio; le memorie, il ritratto l'autobiografismo; l'handicap; il reality show.
devo chiudere adesso. il citofono ha suonato ed è per me, anche se è tardi.
vi lascio con questo aforisma, che rientra nei doverosi approfondimenti che non ho ancora messo nero su bianco: melissa p mi sta proprio sulle palle.

aspetto suggerimenti decisivi per la tesina e i campi di indagine da esaminare.
gut nacht
postato da frafrettina alle 21:55 | link | commenti (3)
sabato, 07 gennaio 2006

selling the world my last breath

non dovrei essere qui. dovrei andare a mangiare, dovrei docciarmi di corsa, perchè tra poco marco verrà qui. ma prima di tutto dovrei essere sui libri. ma onestamente ho poco interesse e troppo sonno per costringermi a ricominciare subito a prendere appunti sulla storia industriale italiana del primo novecento. detto fra noi non me ne frega proprio niente.

però ho deciso di passare e fermarmi un momento. to sell the world this last breath, prima di tornare nell'apnea forzata della vita scolastica che sì, mi toglierà tempo. tutto, o quasi.
e poi ieri c'è stato il colmo: la chiamata di quel cazzonefancazzistalavativolecchinoservoputtanomentale di f.t. il mio cosiddetto codirettore. colui che si becca i meriti del mio lavoro, da sempre. eheh, ma non più, dato che non sto più lavorando!
questo deve creargli qualche problema, non ha più modo di pavoneggiarsi. proprio per qesto mi ha telefonato, come a dire "beh che fai, batti la fiacca?". eh no cocchino, adesso mi sono proprio stufata di sacrificare la mia media scolastica per farti godere i frutti della mia fatica e guardarti curare la tua pagella da record. ma anche no. la mia priorità è uscire dal giulio, e se possibile con il massimo. e se, come probabilmente accadrà, non sarà così, voglio almeno non dovermene imputare la colpa, quindi non lascio niente di intentato per andare al meglio quest'anno. e non ho più tempo per lasciarti grattare la pancia. brutto stronzo.
sì, purtroppo, cari ragazzi miei, sto diventando insofferente verso i 3/4 delle persone insulse che mi circondano. ho deciso di scambiare qualche parola solo con quelle che non ritengo in mala fede. e la mala fede è l'unica cosa di cui la natura ha dotato f.t.; lo detesto ogni volta che mi si avvicina con la sua aria viscida. mi comunica proprio fastidio, prima non mi accadeva. ora voglio togliermelo dai coglioni ogniqualvolta mi si accolla.
continuo dopo, spero. il pranzo chiama. e non vi ho ancora detto niente sull'importanza per me de "Il fantasma dell'Opera", reale motivo per cui ho iniziato a scrivere. a presto.
postato da frafrettina alle 13:36 | link | commenti (5)
lunedì, 02 gennaio 2006

considerazioni

ho davvero troppi compiti, non riuscirò mai a finirli. e sono tre notti di seguito che mi sogno la programmata di storia e la terza prova. sto sclerando.
la coscienza di zeno (bello, per carità), aumenta il suo volume ogni volta che lo apro e leggo qualche pagina. il tempo stringe. eccheddupalle.

sto leggendo i blog di molte persone che conosco, che stimo e/o a cui voglio bene. e anche molti di sconosciuti, certo. e devo dire che alcuni mi sorprendono.
alessionannini, per esempio è davvero interessante e ben scritto. mi piace molto. e non avrei mai sospettato di scoprirlo un così appassionante scrittore.
ma il miglioramento, la maturazione più eclatante è quella di ilenia, sì proprio tu che mi leggi sempre e sempre lasci un commento amichevole.
ilenia era una bimba quando ha aperto il suo amorosissimo spazio web. adesso è una fortezza di zucchero filato. è cresciuta, e il suo nuovo modo di scrivere lo dimostra, nell'arco di pochi mesi ha vissuto emozioni che segnano, come una piccola vita in miniatura, bella e paradigmatica, quel periodo di crescita stupefacente che ritengo di aver vissuto anche io quando ero al suo posto, così concentrato, così rapido, così frenetico che ti lascia solo il tempo di seguire l'onda, e poi di ripensarci, quando la marea sembra essersi calmata. e quando ci ripensi sei un altro, un essere metà bimbo e metà adulto, in procinto di litificare, di compattarsi. e sono belli i bei momenti e pure quelli brutti, perchè ti hanno portato a essere pienamente te stesso. ile sei una ragazza fortunata, e questa fortuna la meriti tutta. il mio augurio per te è che tu prosegua su quest'onda anomala di emozioni e situazioni, senza mai perdere la tua dolcezza distintiva.

e poi c'è chi vive come in un romanzo, e quella è cla, sempre pronta a descrivere momenti di suspance e di tensione positivonegativa e poi a stemperarli con qualcosa di quotidiano o di periodico, come le irrinunciabili top three, grazie alle quali riprende le redini della sua vita impetuosa. uguale e diversa, la sister, come quelle Metamorfosi evidentemente profetizzavano.

e poi ci sono quei blog belli e colorati, pieni di adesivi luccicanti, con templates vivi e poliedrici, in tinta con l'umore, col momento, con la persona, con la persona che si è in quel momento. a volte mi piacerebbe imitarli. pur mantenendo i miei contenuti, che a volte in queste specie di blog delle fate sembrano perdersi nella porporina delle scritte. non sempre comunque.

e poi ci sono io, e questo ilquartopotere. fisso, marmoreo e granitico. almeno nella forma. tumultuoso e differente nei contenuti, a seconda di quello che accade. in via di sviluppo? forse, continua, silenziosa, latente. però forse sì. non ci si può giudicare dall'interno.
sempre meno giornalismo, sempre più effetti collaterali. sempre più giornalismo di sè stessi. sempre meno sestessimo da giornale. chissà che non voglia dire che ho preso un abbaglio con questa storia della cronistaperforza. ma magari no.

poi ci sono i blog lasciati a se stessi, scritti anche male, piazze per ripicche con gli amici, lavagne per scrivere a qualcuno qualcosa che altrimenti non sarebbe mai stato detto. o semplicemente specchi di narcisi e narcisisti, che amano rendersi interessanti con gli altri, e prima ancora ai loro stessi occhi. e quelli sono i blog che dovrebbero essere chiusi per pietà. o quantomeno per legge, quella del buonsenso.

il blog è una sorta di specchio della personalità. o di uno o di più lati di essa. è come un baule in cui si esorcizzano la vita, i sentimenti e le paure, o le normalissime, scialbissime giornate qualunque. e poi ogni tanto è bello andare a vedere cosa c'è sul fondo, ritirando fuori tutta la roba vecchia, facendo bilanci, ripescando qualcosa o ricacciando giù qualcos'altro di davvero inutile o peggio nocivo. è come la cassapanca dei vestiti smessi. mi sono sempre piaciute le cassepanche piene di vestiti smessi. infatti odio chi butta la roba vecchia. chi butta la propria storia, fatta di bambole e giocattoli, sonagli e dolci forni, scarpette, quaderni, zaini e abiti. ma come si fa?

per ora basta, che devo studiare davvero.

postato da frafrettina alle 13:00 | link | commenti (6)
domenica, 01 gennaio 2006

primodell'anno

a riprova del fatto che le feste mi prendono a male, normalmente il capodanno mi stressa. è il momento dell'anno in cui gli amici sono uno più opportunista o falso dell'altro: tutti in cerca di un evento degno di nota a cui prendere parte, ma se casualmente questo evento l'hai procurato tu (e ci tieni proprio, stavolta, perchè pensi sarà uno spasso) e poi loro ne trovano uno ancora più ragguardevole dove far bella mostra di sè, allora stai pur certo che ti ritroverai spalmato davanti al televisore con la fanta in mano e col vestito buono che a -10, -9, -8 secondi dal nuovo anno ti guarda in cagnesco dalla sua gruccia (andrà meglio la prossima volta, cocco).
o peggio, capita anche che ti senti ripetere fino al 31 mattina: che facciamo a capodanno?
come se tu fossi il ministro del turismo e dello spettacolo o l'animatore di un villaggio valtour con il dovere morale di organizzare qualcosa per la tua ghenga di tedeschi famelici nei loro sandali-e-calzini (sì, anche il 31 dicembre loro li portano).
è uno sfinimento. dico, ma perchè non te lo cerchi tu il dafare invece di rompermi le palle, quando per me capodanno ha un'importanza pari a meno di zero?
però quando va bene è proprio divertente. devo ammetterlo.
cosa ho fatto io? la criticona ufficiale delle feste comandate? beh, allora...
ho iniziato a impiastricciare in cucina tanto per fare, con potto. abbiamo fatto i rustici, e poi la pizza, mentre mamma si dedicava alla ben più onerosa salsiccia e lenticchie (alla fine la discoteca è stata bocciata). poi puff! si materializzano anche mia sorella con la sua amica luisa, e già eravamo 4 ragazzi cazzeggioni, con il fido bottiglione di martini pronto all'ordine nel frigo, un lettore mp3 da 60 GIGA (ribattezzato a partire da ora "Creative zen-The Beast-Xtra") pieno di musica e anche di musicaccia e tanti, tanti mazzi di carte! e vabè insomma, ho fatto le 4 a incaponirmi sulle regole di scala 40 (che no, non mi piace per niente!!) e su altri giochi degni di una bisca clandestina, infarcita da torroni e croccanti vari.
dai, non serve andare sulla luna per divertirsi davvero. anche perchè quando faccio le traversate del mondo per arrivare alla luna, finisce che mi rompo pure i coglioni. diciamola tutta. meglio qualche amico, tante scemenze e magari un pizzico di bollicine di buon augurio ed ecco un capodanno rilassante e proprio carino. sono contenta. anche perchè la prima azione del duemilasei e l'ultima del duemilacinque è stata un bel bacio al mio amorino (lo so, sono melensa, ok...).
e poi per me questo sarà un anno storico: ne compio 18, avrò la maturità (e quello è meno bene...), magari anche la patente, e poi la macchina se dio vuole (e voglio assolutamente guidare la mini minor d'epoca di mio nonno, tenuta come un cimelio da quando ha smesso di circolare causa motore a benzina rossa. quindi avrò tanta gavetta sulla potentissima Uno-scassone di mamy prima di potermi impossessare dell'oggetto del desiderio. blu, interni in pelle rossa, cambio a pomello, volante sottile sottile. devo dire altro?), e un sacco di altre cose, chi lo sa...

se il buongiorno si vede dal mattino, può darsi che sarà un anno niente male.

spero che chiunque di voi si sia divertito quanto me ieri sera.
primo post del nuovo anno. primo paragrafo del nuovo capitolo.
quantomeno scritto col sorriso. : )

postato da frafrettina alle 12:54 | link | commenti (1)