lunedì, 28 agosto 2006
Nonostante tutto...[against all odds]Certo che quando guardo a fondo in quegli occhi scuri scuri e sento che mi fissano ridendo mi sale su dal petto un caldo atroce e come una scema mi ritrovo con le palpebre che bruciano. E ho voglia di baciarlo e non mi azzardo, come ancora non lo avessi mai fatto prima.Poi mi accarezza e mi tiene vicina. E sento il suo odore, lo respiro avida. Vibra ogni mia corda. Sento la pace. Sono belle le nottate in cui due parlano. domenica, 27 agosto 2006 sereno variabilel'umore migliora e peggiora come il tempo alla fine dell'estate. come ora, quando al sole ancora cocente si alternano chicchi di grandine pesanti come bambini dell'asilo. e io mi barcameno tra le condizioni atmosferiche esteriori ed interiori, mie e di chi mi sta intorno. amici che partono, parenti malati, fidanzati depressi e sorelle che dormono di giorno e vivono di notte. e poi ci sono io, nell'occhio del ciclone, a subire le perturbazioni che aleggiano sulla mia testaccia come la nuvoletta sull'asinello di winnie pooh (o a scelta fantozzi).sto cercando lavoro nelle librerie, come aiuto durante il periodo dell'assalto ai testi scolastici. orari disumani e paghe ridicole. però vuoi mettere per una volta essere dall'altra parte del bancone che ho frequentato per anni, sperando di non sbagliare edizione, autore o di trovare un buon usato? la libreria è un luogo simbolico, importante, che segna il vero inizio della scuola. del tipo: ok, da ora in poi si fa sul serio. mi piace. ma a lui non piace molto che io dedichi i miei ultimi venti giorni di libertà ad altre cose. e poi è sempre più grigio, freddo, lontano. invernale. vorrei che capisse che fare qualcosa per me non è togliere tempo a lui. e che anche lui ha il dovere morale di non lasciare il suo tempo girare a vuoto, riempito solo della mia presenza (nemmeno va bene, però, inventare possibilità di impegnarsi assolutamente urticanti per me tanto per il gusto di farmi dispetto: beccarsi con quell'amica che non si sente più. ad esempio...). è tutto un equilibrismo e sono lotte continue anche con chi mi vede spenta perchè lui si spegne. è molto pesante gestire queste situazioni. non vedo l'ora di ficcarmi a capofitto nell'università, nelle lingue straniere, nella palestra, nel canto, in qualsiasi cosa che non sia questo tempo nato perso. e non vedo l'ora di vederlo sorridere, abbracciarmi di cuore, parlarmi felice. perchè non riesco a farlo succedere già ora? niente niente sia finito l'effetto barcellona? non voglio crederci. e intanto aspetto di prendere questo benedetto foglio rosa. e di essere contattata dai miei potenziali datori di lavoro. ma soprattutto di vedere il sole tornare a splendere radioso sul viso che amo di più. troppo spesso nuvoloso. martedì, 22 agosto 2006 Ho un problema...in verità ne ho diversi. ma non ho nemmeno voglia di pensare a come esporli. non ho voglia di infastidirmi rifacendone l'elenco completo...non mi va di pensarci, vorrei essere davvero capace di ignorarli.in primo luogo mi annoio. mi annoia spremermi le meningi per trovare qualche occupazione. mi annoio a girare per negozi. mi annoio a stare in questa città imbalsamata e allo stesso tempo mi annoio a stare in casa senza scopi. è preoccupante ma non vedo l'ora che ricominci la vita, la routine annuale. anche lo studio è meglio di questa palude. e poi nutro grandi aspettative sull'anno nuovo: spero che migliori la mia opinione di me, l'importanza degli impegni che avrò, la mia forma fisica e mentale e la serenità del mio ragazzo che ha davvero vissuto un brutto anno. spero che così, ritrovando slancio e voglia di fare sia più facile stare insieme ed essere persone felici e appagate. niente più noia, babysitting o rancori se uno preferisce fare un giro con x piuttosto che con l'altro. più leggerezza, tranquillità, allegria. e pure più rispetto per l'identità dell'altro. come mi auguro che tutte queste buone risoluzioni si concretizzino. anche perchè se questo non accadrà non credo che potrò risolvere l'altro problema che lui ha sollevato ieri. dopo 1 anno e mezzo pensa che sarebbe giusto fare l'amore. da una parte mi fa piacere che mi faccia capire che mi vuole bene. dall'altra non me la sento, non voglio farlo per accontentarlo, non voglio pensare che ci sia un limite di tempo più pesante della mia felicità. non esiste un limtie di tempo. e poi continuo a pensare che per gli uomini sia un'esperienza importante, ma pur sempre un'esperienza. per me non è così facile (del resto nulla è abbastanza facile per me). cioè, sono 18 anni che sono così, integra. è come se dovessi infrangere una barriera che non sento la necessità di superare. a lui i giochini da adolescenti vanno stretti. molte volte mi sono sentita infantile. certe volte. comunque non è che io non mi sia posta il problema. solo che non mi piace sentire che da me si pretenda un salto di qualità che non mi appartiene proprio. sarò anormale, piccola, sciocca, impaurita, suora, bigotta. come volete. ma non ce la faccio a snaturarmi per farlo contento. e so che lui non vorrebbe questo. come non voleva che mettessi da parte il mio carattere e lo lasciassi decidere sempre per paura di farmelo nemico quando avessi espresso i miei desideri. è tutto molto complicato. io sono complicata. e sono anche una bambina, e in quanto bambina voglio crescere in pace, quando lo decido io. mercoledì, 09 agosto 2006 Odio Romagià in inverno questa città è insopportabile. è insopportabile a prescindere, perchè è pesante, statica, ferma, muffa. e la gente è buzzurra e provinciale. le uniche preoccupazioni diffuse sono quelle per la griffe (anche da accaparrarsi alla bancarella) e per la smart. e per i locali di grido. e c'è un'ignoranza e una rozzezza diffusa, l'impossibilità di rapporti reali. tutto rimane a livello superficiale, con tutti, perchè tutti imparano ad essere superficiali. e questo per quanto riguarda le persone.per quel che riguarda la vita potrei aprire un capitolo a parte. è una città che vive lo slalom tra i monumenti, tra l'altro tenuti malissimo. è impossibile apportare migliorie in tempi non biblici, anzi senza peggiorare la vivibilità delle zone toccate. e poi è claustrofobica, burocratica, pallosa. fatta solo di cupolone e colosseo da dare in pasto ai giapponesi. sì, è bella (in alcune parti, alcuni scorci), ma essendoci ormai abituata non riesco più a farmela piacere. è un colosso all'italiana, un archivio polveroso, una palla al piede. tutto chiude presto, non c'è vita, non c'è niente da fare, le giornate passano tra un "no per andare laggiù è troppo tardi", "c'è la ztl", "non trovo parcheggio", non mi va di muovere la macchina". e d'estate poi, non va in letargo, entra proprio in coma. e si svuota. prendete ferragosto a Roma: troverete la Desolazione messa in pratica. e chi resta che fa? si tappa in casa ad ammazzar(si) il tempo. Che pesantezza. Che palle. CHE PALLE. altro che Barcellona. me la sogno la notte. Addirittura la rete è assonnata durante l'estate. i segnali umani arrivano in tempi dilatatissimi, arrivano flebili, come le lettere da un fronte lontanissimo che forse non saranno mai recapitate. No Imput Signal. Da nessuna parte e per nessuno. Stamattina avevo deciso di non dormire fino alla mezza. mi sono alzata alle 9. Ripensandoci, meglio dormire di più che ciondolare per ore in attesa che inizi Un medico in famiglia! Mi manca Barcellona. mi manca dannatamente. martedì, 01 agosto 2006 drive my carho portato la macchina, per la prima volta.strano aggeggio, strani comandi, strana percezione del guidare. è assurdo come la strada dal posto di guida sia diversa da come la si vede sul sedile accanto. non me la cavo male, dice lui. ma è la prima impressione, avrà modo di ricredersi. ho qualche problema col curvare e con lo spingere sui pedali: non mi regolo su quando io spinga troppo o poco...imparerò. mi spiace che mia madre oggi sia troppo incavolata (per la verità anche a causa di questa mia follia su quattro ruote) per godersi con me questo piccolo traguardo personale. oddio, non mi aspettavo le fanfare e i mazzi di rose, ma un sorrisetto, un brava, quelli sì. peccato, sarà per un'altra volta. |