il giornalismo e i suoi effetti collaterali

venerdì, 28 aprile 2006

melencholia #... alias: fotosfuocate e istantifissievuoti

epiùcipensoepiùmirendoconto
cheiovivolavitaincontroluce.
postato da frafrettina alle 20:33 | link | commenti

brainstorming per la tesina

pensiamo.

partire dal blog. dall'anonimato della rete. dalla trasformazione dell'identità di chi scrive e dal senso e dalla fruizione effettiva della scruttura in internet. diari/giornalismi/narrative libere e potenzialmente inascoltate. necessità espressiva individuale. la rete come nuovo luogo deputato all'espressione individuale svincolata da censure, sistemi e interpretazioni critiche. fuggire dal mondo esterno e rifugiarsi qui, in un nuovo mondo. un nuovo mondo che è compenetrazione dell'istituzionale col soggettivo assoluto. la navigazione. metafora della conoscenza moderna. appropriazione dell'istituzione tacita o chiassosa -> hacking e hacker art. funzione psicanalitica del blog, confronto con svevo. assunzione di un'identità pseudonima, confronto con kierkegaard. superamento della nozione di individuo precedente, confronta con il superomismo. funzione epistemologica e connotativa della scrittura -> kierkegaard e la comunicazione d'esistenza. nuovo mondo=alienazione dal vecchio: atteggiamenti di ribellione, di anarchia, di disturbo, di decostruzione e di protesta verso il mondo esterno -> dadaismo, neodadaismo, pop art, fino al bombing metropolitano -> dal graffito primitivo a quello "antipubblicitario" di keith haring -> collegamento con la concezione del non luogo di Augé, della dimensione aggregante e isolante della metropoli, rapporto conflittuale e di appartenenza con la nuova idea di urbanità, le banlieu, i ghetti, le bande, le crew, le battaglie territoriali come la guerrilla sociale. anonimato come produzione umana indistinta quindi universale, simbolo di un periodo storico, voce del mondo e delle esigenze umane. contestualizzazione storica del posthuman, del dopodopoguerra, dello sviluppo telematico -> confronto con le ideologie anticapitaliste della prima internazionale con la situazione di postcapitalismo intensivo che genera i movimenti della contemporaneità. smarrimento metropolitano e spinta a viverne le contraddizioni -> bisogno di appartenza, bisogno di eliminare l'atopia moderna e di caratterizzarla, personalizzazione dello spazio urbano -> sten e poeti delle saracinesche + street appeal, skating.
o semplicemente approccio maturo con una realtà dinamica e conflittuale -> samuele bersani, replay.
postato da frafrettina alle 18:50 | link | commenti (1)
domenica, 23 aprile 2006

rifiatare ogni tanto

fa bene.
fa bene respirare di nuovo il profumo dell'aria d'estate.
fa bene disperdersi in luoghi soliti sospinti dallo slancio del discorso.
fa bene affrontare i limiti della propria vita sorridendo a eventuali spiragli di nuovo.
fa bene camminare su un prato tra alberi, bambini e raggi di sole.
fa bene fare cose ridicole e ridere di cose qualsiasi.
fa bene pensare al futuro pregustandone i momenti allegri e le soddisfazioni.
fa bene rompere con la routine e vivere appieno tutto quello che passa.
fa bene carpire la vita. carpire vuol dire capire, o è l'unico modo per illuderci di poterlo fare.
fa bene non lasciar scorrere il tempo.
fa bene contare su qualcun altro e scrollarsi i problemi di dosso.
fa bene uscire e riscoprire gli effetti benefici di una chiacchierata serena.
fa bene sentire di non essere cambiati, ma traslati e spostati dal tempo, nel tempo; comunque sempre noi.
fa bene sapere di non aver cambiato carattere, anche quando tutto mette la tua identità sotto pressione, spingendoti a conformarla a ritmi che non senti dentro.
fa bene acquistare coscienza che è tutto nelle nostre mani. che si può vivere essendo noi stessi e che ciò che confligge con questo è solo un doloroso ramo secco o una sovrastruttura priva di senso.
fa bene accettare che noi siamo quelli che debbono imprimere un verso al mondo, non il contrario.
fa bene sperare di poter rimettere in gioco la nostra vita, lasciata da parte per troppo.
fa bene avere la possibilità di ringraziare il punto di vista altrui per essersi palesato in tempo utile.

insomma, grazie :)
postato da frafrettina alle 20:06 | link | commenti (1)
sabato, 22 aprile 2006

è bello quando...

...quando dopo una di quelle discussioni campali che rimettono in gioco tutto ciò che stai facendo e che hai fatto per un tempo consistente, lui ti manda a letto con un bacio d'amore sincero, forse il primo in molto tempo, per via di vari alti e bassi, dicendoti "vai a dormire, angioletto". e bacia le tue lacrime salate perchè sono le tue e sono preziose. questo è quello che definisco amore. quello che inaspettatamente ti fa vibrare di un'impetuosa  pace cosmica tutto il torace. così dal niente. nonostante tutte le difficoltà.

buona notte
postato da frafrettina alle 00:24 | link | commenti
venerdì, 21 aprile 2006

tornata sul luogo del delitto

non riesco a fare due giri su internet -sull'internet degli altri, fatto dei blog, delle foto, delle parole e delle esperienze degli altri- che sento l'impulso irrefrenabile di venire qui a raccontarmi, in questo sublime soliloquio informatico, quanto i miei spazi (di etere come quelli vitali) siano diversi rispetto a quelli di tutti gli altri.
eppure ogni volta che cerco di addentrarmi a parlare di me mi assale quella voglia di tirar via, di accennare, di buttare due parole allusive sul tutto, come stessi prendendo solo delle scarne annotazioni sulla mia vita attuale. chissà se psicanaliticamente questo significhi qualcosa o più semplicemente mi pesano le dita sulla tastiera e a tanto impeto di raccontare sostituisco il rimando telegrafico alle mie esperienze recenti. ripeto, come fosse solo un block notes. chissà, forse sto perdendo contenuti e spessore. forse sono ingrigita, o lo sto diventando poco a poco. è anche vero che di tempo per me ormai ne spendo poco. e anche questa è una nota dolente del mio quotidiano. uno dovrebbe avere le sue personali ore d'aria dal mondo. in un numero che stabilisce lui di volta in volta. ecco, come dice mia madre io il mio tempo l'ho ipotecato. (non è così semplice, comunque). e niente, sto aspettando che lui torni da calcetto. frase da moglie, vè? è che la mia vita si basa su questo andare e venire qui. ogni sera e ogni giorno, praticamente. sì, forse non è del tutto normale, ma in certi casi va bene. mi/ci sta bene. è quando uno si sente in una gabbia che diventa problematica "la convivenza". non in gabbia l'uno rispetto all'altro, o forse come effetto collaterale. intendo quando la tua vita, la tua come persona, ti ingabbia. ebbene mi sento un canarino. vivo parando i colpi delle incombenze che mi gravano addosso. spendo il mio tempo come non vorrei. dovendo, non volendo. e non che io voglia solo divertimento e nullafacenza a tutto spiano. se mi conosci lo sai che non sono proprio un soggetto di quel genere. vorrei solo avere la libertà di dedicarmi a quello che ritengo più prolifico per me, cose per le quali faticare mi piacerebbe e mi darebbe soddisfazione. tutto qui. specie adesso che mi hanno dato in mano questo giocattolino chiamato maggiore età. mi sento come il 23 dicembre quando nella famiglia del mulino bianco i regali sono tutti sotto l'albero ma Roy, il piccolo, non può cavalcare il cavalluccio a dondolo fichè la zia Gwendolyn non sarà presente al cenone della sera dopo. solo che qua non si tratta di due giorni ma a dire poco due mesi, prima di essere libera. e poi, detto fra noi, ho l'impressione di fare la fine dell'ago che fa l'orlo: fuori da un punto, di nuovo a bucare altra stoffa, di nuovo sotto. mai alla luce e all'aria aperta. ecco, perchè mi trovo a dover decidere quale carriera universitaria intraprendere ADESSO. in questo stato di precarietà mentale e di conseguenza di tensione affettiva che mi attanaglia. patatrack! è un tunnel senza uscita fatto di stress e tracolli isterici. finirò così, come una trentenne frustrata sotto psicofarmaci, alla precoce età di 18 anni da 3 giorni. bello no? menomale che in un qualche cantuccio deve essermi rimasta un po' di quella voglia d'ossigeno che stamattina mi ha fatto prendere e andare dove dovevo andare, perchè lo avevo deciso io. sono stata a villa mirafiori, a prendere l'ordine degli studi, per fare un po' di confronti intelligenti per scegliere con razionalità. quella poca che speriamo non vada a farsi fottere prima (anche se la possibilità che ciò accada cresce di giorno in giorno). è un bellissimo giardino di menti fervide. ma lo spauracchio del "non riuscirò ad avere quello che voglio stando lì" aleggia bastardo su tutte le mie chimere di ermeneutica ed estetica e filosofia del linguaggio etcetcetc. insomma io ho voglia di riscatto, di risate, di vivere la vita facilmente. senza pesi, senza catene alle caviglie. voglio essere libera e leggera. voglio volarci sopra, a questa vita infame. voglio spingermi in alto con la mia forza, con la mia gioia, con la mia voglia di fare inestinguibile. voglio vivere appieno. quindi non come ora.

farò di tutto per andare a torino alla fiera del libro. come mi ha proposto eleonora (zai.net, ricordate?). perchè devo dimostrare a me stessa che le mie decisioni le prendo per me, per il mio bene, per la mia serenità e per il mio spirito di iniziativa. e per insegnare a lui che la vita, il tempo, il sorriso sono beni miei che devo coltivare al meglio, come individuo, per poi condividerne i frutti. spero che capisca. da persona matura. o che, come un bambino, ci sbatta la testa. senza piangere troppo.
sembro cinica, qualcuno potrebbe chiedersi chi me lo fa fare. lui non è dannoso per la mia vita. non per quel numero di atteggiamenti che mi hanno fatta affezionare a lui come a nessun altra persona mai. però ha ancora parecchia strada da compiere. come me, come tutti. il problema è ce quando sei piccolo la strada la percorri, sbucciandoti un ginocchio, frignando un po', lagnandoti, ma tutto sommato con la sicurezza di aver guadagnato un passo in più, amando/odiando/amando le figure di censori. quando sei grande non è proprio così. puoi incazzarti e cambiare sentiero. nonostante l'affetto delle persone (diverse dai censori) che ti circondano sia lo stesso. e non è bello.

postato da frafrettina alle 21:59 | link | commenti
martedì, 18 aprile 2006

da un'ora e dieci minuti...

Maggiorenne.
postato da frafrettina alle 10:39 | link | commenti
lunedì, 17 aprile 2006

meno 1

sono sopravvissuta alla pasqua, bene devo dire. è stata piacevole e rilassata. un po' con marco, un po' senza. responsabilmente. ho l'impressione (e spero di non essere smentita) che stiamo crescendo. mi fa stare bene.

è strano:
sono in un momento in cui i festeggiamenti e i doveri si accavallano. dovrei fare molte cose (una: studiare), e nel frattempo tutti mi augurano buon compleanno, si mischiano le uova con le torte e i regali seri da data importante, e intanto io mi sento così, come fosse solo una tacca in più, un gradino in più, infondo nulla di trascendentale. o forse sì, perchè quando ascolto canzoni sul senso del tempo mi sento già un pezzo d'antiquariato, una rovina romana, un grammofono, una borsa demodé. strano aver appena iniziato a vivere e pensare al tapis-roulant che ti sfugge da sotto i piedi come una slavina. ma forse è solo una punta di malinconia che è sintomantica dei momenti storici della storia individuale. che ne so.
infondo sono contenta, potrò iniziare a fare qualche lavoretto e guadagnarmi i miei soldini. è bello. e poi la patente, l'università (???...aaaah!!!), la gestione razionale e personale del proprio tempo (prezioso. troppe volte sottovalutato da tutti, dalla società in primis), insomma tante cose. anche il voto, toh. 
ma infondo sono normale, sto come prima, anche se sono una minorenne molto vecchia in questo momento, e domani sarò una maggiorenne neonata. e tutti attribuiscono molto valore a questo passaggio, infondo naturale. [nb: troppe volte infondo. troppo infondo, tutto.]
vorrei avere Mr.Hyde a disposizione, per fare il punto, per lasciare in messaggeria quel messaggio che mandò al secolo francesco ventura, e che mi colpì molto. che trasudava felicità, pensosa e cosciente spensieratezza, spirito di conformità coi propri stadi in vorticosa evoluzione, di armonia con la fine del liceo e di sicurezza dell'eternità della propria freschezza interiore. le parole di quella canzone che fa...

Legge-e-e-ro, nel vestito migliore,
senza andata nè ritorno, senza destinazione..
Lege-e-e-ro, nel vestito migliore,
nella testa un po' di sole...
ed in bocca una canzone...

voglio sentirmi leggera. per sempre. per la vita.
realizzata.
serena.

mi auguro questo, per il futuro che sta arrivando. e lo auguro un po' anche a tutti.
altrimenti che vita vivremmo, se così non fosse? no?

tanti auguri a me, insomma. e che diamine, che non me lo merito? :)

postato da frafrettina alle 11:02 | link | commenti (1)
venerdì, 14 aprile 2006

la decadence

eppure sono successe tante cose...eppure ho visto praga, ho vinto le olimpiadi di filosofia, sto per compiere 18 anni...
eppure sono apatica e prosciugata, di malumore...arida come questo blog ultimamente.
non ho più senso.
e con lui non va mai bene niente.

ma dov'è lo sbaglio in me?

sono l'ultimo fremito di un'anima in fase terminale.
postato da frafrettina alle 12:42 | link | commenti