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martedì, 20 giugno 2006
...Io mi ricordo... quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla... ...come i pini di Roma la vita non li spezza... questa notte è ancora nostra... Ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati? Le bombe delle sei non fanno male... è solo il giorno che muore...è solo il giorno che muore... Gli esami sono vicini e tu sei troppo lontana dalla mia stanza, tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto, stasera al solito posto, la luna sembra strana sarà che non ti vedo da una settimana. Maturità t'avessi preso prima, le mie mani sul tuo seno è fitto il tuo mistero, e il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani, ...non fermare ti prego le mie mani... sulle tue cosce tese chiuse come le chiese quando ti vuoi confessare...
Notte prima degli esami...
Notte di polizia ...certo, qualcuno te lo sei portato via... Notte di mamme e di papà col biberon in mano, notte di nonne alla finestra,
...Ma questa notte è ancora nostra...
notte di giovani attori di pizze fredde e di calzoni, notte di sogni di coppe e di campioni,
Notte di lacrime e preghiere... ...la matematica non sarà mai il mio mestiere... e gli aerei volano alto tra New York e Mosca...
...Ma questa notte è ancora nostra...
Claudia non tremare... non ti posso far male se l'amore è amore...
Si accendono le luci qui sul palco, ma quanti amici intorno... ...che viene voglia di cantare... forse cambiarti, certo un po' diversi ma con la voglia ancora di cambiare... ...se l'amore è amore... ... se l'amore è amore... ...se l'amore è amore... ...se l'amore è amore... ...se l'amore è amore...
In bocca al lupo a me e a tutti i maturandi!!!
...{CREPI!}...
venerdì, 09 giugno 2006
non ho mai sentito così vera l'affermazione che il tempo su internet, il temporeale, è più frenetico di quello letterario. sì insomma, che tutto ciò che nasce in internet invecchia a velocità supersoniche. nemmeno a farlo apposta ciò che ho scritto ieri già mi sembra distante anni luce, mentre rivedo quella classe lasciata vuota, le ultime chiacchiere con la valchera e la liguorio, quel corridoio deserto con alessandra in camice bianco.
e così non sono nè una liceale nè un'universitaria: sono una maturanda. contro la mia volontà.
la valchera mi ha dedicato la foto (anche la scozzafava, la quale per una volta mi ha detto BRAVA!), ha scritto: per aspera ad astra. credo che sia stata una delle poche a capirmi un po' (forse anche la scozzy, anche se le è sempre scocciato ammetterlo). speriamo siano parole profetiche.
e adesso pare proprio non ci sia più scampo: si torna con la faccia in mezzo ai libri. e finalmente mi hanno approvato la mappa pe la tesina. probabilmente nevicherà, presto o tardi.
e mentre sognavo, come dice marco, un'uscita da cinema, tra i fuochi d'artificio, oggi fuori scuola volavano uova e farina e gavettoni. e gli irrigatoi delle aiuole zampillavano acqua ovunque, rotti e divelti da terra come ogni anno. ogni scuola ha le sue becere tradizioni di fine anno. la vita è un'altra cosa rispetto alle fantasticherie, ma la prendo così, per buona. in fondo perchè non dovrei.
anche se avrei voluto, come modigliani nei suoi paesaggi, avere un altro appiglio, un'altra scadenza prima di affrontare sta benedetta Maturità. modigliani piazzava un albero davanti al cielo, così che la sua immensità non potesse sconfortarti. ecco, credo di aver bisogno di un albero in questo momento. forse è meglio non pensarci. ha ragione la dalbello, che mi ha detto che una sua collega (chissà quale) le ha detto di me: "le cose le fa bene quando le fa di getto, come le vengono. se ci pensa su, allora è finita!" e allora serriamo questi occhi e buttiamoci nel vuoto. se penso positivo atterrerò scivolando tra i guanciali. in bocca al lupo a me. e a chi come me si trova in questo strano e irripetibile limbo.
...e buone vacanze a tutti voi altri, fortunati!
giovedì, 08 giugno 2006
errata corrige, prima: 9 in latino. perchè se è vero che sei un 9 mancato in italiano, lo troverai da qualche altra parte. grazie.
...e insomma siamo giunti ai titoli di coda. di una fase della mia vita, come scrive maria vittoria sul retro della mia foto di classe.
se dal 7 non avevo più l'obbligo legale di andare a scuola, dopo gli scrutini, da domani in poi, salvo che per dare gli esami, non ne avrò più la possibilità.
ho finito di sedermi al banco la mattina alle 8, stare lì ferma per un certo numero di ore, vedere certi insegnanti, certi compagni. fare i compiti. fare compiti in classe. studiare, farmi interrogare, prendere voti. copiare. suggerire. chiacchierare. fare comunella con le bidelle e le segretarie.
e pensare che per quasi tutta la durata della mia vita (e per davvero tutta la durata della mia vita "cosciente") questa è stata la mia vita, l'unica. che verrà sradicata da me entro un margine di poche ore, prepotenti, rispetto ad anni e anni di sicura, conosciuta routine. è buffo. e non so se mi sta molto bene. ma accade, accadrà, inesorabilmente. non dipende da me.
tutto questo ribollire di pensieri mi è venuto dal niente, mentre guardavo un cartone in tv che non facevano da tanto. daria, quello che parla delle disavventure liceali di una ragazza un po' nerd in una tipica high school di cheerleaders. quante volte l'ho trovato simile a tanti aspetti della mia vita (e di quella di molti altri come me) dietro i nostri famosi amatodiati banchi.
e proprio così ho pensato che in fondo me ne sto andando ex abrupto, come se mi stessi affacciando in un corridoio buio e la porta (pesantissima) da dove provengo sbattesse dietro di me per non riaprirsi più. nemmeno con la forza. me ne sto andando senza rendermene conto fino in fondo. la cosa, se in parte mi fa essere (per il momento) più calma e distaccata, dall'altro stride con la visione che ho avuto proprio poco fa, davanti alla televisione per l'appunto.
la visione di quei famosi tanti come me che avevo messo fra parentesi, qualche riga più su. che prima potevano stare fra parentesi, perchè infondo erano lì e ci sarebbero rimasti indefinitamente. a disposizione, a portata, a qualche aula, qualche piano di distanza; potevo incrociarli nei corridoi, all'uscita, parlare del più come del meno, nella certezza di poter continuare a farlo, senza un margine di tempo limitato. e così anche con i miei compagni di classe, tutti. quelli conosciuti di più e quelli pressochè ignoti. adesso tutto questo, questo tessuto sociale, seppure piccolo e in molti casi superficiale e insignificante, non posso più darlo per scontato.
insomma, se è vero che non dovrò più fare certe cose, avere certi impegni e scadenze, vedere certe persone, d'altro canto è ugualmente vero che non potrò più fare certe cose, avere certi impegni e scadenze, vedere certe persone. è sconfortante. non aver più la certezza di scambiare quattro parole coi volti di sempre, adulti o coetanei che siano, amici o meno amici o addirittura "nemici", quelli che vanno via quest'anno con me e quelli che rimarranno lì, parte di un mondo che è stato anche mio e nel quale il mio passaggio è stata una parentesi, una sedia occupata per 5 anni, una firma in tante iniziative che rimangono in me e in nient'altro, forse nella memoria di chi è stato assieme a me, in quei frangenti e più in generale nel mio tempo di percorrenza.
se ci pensi la vita è un po' tutta fatta così, forse se dovessi morire scriverei partendo dagli stessi presupposti. cambiare come partire è un po' morire. anche se è banale.
una delle cose che mi spiace di più è di non aver sistemato tutti i conti a dovere, per esempio col giornale. mi affido ai ragazzi che ho incontrato, quelli che nella voglia di fare mi sono parsi tanti piccoli specchi di me. finchè ci saranno persone così prese, prese dalla vita e dal dare qualcosa alla vita, ci saranno tanti Mr. Hyde pronti per la stampa. questo è sicuro.
un altro pensiero malinconico va ai programmi scolastici, che negli ultimi dieci giorni di scuola mi hanno offerto un assaggio di tutto quello che per l'inciviltà intrinseca nel nostro sistema scolastico mi perderò. ci vorrebbe un quarto liceo. quanto avrei potuto imparare sulla letteratura moderna, quanto avrei beneficiato delle teatrali (e devo ammetterlo, coinvolgenti) spiegazioni della valchera su perle come kundera, ad esempio. quante belle lezioni che non verranno mai fatte. questo mi spiace. mi spiace che si arrivi a montale a tozzi e bocconi. è un vero peccato.
altra tristezza cosmica: mi mancherà camminare per i corridoi, andare a prendere un orribile cappuccino alla macchinetta, e magari ritrovarmi lassù al terzo piano dove è sempre accesa per svoltare il corridoio e rivedere i mitici "termosifoni": quello sul quale alla fine del primo piangevo disperata per non so quale scaramuccia con un professore, e a consolarmi c'erano le mie amiche, tra cui quello spruzzo di sole di valentina (che mi manca) e filippo, quel poetosofo (poeta-filosofo, un sechhione pluriprospettico) pazzoide e occhialuto che mi faceva sdraiare dalle risate. che giorni colorati. e quell'altro termosifone, magico e determinante, dove tutti i giorni marco e dario erano appollaiati, compagni di tante chiacchiere, tante risate, di tanti impegni che seguivano, fermi là, guardandomi girare come una trottola luminosa e sorridente. e spesso venendomi dietro, coinvolti; e marco, talmente coinvolto dalle mie girandole che si è ritrovato inaspettatamente coinvolto in me. e a coinvolgere me. e quel termosifone era un punto fisso per vederci a ogni cambio dell'ora, parlare di stupidaggini, di cose, di compiti e amici, e ridere, e darci baci e abbracci.
solo ora che non potrò più sostarci nemmeno da sola provo con così tanta forza l'insano istinto di strapparlo dal muro con tutta la finestra sovrastante e portarmelo via. col davanzale con la scritta di lavinia+stefano (che dopo un anno di tumulti potrebbero tornare a ricalcare. sono contenta per loro).
quella è la cornice dei ricordi più solidi. e così tutto l'edificio scolastico, con i suoi soffitti alti, le pareti scarne di un color rosa topo indefinibile, con le sue mille mani di vernice impietosa su tutto, fili e muratura, coi suoi insensati estintori e inopportuni citofoni, con i suoi immensi ambienti ariosi ma solenni, con le sue geometrie austere, prima fredde ora tanto care.
mi mancherà la scuola. non in sè stessa ma per quel senso magico che io le ho dato, per tutto ciò che ha visto accadere, per tutto ciò che in me ha fatto accadere. per questo e per la nostalgia inevitabile che ne proverò. d'altronde in questo periodo me lo ripeto spesso: è la vita che va così. l'importante è fermarla in tempo, a caldo. e rileggerla per sempre.
così mi congedo dal giulio (ave caesare, maturandi te salutant), ma di certo nulla di quanto vi è accaduto dentro si potrà mai congedare da me. mi auguro di poterci tornare qualche volta (bidelli permettendo), per respirare di nuovo quegli odori indefinibili, dei luoghi conosciuti, che una volta che da essi ci si allontana si centuplicano fino a stordire l'anima.
adesso andiamo, verso l'ultimo atto, sperando di aver lasciato un segno anche piccolo, in tutti quelli che ho incrociato. sperando di non perderli. sperando di non perdermi, perchè è così, più o meno, che voglio restare per sempre. ...eravamo 23 quelli della terza i...
Antonello perdonerà il plagio.
lunedì, 05 giugno 2006
ma sì, sputtaniamoci prima dell'esame. che tanto non è mai tutto come previsto. perdonate la mia somma tracotanza. sono perfezionista, mai contenta e sì, ho un cervello che vale per tre. forse anche qualcosa in più.
Italiano: 8, perchè 9, no, non posso proprio mettertelo. Latino: 8, credo. anche se gli scritti sono tutti da nove. epperchè sono la stessa che no, 9 non te lo posso proprio mettere. Greco: 9, collegio docenti permettendo. Storia: 8. troppo tirata. Filosofia: 9 perchè hai fatto le olimpiadi. tra storia e filosofia nessun guadagno dal primo al secondo quadrimestre. solo un mazzo esponenzialmente più grosso e qualche bocca storta di troppo. Arte: 9. senza bisogno di interrogarti. buonanima. Inglese: 10, perchè sì, perchè è così. Scienze: 8. anche se tutto l'anno ho preso 8 e 8emezzo, puntualmente mi sono distrutta con un 6 il 30 maggio. che bastardata dirmi che è un 8 aiutato. calcolando che sono sempre attenta precisa e puntuale. un po' mi rode. ma la prof mi è simpatica. speriamo non mi faccia ricredere al momento cruciale con qualche domandina sadica. Matematica: 8 e sto. rubato. Fisica: 8 e sto. rubato un po' meno perchè la materia mi riesce meglio. in matematica non ho pretese perchè ad oggi non so fare divisioni a due o tre cifre. Educazione fisica: 7. croce, una croce di dimensioni cosmiche. ho l'esonero da 5 anni e mi ha sempre messo 6 politico. inutile dire quante medie fatte di sudore e sangue ha svilito. è grazie a lei, principalmente, che avrò 17/18 crediti invece di 20. speriamo si metta una mano sulla coscienza al momento opportuno.
non mi va di fare paragoni col resto del mondo, ora. perchè il resto del mondo è il parametro che rende ridicoli alcuni dei miei voti. riduttivi, pur alti che siano. non avete idea di quanti giochi di prestigio avvengano alla fine dell'anno. e ne beneficia chi non fa mai un tubo, non chi i tubi se li è messi per otto mesi su per l'augusto povero deretano. è così, è la scuola italiana. fatta alla bene e meglio, alla volemose bene, alla carissimamico, alla pizza e fichi. non sono einstein, ma c'è troppo poco divario tra me e gli altri e tra me e le divine bravure preferite. e speriamo di arrivare agli 8 crediti. speriamo speriamo speriamo.
scappo a tesinare. che forse faccio meglio. auguratemi un voto d'uscita dignitoso. o se mi volete particolarmente bene eccellente.
io farò tutto ciò che è nelle mie possibilità, nei limiti della sanità psicofisica. è una sfida il cui risultato vorrei lasciasse positivamente attoniti tutti me compresa. nel caso contrario mi rifarò, la vita è un traguardo continuo.
buona serata.
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