il giornalismo e i suoi effetti collaterali

domenica, 31 dicembre 2006

prima di entrare negli annali

Ultimo giorno dell'anno 2006. Un anno importante, in cui ho fatto tanto, vissuto tante situazioni che lo hanno reso un Anno. è stato movimentato, non sempre facile, non sempre sorridente e allegro. ma ci sono passata, ne ha fatte accadere tante, alcune delle quali si prolungheranno, un eterno strascico che costituisce la vita passata e quella che continua e prende corpo indipendentemente dalla data sul calendario. mentre altre le porterà via per sempre, quando scomparirà, lasciandone solo l'esperienza e gli insegnamenti e il ricordo.
Cosa è successo nel 2006?
Il mio primo capodanno con lui.
Il mio primo anno con lui.
Ho fatto 18 anni.
Sono stata a Praga, ultima gita di classe.
Qualche riconoscimento scolastico, che fa sempre piacere (delle mie mille cose in ballo, più le olimpiadi di Filosofia, per dire).
Prima esperienza da inviata sul campo, dietro le quinte del Primo Maggio. a zompare e urlare arrampicata alle transenne senza avere il passy adatto. e poi che litigata con Marco. che se ci penso mi sembra una cosa talmente cretina.
Maturità, con relativa preparazione avvenuta "su" da pietro. quante chiuse di scienze e filosofia...quante volte ho spiegato e rispiegato Hegel. E nel contempo Proficiency, tra una terza prova e una tesina da preparare (fatta la notte in cui l'Italia ha vinto i mondiali, tra clacson e cori, trombette e petardi. li ho odiati tutti): superato.
Barcellona. Con lui e con loro. Risate, caldo, un posto meraviglioso. stanotte ho sognato di tornarci.
Ho lavorato per un po', e fatto i primi soldi da sola. una sensazione meravigliosa.
Università. cosa dire, un altro universo di iniziative e impegni e perdite di tempo. in mezzo alle quali ci sono sempre io, che se non mi dò da fare mi sento male.
Qualche folle progetto giornalistico che però mi ha dato occasione di rivedere persone lasciate nel passato, quando ho smesso di vivere per studiare tanto bene da prendere 100, e per fortuna ne è valsa la pena.
Dedizione alla scrittura, alla "professione" e a me stessa. che è la decisione più responsabile, seppure quel che riguarda strettamente me viene sempre dopo tutto, nei ritagli. forse non viene proprio.
Radio Luiss, Zai.Net, magari il Riformista. Qualche intervista azzeccata, qualche amico in più. Addirittura uno spasimante non richiesto (ecco, avremmo anche potuto evitarlo, come dire...).
Teoria della patente, un errore, "studiando" la sera prima roba mai vista ne sentita. che botta di culo.
Un premio di studio per la Maturità, una nota di merito al concorso letterario dove a giudicare era un mio professore ignaro. sono soddisfazioni. 
Ripresa di Marco. Un bel 28 come antipasto. E un sorriso nuovo che spero non si spenga mai più.
Natale, uno in più, e con lui. E questo è bello.
Preparazione agli esami, che non sto preparando affatto.
Veniamo all'oggi, io che scrivo qui e penso a tutto ciò che è stato e a quello che verrà. Che speriamo sia movimentato come ormai sono abituata, e buono. da farmi sentire soddisfatta.
E stasera con amici di sempre, coi quali organizziamo cene e impastrocchiamo in cucina, coi quali nonostante non ti vedi più ogni mattina dietro un banco è come se da quel banco non ti fossi alzato mai.
Speriamo che sia un buon anno, questo 2007. Lo auguro a me e a tutti voi. 

E io lo chiuderò pensando a questa canzone. che dovreste ascotare tutti perchè è Bella, specie se capite l'Inglese e l'Amore. o masticate un po' di tutti e due.

Softly Now,
You owe it to the world
And everyone knows that you're my favourite girl
But there's some things in life
that are not meant to be
I'm not meant for you and your not meant for me

...Here's to our problems
And here's to our fights...
...Here's to our achings
And here's to you having a Good life...
...From Me
Good Life...


Softer Now,
You owe it to yourself
And don't think that you will be left on the shelf
Cause there's someone for you
and there's someone for me
Like me you'll meet them eventually

Here's to your lover...
...And here's to my wife
Here's to your children...
and here's to you having a
good life...
...From Me
Good Life...

Louder Now,
You've lost all your pain
You're married with children and happy again
And now I'm regretting the move that I made
Fatal mistakes are so easily made
Enough of my problems they only cause fights

Forget that I rang you
And promise you'll have such a
Beautifully happy
and painlessly
romantic
Good life...
From Me...

[Francis Dunnery - Good Life]

postato da frafrettina alle 14:05 | link | commenti
sabato, 30 dicembre 2006

Scherzando e ridendo

Scherzando e ridendo scrivo questo blog da più di due anni.
Scherzando e ridendo oggi ho battuto la fiacca più del solito, ma sono a un punto quasi decente, se non fosse che vorrei ripassare tutto. e che dovrò preparare dottrine in soli 4 giorni.
Scherzando e ridendo mi sto fissando su canzoni carine, motivietti che sanno già di qualcosa, e sulla colonna sonora di scrubs, che ormai è diventato una mania e mi chiedo come starò quando avrò divorato tutti i dvd delle 4 serie. male probabilmente.
Scherzando e ridendo il counter di questo blog aumenta visibilmente i suoi giri, così, senza che io sappia nulla di chi viene a leggere. nè chi sia, nè cosa ne pensi. forse è giusto così.
Scherzando e ridendo ripensavo alla mia evoluzione di questi ultimi anni, e che in fondo tutto cambia ma impercettibilmente, e in sostanza dentro resta tutto uguale. uguale e diverso. inevitabilmente.
Scherzando e ridendo oggi pensavo alle mie vecchie storie, al fatto che spesso mi sono fatta incantare da persone con qualcosa di particolare, qualche luce in fondo agli occhi, anche se erano completamente sbagliate o forse solo altre da quella che mi illumina dentro. Altre volte ho amato chi ha saputo scrivere e ragionare. E non c'è nulla di più poetico di un amore inesistente che si svolge tra le righe dei pensieri messi per iscritto. così, per il puro gusto di mettere in moto la ragione. l'astrazione. ero più piccola ma non meno cervellotica, e mi piaceva così, un iperuranio parallelo e inesistente. interessante. ora sarebbe destabilizzante. quelle cose con quel fascino dannato, che ora però sono troppo concreta da permettermi. con qualcuno abbiamo capito di essere vecchie dentro. e quindi è normale pensare a quando si è stati spensierati, mentalmente, anche se adesso c'è ben altro a farci sussultare che non siano infatuazioni allucinate delle nostre meningi. Una volta sono stata catturata da una presenza fulminea e casuale nella mia vita. ho narrato molti episodi scaturiti da quella circostanza, quando aprii questo blog. perchè a conti fatti fu proprio un elemento inaspettato inserito sul mio percorso. anche se era sbagliato e parecchio stronzo, come elemento. ma so che certe tracce valgono per tutti, anche se le situazioni si biforcano e certe facce non le vedrai più. io so che certi segni restano, ma non perchè siamo persone indimenticabili, quanto per quello che insegnamo e che ci viene insegnato dagli altri. (insegnare: in segnare, segnare dentro. una piccola cicatrice che ricorda di una botta presa, mentre giocavi e correvi e ti divertivi. era bello, qualche lacrima, poi diventa esperienza e resta lì, nell'elenco delle cose fatte che hanno lasciato qualcosa. peccato, pensavo oggi, per quella foto fatta che non vedrò mai.).
Tutto questo per dire che, scherzando e ridendo, viviamo di strade troncate, non prese, cambiate, viviamo su un'unica corsia con molte possibili diramazioni. Non rimaniamo mai sul tracciato principale, per fortuna, ma una volta compiuti i nostri passi tra le varie diramazioni, non ci è possibile tornare indietro e sbirciare gli scenari lasciati andare, la via non percorsa, l'alternativa con tutte le sue conseguenze. è un processo a catena e irreversibile, che per fortuna possiamo ripercorrere nel ricordo. e fantasticare. e pensare a tutti i bivii scartati, ma con l'intima consapevolezza che sotto sotto va bene come va. perchè altrimenti non saresti quel che sei. anche se magari certe volte pensi a quello che hai lasciato andare, alle mani strette, alle parole degli altri incontrati, ai momenti vissuti. non solo con quelli che hai anche baciato. per carità, quelli spesso ti hanno spinto a cercare altre vie. più ancora rispetto a tutte le persone che erano in rapporti normali, o in rapporti confusi con te (forse occasioni perse), e che non ci sono, perchè si sono addentrate in altre viuzze. e chissà cosa vedono. e come vivono. 
E poi alla fine ci sei tu. che pensi. che vivi. che vai avanti. che hai un bagaglio mentale ed emotivo che a ripercorrerlo ti senti fortunato. magari puoi anche rileggerlo, come è per me. e anche se tante strade si sono chiuse, volontariamente o spontaneamente, se tante epoche sono passate e tanti capisaldi non sono più gli stessi, se dentro sei tu ma al contempo non lo sei per come ti sei conosciuto dall'inizio è proprio questo quello che deve farti sentire vivo. perchè la vita è moto. è metamorfosi. è imprevedibilità. no, non destino, dio te ne scampi. è caso puro. e tu sei l'unico elemento stabile in relazione a tutte le Casualità che ti trovi di fronte. che puoi modellare, schivare, respirare, mangiare, rendere parte di te, odiare, o più semplicemente vivere e basta. con l'augurio di poterle sempre vivere lucidamente e con coscienza. con Bellezza e con Arte. con Pensiero e Ragione. con trasporto.
Scherzando e ridendo oggi pensavo all'Arte come Bellezza, come stato che rende la vita degna, e ho concluso che Art is a state of mind. e che se riassumo la mia ragione e i ricami che essa sa compiere io mi sento artista di me stessa e della mia vita, e mi sento meglio.
forse mi sento bene. come quando scrivo.
postato da frafrettina alle 21:16 | link | commenti
venerdì, 29 dicembre 2006

mattinata di appunti presi

Dal mio msn space:

29 dicembre

Studio e scrivo

Mi piace perdermi in chiacchiere.
In mezzo alle parole.
Voglio vivere col taccuino in mano
Prendendo sempre appunti.

La verità è che esisto tra le righe.

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Sentite che belle queste frasi di un testo che sto studiando:

"Se esistessero uomini onniscienti, se potessimo sapere non solo tutto quanto tocca la soddisfazione dei nostri desideri di adesso, ma pure i bisogni e le aspirazioni future, resterebbe poco da dire in favore della libertà. E a sua volta, la libertà dell'individuo, ovviamente, renderebbe impossibile prevedere tutto. La libertà è essenziale per far posto all'imprevedibile e all'impredicibile; ne abbiamo bisogno perchè, come abbiamo imparato, da essa nascono le occasioni per raggiungere molti dei nostri obiettivi."

da "Conoscenza, competizione e libertà" di Friedrich August von Hayek

dalle mie conversazioni:

A- io invece sto perdendo l'uso della poesia
B- troppe cose da fare...appena avrai la testa libera vedrai come torna
A-
qualche volta ho avuto paura che arrivasse solo quando tutto sembra perso
quando stai male
un po' mette paura
B-
beh, sono i momenti in cui la nostra sensibilità è molto importante, decisiva.
Però la poesia è anche una lente attraverso la quale osservare il mondo. Se uno vuole, la poesia la trova in tutto.
una mia amica a Berlino l'ha trovata in un accendino e una patatina fritta, messe in parallelo sul tavolo.

**************************

C- mi fa piacere vederti ogni tanto
è bello riscoprirti sempre così

A- sempre come?
C- sempre uguale e diversa, piena di dubbi e certezze
A- eeeh, certezze, ci pensavo oggi
l'unica è il fatto di vivere e di essere ignoranti
questo von hayek mi fa apprezzare l'ignoranza
C- ignoranza in ke senso?
A- nel senso che ignoriamo, e l'ignoranza fonda la nostra libertà
perchè se sapessimo tutto non ce ne sarebbe
perchè l'imprevedibile crea occasioni
e l'imprevedibile è il contatto con ciò che non si sa
C- giusto sn d'accordo, in qsto senso
A- se avessimo tutto a portata passeremmo la vita in un brodo di cemento a non far nulla infatti penso che il concetto di dio sia confortante e spaventoso, non vorrei mai essere l'essere perfetto
C- ma ignoranza è anke sterilità, delle volte
A- beh vabè, dipende dal campo che prendi in esame
C- dio nn è l'essere perfetto
io credo nel dio pasticcione,
1 mito ke risale agli indigeni del nordamerica: è un trickster ke si barcamena fra libero arbitrio umano e necessità del destino. e lo fa come può
A- io invece penso che non possa essere altro che l'essere perfetto perchè pasticcioni siamo noi, e se dio è uno di noi non c'è nulla che fondi quello che esiste. (...)
[C. dovevi esserci anche tu]


La vita è sempre ricca di spunti. Bisogna solo avere appresso carta e penna.

postato da frafrettina alle 10:59 | link | commenti (1)

time is running out

dovrei scrivere di mille cose.
mi dicono che scrivo spesso, ma so che non è vero, che non mi basta, che avrei bisogno di vivere la vita con un taccuino in mano, perchè ogni attimo offre spunti per cento, mille annotazioni.
E intanto annoto sui miei quaderni tutte le cose che studio. e so di non sapere un tubo. e che dovrei darmi una svegliata perchè l'8 gennaio è vicino e non posso perdermi in chiacchiere. in parole. anche se è ciò che della vita amo di più. in pratica non ho tempo per esistere, ecco.
c'è chi mi vede bene, benissimo, raggiante, chi si preoccupa per me, e mi chiede se sto male. anche se mi sento normale, stressata dall'incubo degli esami ma direi con la situazione sotto controllo ancora per qualche giorno. uno, due forse. poi magari sbroccherò. ma ora, ancora no. e mi chiedo come mai ognuno abbia in testa una versione diversa di me. e quale sia la mia poi. un mio amico giorni fa mi ha illuminata a riguardo, e ve l'ho già detto. se n'è uscito dicendo "tu sei lunatica". ed è vero, drammaticamente. il mio mondo è bello o brutto a intervalli di 15 minuti, è un mondo trasformista e mai fisso, è un mondo che disorienta. capisco che questo crei per gli altri mille immagini dalle quali estrapolare un'idea della mia vita. però tutto sommato, al di là del fatto che è composta di spikes in su e in giù, è regolare e calma in fin dei conti. costantemente agitata, per questo a suo modo stabile. insomma, non preoccupatevi per me. va bene così e non potrebbe essere altrimenti, davvero.
in questi giorni studio, appunto. festeggio quando ce n'è occasione. esco con i miei compagni e ci divertiamo (al morick's con la messaggeria e i brutti incontri di scimmia e ludo; in giro con federico, il cugino di marco, e alberta, la sua ragazza, fino alle 3 a dire cazzate, anche se era un anno fa che li vedevo per la prima volta e non ci siamo mai più visti; a cena da miky e a casa con potto a vedere tuuuutti gli episodi di scrubs, fino al punto che stanotte ho sognato di essere elliot reid...mentre mi dicono che assomiglio a carla, e io in tutto questo voglio essere come jordan), paro i colpi dei piattoloni che mi si accollano, creo scompiglio sul forum dell'università, prendo cappuccini volanti (con faccine sorridenti e annessi biscottini) con sister, che ogni tanto spunta e sta, e mi fa tirare le somme e scoprire che non sono poi così anormale, o che perlomeno sono in buona compagnia. e mi fa piacere.  
volevo postare un pezzetto alla vigilia di natale. ma splinder non mi ha assistito, allora lo posto con ritardo, così, per amor di cronaca, anche se il suo contenuto è stato già bevuto, digerito, già assorbito, è già scorso. è già finito il natale anche quest'anno. è già Passato, entità onnivora, creatura mitologica. altra faccia della medaglia a tre facce che sono io, delle quali una è la mia, una è la sua, una è velata e resterà sempre nascosta e sconosciuta, finchè le altre non ne assumeranno via via le sembianze.
beh, era così:

auguri.a tutti, a marco specialmente. nel giorno del suo compleanno.anche se per colpa di un certo piattolone che mi si è accollato in questi giorni abbiamo litigato troppo compromettendo l'aria di festa. che ci deve essere.speriamo che più tardi, quando ci rivedremo, tutto vada meglio. ci si ascolti parlare e dire cose belle (non veleni), ci si abbracci forte, perchè sono tre natali che ci conosciamo e due che passiamo stando insieme. speriamo che un dolce con panna e cioccolato con un bel 20 scritto con le smarties possa aiutare a farlo sorridere, e a fargli capire quanto bene gli voglio.perchè altrimenti non sarebbe una buona notte.*sto aspettando babbo natale*

ora tutto questo non mi appartiene molto. ieri sera marco è stato dolcissimo, mi ha detto che sono tutto ciò che vuole e questo ti dà una tranquillità infinita. e il bello è che te lo senti, lo sai già, ma sentirselo dire fa sempre piacere. specialmente quando hai un aspetto orrendo...sì non significa, ma è gratificante.
e stasera da pietro. devo portare degli antipasti. quindi oggi poco studio e un po' di cucina. e allora forse dovrei piantarla di gingillarmi e andare a fare qualcosa di serio.
ma sapete com'è. non mi va, voglio uscire con quest'aria fresca e il sole invernale, respirare forte. rilassarmi. chissà se vivere in un rush continuo mi farà bene.
a detta di qualcuno "non sono una sprovveduta" e ci so fare. potrei anche uscirne viva (magari matta, ma viva, molto viva).
a presto.

postato da frafrettina alle 10:15 | link | commenti
venerdì, 22 dicembre 2006

va tutto bene (almeno per ora)

oggi è una giornata che va bene. dove tutto sta andando per il verso giusto. dove sono entusiasta.
giorni fa ho intervistato rampini, una Signora Intervista. 46 minuti al telefono. Bello, davvero.
Poi scoprirsi tra i pupilli della propria redazione, stimati e incoraggiati, fa sempre piacere.
Ho fatto compere natalizie e ne sono felice.
Ma torniamo a oggi. Due ospiti grandiosi in trasmissione, in una situazione disperata in cui credevamo di non avere persone da far parlare. le condizioni peggiori danno risultati eccellenti. speriamo valga anche per i miei esami, per i libri che ho accantonato da una settimanella. e ludovico mi chiede, ma tu non studi mai? effettivamente...è un'ottima domanda.
La puntata è andata meravigliosamente, un pecacto che non abbiamo registrato nulla. francesco e ludovico sono persone vivaci e intelligenti, e al di là degli screzi con andrea è andato tutto per il meglio.
tant'è che abbiamo ricevuto addirittura dei complimenti, che la gente ci ha chiesto del nostro programma, che ho degli estimatori che sul forum della radio scrivono evviva francesca giuliani. insomma, good vibes, al ritmo dei greenwich che finalmente ci hanno spacciato sottobanco...grazie al nostro programmatore di fiducia.
e forse ci vediamo con tutti, stasera. e presto altri giri in giro che mi fanno sempre tanto bene. meno alla mia preparazione, ma che fa.

sì è vero devo studiare e tanto, ma cavolo, fatemi respirare un po'. fatemi essere un po' allegra!
oggi sembra che mi stia riuscendo.

tanti auguri da terminus, ci rivediamo il 12 gennaio su radio luiss.
postato da frafrettina alle 14:13 | link | commenti
martedì, 19 dicembre 2006

resoconto degli ultimi giorni

studio zero. molto male.
concerto di liga. spettacolare. temevo che in un teatro perdesse molto del suo potenziale, la sua è musica da urlare e ballare come allo stadio. e infatti è questo che è diventato il gran teatro, uno stadio con poltrone imbottite e comode. tutti sopra i sedili a zompare e cantare a squarciagola. una calca infinita a bordo palco. caldo, caldo da morire nonostante siamo in pieno inverno. ho buttato via il maglione, avevo la faccia grondante e i capelli distrutti dal sudore. che bello uscire afona e bagnata da quel tendone, scosso dalle note di quell'uomo, che come poeta è meno che mediocre, ma cavolo se sa far urlare le persone.
tentativo di intervista a rampini. nulla di fatto, he was not available oppure rispondeva la segreteria cinese. e anche no. in compenso ho fatto un lungo giro al centro, da via nazionale a piazza del popolo a piedi, in cerca di ispirazioni regalesche. e tanto stamattina ho già fatto qualche investimento.
capodanno, forse qualche idea. ma poco concretizzabile ho paura.
oggi sono stata a scuola, professoresse gentilissime, bidelle che ti fanno prendere la corsia preferenziale e ti amano più ora di quando eri alunna, pischelletti che vorrebbero fare la voce grossa, ma che adesso, dall'alto della mia grandezza (eeee) posso mettere a posto. e sono soddisfazioni.
ho perso una lezione privata con l'amato rocco, quattro alunni e un'illuminato. non lo sapevo. e non sapere non mi ha mai causato tanti rodimenti...

ripeto. studio zero, sotto zero. e ancora mille compere da fare ed andy warhol da vedere.
troppi impegni futili che voglio rispettare. troppe scadenze che non voglio nemmeno considerare.
fa niente, si vive in un soffio, in un sorso. meglio godersela un po'.
almeno sotto le feste.

postato da frafrettina alle 20:23 | link | commenti
domenica, 17 dicembre 2006

scherzetti

immaginavo una scena del genere al mio risveglio. splinder lo stronzo non mi ha cancellato nessun intervento di ieri, solo ha pensato bene di tenermeli nascosti finora. quindi ecco a voi, divertitevi a fare un alessandrino confronto tra il primo post, genuinamente incazzato e ancora caldo di pianto notturno, e il secondo, incazzato nero perchè niente, nemmeno gli sfoghi, vanno nel verso in cui debbono andare.
oggi concerto di ligabue. non sono affatto eccitata però.
mi scoccia di più che stia chiudendo natale oggi che avrei voluto vedere.
e mi dispiace di non aver trovato mamma a casa stamattina: è morta zia lucia ed è scappata da teresa.
insomma dopo una serata stupenda non può seguire che una meravigliosa giornata.
torno ai miei appunti. gli appunti di un semestre che sto estraendo dai quaderni a spirale (con fogli senza buchi...) e riordinando con un lavoro certosino.
imperativo categorico: studiare. la fine, l'apocalisse è sempre più vicina e io sono sempre più distratta.
postato da frafrettina alle 09:26 | link | commenti

e ti senti male...

quando pure splinder ci si mette e cancella ogni cosa che hai scritto.
quando sei qui, lasciata sola dopo che hai pianto pure gli occhi da una persona che ti accusa di non avere carattere nè idee e che sistematicamente critica l'uno e boccia l'altro.
e mentre rinuncio a quello che voglio fare perchè a lui non va (oltre a dover sorbire le battutine del papà simpaticissimo) mi ritrovo grazie alla sua disonestà mentale a non riuscire a impormi, anche se è chiaro come il sole che ho ragione e che lui si attacca ad ogni pretesto tentando di farti fessa, quando è tutta colpa sua e tu sei sfinita a cercare di farglielo vedere. lo sa ma non lo vuole vedere.
buttata al cesso tutta una giornata per 10 minuti di ritardo che non ci hanno permesso di entrare al cinema. 10 minuti di ritardo dovuti a lui ma che vengono attribuiti a me. in uno di quei merdosi sabati, in cui i merdosi amici che credi di avere si dimenticano anche che sei nato.
e intanto pensi, cazzo, ho 18 anni, potrei essere ovunque a divertirmi.
nemmeno mi interessa, vorrei solo più onestà, più genuinità, più voglia di farmi vivere al massimo e di desiderare i miei desideri con me. più forza nel convincermi che una serata da soli può essere meravigliosa, invece di tutto quel melodramma sull'ennesimo SABATO (fottuta giornata del cazzo) andato in malora.
vorrei che non fremesse per andare via da quella porta lasciandomi stanca e in lacrime, perchè tanto domani sbollirò.
non è giusto e non è sensato, e non dovrebbe andare così.
o tutti i giorni saranno una merda. sempre.

l'avevo scritto meglio prima, tutto questo. ringraziate splinder, altro stronzo, che oggi deve contribuire anche lui a farmi sentire che niente mi sta andando come volevo io.

postato da frafrettina alle 00:30 | link | commenti

e ti senti male

quando lui si lamenta perchè non dai mai il tuo parere in maniera decisa, e tu non ci perdi più tempo perchè ogni tua idea finisce puntualmente con l'essere boicottata.
quando usa ogni stratagemma per fingere di avere ragione quando è chiaro come il sole che ha torto marcio.
quando per questi giochetti oltre a rinunciare a fare quello a cui tieni ti fai dare della superficiale riguardo le cose più importanti e butti tutta una giornata al cesso perchè 10 minuti di ritardo (causati da lui, ma attribuiti a te) non ti permettono di andare al cinema e concludere il SABATO (sto fottuto, maledetto sabato, giorno in cui quegli stronzi di amici che credi di avere si dimenticano pure che sei nato) in maniera decorosa.
quindi stai qui, dopo aver pianto anche gli occhi dalla rabbia, dalla sensazione di avere a che fare con un ingiusto, una persona disonesta mentalmente, meschina e che si attacca ad ogni cosa per ritorcertela contro. stai qui quando potresti essere chissà dove a divertirti, perchè è sabato sera, hai diciotto anni e non ti manca nulla per fare una vita di serie A. ma la cosa più triste è che non ti interessa nemmeno, vorresti solo che lui fosse più genuino, più pronto ad ascoltarti e a condividere i tuoi desideri, più forte da convincerti che anche da soli una serata può essere fantastica. mentre non è nulla di tutto ciò e non vede l'ora di defilarsi lasciandoti stanca e in lacrime.
postato da frafrettina alle 00:21 | link | commenti
venerdì, 15 dicembre 2006

L'Altro

Corpo estraneo
Vivente
Vicino
Distante pochi grani insormontabili 
Potrei toccarti, nemmeno poi ti sfioro
Non sei mia proprietà, nè quel che voglio.
Fratello, entità scissa e parallela.
Ignaro e sorridente non ci pensi
che a un palmo dall'ignoto c'è l'incontro.
Due fisici
Quattro occhi che si intendono
anime spoglie dentro le pupille
indifese
imbarazzate da occhiate persistenti.
Voci ed aromi restano inespressi
come il calore che tu emani pulsante
magnetico
inebriante
che pure non mi importa di ghermire.
Già paga, mi interesso di elettroni
di percezioni
di interpolazioni
con piglio di scienziata indagatrice.
Caso normalità istituzioni
danno vita a questo gioco strano
di incontri e scontri, di intrigo e quotidiano
di incerto, di nulla, di mistero.
Ignoti conoscenti
forse amanti
in altri mondi falsi e potenziali
o forse solamente
sconosciuti fantasiosi.

E tu sei chissà dove
e mi lasci a interrogarmi su chi sei. 

e chi son io?

postato da frafrettina alle 21:08 | link | commenti
giovedì, 14 dicembre 2006

A pieno titolo

Prenotati gli esami. Quattro. Tre materie più quello di inglese.
Adesso che l'università sembra essersi accorta di noi, che fino a oggi giocavamo ad andare a lezione, tra gli strascichi di un liceo mai lasciato indietro e l'ambientamento in una realtà diversa, adesso che si pretende qualcosa da noi, ora e soltanto ora entriamo nella fase del distacco.
Nella fase dei timori e degli stress. Nella fase di "ora si fa sul serio".
Universitaria a pieno titolo, in attesa di sapere che tipo di universitaria sarò.
Lo decreteranno i primi quattro voti sul libretto blu con quella foto orrenda con il timbro stampigliato in faccia. Speriamo siano voti dignitosi. Magari eccellenti.
Magari andrà bene. Sempre che non mi emozioni in sede di colloquio.
postato da frafrettina alle 23:52 | link | commenti
mercoledì, 13 dicembre 2006

Today's gifts

Ogni giornata sa farti dei regali, quando sei sufficientemente lucido da notarli.

Oggi ho riparlato con due vecchi amici del liceo.
Alessia, Lorenzo, è stato davvero bello.

Oggi ho studiato di nuovo insieme a qualcuno.
Non capitava dalle chiuse a casa di Pietro per prepararci alla Maturità. Bei tempi.
Ma che tensione.
E pensare che se fossi preparata per questi esami la metà di quanto lo ero la scorsa estate, penso che non scenderei sotto il 27. E invece i libri mi guardano speranzosi di essere sfogliati prima o poi.
L'unica materia che mi infonde maggiore tranquillità è metodologia.

Oggi ho letto l'intervento di un amico che ha scritto della segnalazione di merito che ho ottenuto nel concorso letterario all'università. due poesiole. una il mio motto, l'altra una chance in più. Sono contenta di aver trovato quelle due righe piene di faccine con applausi e coppe in mano, specie perchè la cosa ha dato una registrata alle varie viperette che sul forum mi accusavano di essere inferiore rispetto alla poetessa di turno in base a qualcosa chiaro solo a loro. I fatti smentiscono le teorie, e qualche volta la cosa è estremamente gratificante.

Oggi ho frequentato l'ultima lezione del mio corso preferito, quello di metodologia, per l'appunto. Volevo abbracciarlo, quel professore un po' strano e pieno di sapere, tanto pieno che a volte questo non si manifesta logicamente ma sottoforma di farfuglii assorti in mille congetture inarrivabili. solo intuibili.
Che stile, che profondità. Che persona che ho avuto l'onore di avere come insegnante. Soprattutto per i momenti come quando tutti se ne vanno e lui discute con pochi di noi. E non ti senti piccola e sciocca, ma discepola al cospetto di un precettore saggio e maestro ben oltre le discipline insegnate. che come dice il Vecchio Popper, tra l'altro, non esistono.
(e alla fine di tutto se ne andava, con passo lento e riflessivo, su per le scale della fossa. e volevo fermarlo e chiedergli di insegnarmi ancora, altro, tutto quello che non so. e chiedergli pareri su tutto. quando uno sa di aver incontrato una fonte di saggezza sa anche che poterne beneficiare solo per un tempo limitato è un peccato mortale. a prescindere dai voti e dagli esami. a prescindere da tutto.)
Il corso di Antiseri era non solo Apprendere l'epistemologia, la filosofia, la storia del pensiero, ma sentirne parlare gli interpreti, dalla viva voce di chi ne è stato interprete. E' stato sentire vicini gli autori studiati, perchè è come se ti raccontassero di vecchi amici o parenti di chi ti sta parlando. Ti sentivi al cospetto del sapere, a contatto diretto con le menti più geniali della filosofia contemporanea. Come potessi vederli e toccarli, parlarci tu stesso.
Una specie di fantasmagoria immaginifica, l'alternanza di grandi uomini su un immaginario palcoscenico emotivo che poi, una volta "riassunti gli argomenti principali", ritornati alla "disciplina", alla "materia", ti lasciava la stessa sensazione di fastidio di una bel sogno interrotto prima di esserne sazi.
Lo so, sarò eccessiva. Ma adoravo gli argomenti proposti e chi me li ha proposti. E non per questo ho preteso di renderlo pubblico e di farlo intuire al docente. Molte persone si sono sperticate per ordire consorterie e fare balletti, recitare la parte dei finti interessati, dei finti intellettuali, o degli interessati ma ad un secondo fine molto preciso. Con viscida lungimiranza.
Ma mi fido dell'intelligenza del professore, so che a certe persone illuminate basta leggere gli sguardi di chi le ascolta avidamente, e che le mille parole gentili proferite da studenti-clienti non hanno alcun effetto sul loro giudizio.

Oggi il saluto delle persone incontrate da poco mi ha fatto sentire che comunque, negli sguardi che ti rivolgono, si cela una fratellanza derivante dalle situazioni che viviamo gomito a gomito che supera la piccolezza del tempo di frequentazione. sembra di conoscerli da anni. ma più ancora, sembra di conoscerli.

Oggi ho rivisto sul blog di un amico, lo stesso che si è complimentato con me, un'immagine di "Le situazioni di Lui e Lei", che non vedevo da tanto tempo, e che per pura coincidenza costituisce l'unico disegno a mano libera di cui sia mai andata fiera nella mia vita, prima di buttare via le matite una volta per sempre e decidere per la scrittura piuttosto che per l'arte figurativa.
Anche le coincidenze, che ti fanno pensare che persone diverse e sconosciute possano appunto "coincidere" con te in qualcosa, per caso, ti fanno riflettere e ti regalano un sorriso in più. (un po' come i sorrisi sopra citati, se volete. casuali ma voluti.)
Una speranza di trovare sostanze umane rapportabili con la tua negli altri, questi oggetti sconosciuti che si pongono sulla tua strada e parlano, vivono, si emozionano parallelamente. e quando sei fortunato, con te.

E un altro regalo della giornata sono i sorrisi della sostanza umana a me più simile. Che è il Lui delle Mie Situazioni. E oggi era tranquillo pensando all'esonero di domani. Un panorama che lo scorso anno mi sembrava così lontano e sfuocato da vedere solo nebbia. Ora va bene. Sta bene. Speriamo che il suo duplice impegno (su se stesso e sui libri studiati) venga ripagato in modo congruo.

E io sono qui. Con i resti di un semestre (semestre? mah.) scivolato come l'acqua tra le dita che non riescono a fermarla. Sei mesi di vita bevuti così, in un sorso? quasi non mi sembra possibile. era ieri che lavoravo al banco dell'Italiana e mi disgustava l'idea di studiare alla Luiss materie che ritenevo prive di interesse. Mi sembra ieri che vedevo e parlavo sempre con le solite persone di una vita. che mi mancano, ma che per questo turbinio indistinto di eventi, appunto, non mi sembrano lontane. mi sembra di averle lasciate lì, un attimo fa, e di accingermi a tornare a prenderle, non appena avrò finito con tutti questi esami e libri da leggere. ma sono lì, ci sono da allora. 
La cosa strana è che solo in certi momenti ti rendi conto che "allora" è un bel po' di tempo fa, nella vita reale (non in quella mentale). Chissà come sarà tornare alle persone "conosciute". Saranno più o meno estranee delle "appena incontrate"?

Però rimango dell'idea che con alcune persone funziona comunque così come dovrebbe. Puoi non vederle o non sentirle per anni, che quando questo riaccade quell' "allora" interminabile nei fatti diventa proprio "un attimo fa". Il tempo si cancella, tutto riprende da dove era stato interrotto. Tutto rimane come lo avevi lasciato. E questo probabilmente è ciò che ti permette di riconoscere i veri amici da tutto il resto.

Vado a nanna.

postato da frafrettina alle 23:49 | link | commenti
domenica, 10 dicembre 2006

la forzata spontaneità conduce all'aborto

Buongiorno, ecco a voi un tentativo di scrittura "in apnea", fuori da questo blog, per scopi altri dal soliscripto (sì, se c'è un soliloquio c'è anche un soliscripto). Proprio perchè in apnea, da pesce fuori dall'acquario (questo acquario), trovo sia asfissiante e mediocre e che meriti di essere abortito nella maniera più veloce possibile. Evidentemente non sono nata scrittrice per l'editoria.
A voi l'ardua sentenza. E se possibile, in allegato, consigli su come curare la mia grafomania ossessiva e improduttiva. Ossia: dato che l'unica cosa che scrivo (bene?) è questo blog, pensate che potrebbe essere dato alle stampe? Tutto? In parte? cosa può essere interessante intrinsecamente di queste sciocchezze che scrivo? (suvvia, non ci credo che merito meno di Melissa p.).

*****


Incontroluce. microsoft word segna questa espressione in rosso, come una brava maestrina. Già questo potrebbe invitarmi a chiudere il programma e a tornare alle mie cose. Libri, esami, un mal di pancia pazzesco che mi sta prendendo, i miei genitori che non ci sono e mia sorella che nonostante siano le dieci e tre quarti ancora non accenna a svegliarsi. E poi Lui che ancora, questa mattina, non si è fatto vivo.
Dicevo, incontroluce. È la parte finale di una coppia di endecasillabi che scrissi tempo fa. e recita così:
epiùcipensoepiùmirendoconto
cheiovivolavitaincontroluce.
E’ il mio riassunto. In più versi e in più sensi. Lo scrivevo nei giorni passati sul forum della mia università, dove questa filastrocchetta capitale giace morta nella mia signature, dopo tutti i miei messaggi, senza ulteriori spiegazioni. Finchè un utente in vena di indagini introspettive me ne ha chiesto il senso, spiazzandomi.

"Contro luce è una sagoma che è inondata di luce, ma dal verso sbagliato, per cui non se ne distingue altro che il contorno. Innanzitutto mi fa pensare alla doppiezza, al dualismo poliedrico e sfaccettato, all'impossibilità di ridurre all'univoco la realtà che ci circonda e quella realtà che noi stessi siamo.
Contro luce è una prospettiva diversa. Quella della parte buia, nel negativo della foto.
Il negativo è la matrice dell'immagine che incontra l'occhio, eppure spesso non riusciamo a comprenderne le forme, ci confonde, è come imperscrutabile. Preferiamo trascurarne il mistero e correre a vedere il suo prodotto.
E' un po' la stessa dicotomia che c'è tra realtà esterna visibile e realtà interiore inaccessibile, che tanto ci spinge a riflettere (e a scrivere, appunto).
Per questo mi piace riconoscermi in quell'immagine esistente in due modi diversi, uno dalla parte della luce (Incontro-luce), l'altro riconoscibile nei suoi contorni ma impegnativo da visualizzare nei dettagli."

Gli ho risposto così. In maniera totalmente inadeguata e semplicistica. Un po’ da sussidiario. Ma spiegare chi sei così su due piedi, e perché quelle due righe lo concentrino cripticamente, è impresa pressochè impossibile. Comunque mi ci sono impegnata.

C’è qualcosa che non funziona. Adesso che mi sono messa in testa di scrivere perché qualcuno legga mi sento piccola piccola di fronte alla montagna di cose, di idee, di fatti che potrei sviscerare, e bloccata nell’inettitudine di chi non riesce a concretizzare il mondo della sua mente, perché non ha uno straccio di trama, probabilmente non ha stile a sufficienza e non ha capacità di prospettare a nessuno una visione d’insieme godibile e magari provvista di un filo logico per orientarsi. È come per quel che riguarda il parlare in pubblico: non penso di esserci portata. Parlo meglio quando parlo con pochi, meglio ancora quando penso. È come dice il mio professore di metodologia delle scienze sociali: "La verità è che noi pensiamo parlando. Non c'è un atomo di esperienza che non abbia la sua carica linguistica.".
Allo stesso modo scrivo meglio quando scrivo indisturbata. Dal pensiero della forma in cui sto scrivendo, da quello dei motivi che mi spingono, da quello di dover suscitare un qualche interesse in chi mi legge. Scrivo meglio quando scrivo sul mio blog. Che lo sanno tutti che è uno spazio privato, quindi se ti addentri a leggere sono solo fatti tuoi. E magari, proprio per questo, qualcuno lo troverà (casualmente) realmente interessante.

postato da frafrettina alle 10:29 | link | commenti
giovedì, 07 dicembre 2006

Non si fa mai in tempo...

...a volte le situazioni si salvano in corner. Miracolosamente.
Niente mostra, abbiamo trovato la biglietteria chiusa. Ma un bel giro noi due e una cara amica quello sì (se mi stai leggendo: replichiamoooo!!! :D :D :D ...e poi diamoci allo shopping natalizio!).
E intanto noi, non so come, quando arriviamo nella zona crisi, buttiamo tutto alle spalle. e chissà se è male o bene, chissà se è scelta o paura. chissà, ma va bene. speriamo che il seguito non deluda, ecco.
e intanto cerco di riassestarmi, con gli occhi stanchi e sbruciacchianti in una giornata tosta fino a una certa ora. con i miei familiari che ormai mi prendono per una dissociata, e mia mamma che mi prende in giro (affatto benevolmente...).
Ma è la mia vita incasinata. Basculante. Malferma.
...ma d'altronde, a chi piace star fermo?
non so voi, ma io proprio non ci riesco.
postato da frafrettina alle 20:18 | link | commenti

Non si fa in tempo...

...non si fa in tempo a sussurrare che va bene che all'improvviso arriva una bella scossa, tonante, che si dissesta come una zolla di tufo. la vita è un assurdo terremoto.
beh no, in verità dipende dalla prospettiva. da come guardi il tutto può sembrare che siano momenti, bisticci, sciocchezze. dall'altro possono essere crisi strutturali, avvertimenti di cataclismi, l'odore di zolfo della pioggia in arrivo. ma se c'è un pregio (o un difetto) della vita è che è fatta di tempo, che scorre e si trascina dietro qualsiasi cosa, dalle buone notizie ai grandi dolori. non si ferma davanti a niente.
ebbene, ha detto che non mi riconosce più, che vivo in base a (non per, ma angosciosamente sul modello di) come vivono gli altri. che gli altri sono più importanti e fanno passare tutto in secondo piano, lui per primo, anzi lui solo.
no, è una mezza bugia e una mezza verità.
da una parte, perchè tanto ci vediamo tutte le sere. è come per quanto riguarda la tua famiglia alla fine. vivendoci praticamente insieme è ovvio che li vedi meno di tutti gli altri. e non è bello, certo.
da un'altra parte, perchè spesso ha da fare anche lui ma quando è al dunque il mio da fare sembra contare meno.
da un'altra parte ancora è perchè spesso mi piace sentirmi libera, e sentire che lui non ha problemi a riguardo. e invece a quanto pare alcuni ne ha, a volte.
da un'ennesima altra parte è stato perchè a volte il tempo con lui era uguale a tanto altro tempo con lui, perchè c'era meno volontà di renderlo bello, quasi lo desse per scontato. l'ho scritto altre volte. ma non è sempre così, certamente, sennò non starei con lui.
da un'altra prospettiva, forse la più determinante, è che gli altri sono una buona copertura per non dire IO, perchè quando sei TU a voler fare qualcosa e lui se la prende, tanto meglio che le cose provengano dagli altri. ed è sbagliato e lo so, ma è per quieto vivere.
però anche se lui l'ha detto in senso inverso (o forse è proprio quello il senso e io lo faccio meno premuroso del dovuto) è giusto che io torni a dire IO VOGLIO, anche se questo volere è spendere il tempo in altre maniere che non siano stare con lui.
basta giustificarsi. se accetterà i miei IO VOGLIO con più naturalezza IO VORRO' certamente passare più tempo con lui. perchè mi aiuterà a vivere e non a soffocarmi.
e adesso, per un assurdo insieme di eventi, di corsa a vedere andy warhol. stavolta perchè LO VOGLIO.
postato da frafrettina alle 16:52 | link | commenti (3)
martedì, 05 dicembre 2006

oggi

unannoenovemesi.

infinitamente tanto. 1/9 della mia vita passato con lui.
e adesso è tutto bello.
addirittura potrei provare ad azzardare un va tutto bene. incluso il fatto che, mentre io mi tormentavo nell'incertezza sul da farsi riguardo l'erasmus, lui non è stato ostruzionista, ma mi ha tranquillizzata. (le cose sono due, o ci sposiamo o lui ha già un'altra! :D). insomma, non c'è niente per cui io debba proccuparmi per il momento (eccetto lo studio, certamente). sarà questo clima prenatalizio (che quando sei felice è meraviglioso, quando sei in paranoia non c'è niente di più vuoto e squallido).

forse all'orizzonte, dopo la quasi eclissi (speriamo di no!) del progetto di fondare noi un giornale come ai bei vecchi tempi, una possibilità di collaborare con Il Riformista attraverso zai.net. potrebbe essere una signora vetrina. cerchiamo di non mandarlo in malora, calcolando che ci hanno offerto anche delle borse di studio.
e insomma avanti tutta. verso non si sa cosa. verso un miscuglio di scadenze a breve e a lungo termine, di svaghi (pochi) e impegni (una valanga). verso il natale, le compere, i regali. gli esami e tutte le volte che incontrerò le persone interessanti che la vita mi mette di fronte ogni tanto quando ho fortuna. verso ombre informi di futuri esistenti (?) ma vaghi o minacciosi. verso la frenesia del tempo che passa con passo da gigante, con piedi lunghi secoli che volano nell'arco di microsecondi.
e soprattutto (speriamo) verso un po' più di tranquillità. un po' più di coccole. un po' più di sorrisi.
e magari un bello stacco post esami si può pensare, fuori di qua.

...cappero, dimenticavo il capodanno...(e tutte le ansie e i "che facciamo" urlati al vento che esso comporta...).
ma va, basta. per adesso si pensa positivo.
sarà stato il cioccolato con la panna?
postato da frafrettina alle 19:30 | link | commenti