venerdì, 30 novembre 2007
riflessionic'è una teoria meteorologica che dice che un battito d'ali di una farfalla in messico può scatenare un uragano.pensa il sedere di britney spears quando sculetta... me maliziosa. in a rushintervisto mario draghi (se dio vuole). ogni suggerimento è ben accetto.nel frattempo noto che casco a pezzi. e non ho bisogno di truccarmi, che il contorno degli occhi è già nero dal sonno, e la palpebra inferiore è già bordata del trucco dei giorni passati. mai tolto: aggiustato e ripassato. ma quanti anni ho? 30? detto questoparlavo oggi con paoletta, a lezione. di cose che mi stanno accadendo ultimamente. e certi fatti nemmeno a inventarseli. dovevo nascere personaggio, non scrittrice (aspirante). la vita è un palcoscenico con molte porte, trafficato come una stazione della metropolitana all'ora di punta. gente che passa e va, gente che scompare, gente che viaggia con te, gente che si affaccia e resta un po', magari rimarrà ancora, magari diverrà importante. e gente che si eclissa e poi rispunta fuori. può darsi che sia solo per dire "ciao" con un cenno del capo. può darsi di no. in ogni modo stare seduti in platea deve essere uno spasso. io sono seduta al centro del palco, o in piedi, e non mi posso muovere. la mano alla bretella per reggermi nel vagone, altrimenti cado. gli sguardi di meraviglia e di rapimento di chi osserva (attori, che scendono dal palco come da una scala mobile a nastro continuo, si fermano in prima fila centrale per un po', in posizione frontalediconfronto, come si studia nella Comunicazione Non Verbale) sono lo specchio delle mie vicende. specchi che brillano di emozione e di empatia, specchi che si offuscano di tristezza, specchi che si spezzano in segno di disapprovazione. comunque specchi. comunque riflettenti "io" (citazione del buon Italo). first trialnot-te.il nero è una cappa cupa sopra i pensieri striscianti, melmosi anfibi oppressi. la luce non c'è. ne re sta elettrico il miraggio aloni sinistri e rantoli di neon che sfrigola. se sono i colori che cerchi il gelo ti caverà gli occhi "non puoi! maledetto! non puoi! non avrai nient'altro che sangue!" per terra in una pozza un cuore ancora umido combatte con il rosso la lordura forzando sulle valvole. esce sconfitto. la notte ha imposto "scordalo! muori piuttosto!" e così fu. l'amore è tutto un gioco d'acqua sporca. giovedì, 29 novembre 2007 correspondancesNon abbiamo comprato la casa di Via Scipio Slataper perchè troppo bassa. Un primo piano decisamente insicuro, tra due caserme e due chiese. Abbiamo dunque acquistato un appartamento in Via Appennini. Al piano terra, ma vicino all'università che per coincidenza mi sarei poi trovata a frequentare.L'ateneo, infine, si è trasferito in Viale Romania incrocio Via Slataper. Se ci fossimo accontentati di un primo piano oggi avrei avuto l'università sotto casa, cosa da qualche mese non ho più. Che curioso. ee cammino sempre al bordo della strada primo tentativo sbilenco (che infatti è finito sul blog)Oggi è stata una giornata come tante. Oggi è stata una giornata. Oggi ho fatto molte cose. Oggi è passato, nonostante tutto questo: infatti stiamo già parlando di ieri, ora, proprio mentre ne parliamo, sono le 00.37, e trentasette minuti fa avremmo fatto in tempo a parlare dell’oggi in cui avevo fatto tante cose, che invece è diventato ieri. Mentre il vero oggi, quello fatto solo di 37 minuti, per il momento (ecco, ora 38), si compone esclusivamente di cose non fatte: non sto dormendo, non sto scrivendo sul mio blog. C’è però qualcosa che attivamente io faccio, oggi: io mi impongo di non fare certe cose. Imponendomi ciò io (e 39), mi prefiggo anche l’obiettivo di superare il blocco psicologico di chi non riesce a scrivere altrove che non sul proprio blog. Errore (e 45). oggi è una serata che ho voglia di scrivere e pensare. urgenza di comunicare.anche cose sciocche. >>>>>>>> Gold in the air of summer... gi effeE' una donna che ha realizzato solo in età ben matura di essersi illusa da sempre del possesso della libertà. Fare un buon lavoro, vivere in una bella casa, avere una famiglia felice non sono scelte libere ma incasellamenti di lusso, incasellamenti fortunati. Un attimo di cosmico tentennamento. Se n'era accorta mentre chiedeva alla figlia di abbassare il volume della musica, soffermandosi un attimo di troppo sul testo di quella canzone, che parlava di strada e di viaggio e di lezioni di vita. Un attimo di cosmico tentennamento. No, le vacanze non sono viaggi. Per quante uno ne faccia, per quanto il tenore di vita gliele consenta, un viaggio vero e autentico non è nemmeno paragonabile, e lei non l'aveva mai sperimentato, in tanto tempo.Ma il coraggio di avvalersi della libertà dopo una vita impostata in modo diverso no, non ce l'aveva. La libertà è una scelta da compiere subito e inconsapevolmente. Dettata da nient'altro che dal sottile e sistematico rifiuto per carattere di tutte le situazioni lineari, proficue, produttive, solide. Un attimo di cosmico tentennamento. La voglia di rivalsa si è poi risolta nell'iscrizione a un corso di yoga e a balli solitari e circospetti quando il marito è al lavoro e i ragazzi a scuola, saltando e scuotendosi come una menade, al ritmo di quella musica. questo blog non è un romanzoed effettivamente me lo dovrei mettere bene in testa.ieri ho ri-parlato (dopo almeno un paio d'anni, a occhio e croce) con un amico cervellotico come me. infatti l'impressione è stata quella di aver ripreso i discorsi (quelli importanti, poca roba di come stai&che fai) esattamente al punto in cui erano stati sospesi. e insomma mi faceva riflettere sul fatto che i blog danneggiano tanti più scrittori di quanti non ne aiutino. è plausibile. a livello generale il miglioramento dello scrivere delle persone blog-munite non può fare che bene a questa società ignorante e sgrammaticata. ma si dà anche livellamento. poche eccellenze e molta massificazione. ma soprattutto, si scrive in modo sommario: butto qui tutto quello che ho, che poi magari lo vengo a rielaborare. invece per il mio amico c'è una sola copia (possibilmente la bella. con tutto ciò che ne consegue, come pensare per ore a dove posizionare un segno di punteggiatura). è che ormai è diventato un pezzo di me. e se probabilmente mi impedirà di scrivere un romanzo, di certo non mi permetterà di dimenticare nulla. nulla di quel che ho vissuto. (nulla di quel che ho vissuto che ho avuto il coraggio e la lucidità di raccontare, senza rieditarlo). il mio nuovo lettore (perchè mi ha promesso, quasi minacciandomi, che leggerà) mi ha anche dato un compito da svolgere. raccontare la mia giornata. ma bene. non come un diario, come un romanzo. e chiamalo facile! alle tre meno dieci sono crollata, con in mano un risultato parziale men che mediocre. poco più che un post scritto in word. bisogna distinguere gli ambiti. forse. se non si vuol andare ad alimentare le scritture collettive sperimentali e virtuali (il che non è del tutto privo di fascino, ci sto pensando). il punto, poi, oltre allo stile poco da romanzo, è il fatto che non ero arrivata nemmeno alle 5 di pomeriggio, nel racconto. e sono successe duemilioni di cose, dopo. o comunque, non era che una mezza giornata detta male. insistere e resistere. e ritenta sarai più fortunato. nel frattempo, visto che questo blog non è un romanzo, almeno mi permetto di scriverci i fattacci miei. oggi ho incontrato i miei pezzi grossi di riferimento nell'estabilishment della radio. insieme a un paio di matricolette piene di voglia di fare che mi hanno riportato alla memoria quell'entusiasmo dello scorso anno, strappandomi un sorriso (e una lacrima amara: dov'è finito?). insomma, giornata nervosa e discussioni nervose. se c'è chi ha la faccia di sostenere che tutte le aree della radio funzionano eccetto la nostra, d'altra parte c'è pure lo studio vuoto alle 2 del pomeriggio e gli speaker che non si capisce dove siano e per quale ragione non abbiano il volto piantato davanti al microfono. ciò vuol dire che no, non è vero che funziona tutto. e l'ufficio stampa, che ha ragione di funzionare proprio quando tutto è talmente ben avviato che ci si può permettere di gridarlo al mondo-di-fuori, è logicamente inattivo. l'impulso di troncare e lasciar perdere tutte queste beghe è stato fortissimo. pure con l'amarezza immensa che deriverebbe dal litigare con quella gente e non poter più mettere piede in radio. ma così non ci si può stare. non si riesce a lavorare, inoltre sta tutto andando in malora. e a me piange il cuore, e la rabbia che mi sale è incontenibile. ma dico io, andavamo tanto bene...che è successo? invidio tanto chi ancora riesce a trovare spazi per divertirsi, in questa bolgia. è una sensazione che mi manca. ora è più che altro una sottile angoscia a serpeggiare quando sono lì. anyway. mi ha contattata la responsabile delle attività culturali della luiss (ho visto il link, ma già sapevo di non aver vinto quest'anno!). si sta organizzando un evento, durante la notte bianca, nel quale le nostre poesie saranno recitate dai ragazzi del gruppo di teatro, e introdotte da Dacia Maraini. morale: mi hanno commissionato un pezzo sulla notte. e io non riesco mai a scrivere su commissione. accidenti. dovrò parlarne con i miei consulenti creativamente empatici mezzi letterati-filosofi-sociologi-scrittori, perchè sono in crisi. però che bello! e poi, sempre riguardo alla notte bianca e ai suoi ospiti, grandi aspettative. umberto eco dato per sicuro. su giovannino è work in progress. "incrociamo le dita...vabbè, incrociatele voi!" atè logo. martedì, 27 novembre 2007 tem saudadeEsta noite eu tenho muita saudade da luz da minha Lisboa querida. ***************** Di tutti i poeti e i pazzi fottutamaledetto ODG. io voglio che sia sciolto, ora.perchè? non avrò mai il dannatissimo tesserino, presto detto! il numero di articoli è salito a 80. (io sono a quota 49) il numero di euri di compensi è salito a 3000. (io non becco una lira) si è aggiunto addirittura un esame orale da sostenere. (è il colmo!) In pratica, ho buttato 3 anni e mezzo della mia giovane vita. Possibile che non ci sia modo? sabato, 24 novembre 2007 cose variela sessione si avvicina, e marco dice che per me ogni pretesto è buono per non aprire i libri. forse sì, ma comunque le scarpe me le devo necessariamente comprare, ce n'è un paio che uso spessissimo e che ho praticamente distrutto, pertanto sì.oggi ho fatto 3 docce, di cui una non preventivata. ha piovuto così tanto che mi si è bagnato tutto quello che avevo addosso e in borsa, l'agendina sembra irrimediabilmente compromessa. spero si riprenda altrimenti avrò un attacco di cuore. ora ho lavato anche i capelli e ho tentato di arricciarli con i tortiglioni di gomma e la spuma. nulla di fatto, sono tremendi, dovrò piastrare tutto. il che con questa umidità è molto sensato. a tedesco stamattina c'era una supplente. austriaca, sessant'anni, da 36 a roma a insegnare al goethe institut. che divertente, una pazza! ci ha mostrato il fido coltellino svizzero, ci ha dato consigli su come eliminare il problema della viabilità a roma, ci ha parlato dei razzismi della germania, ci ha detto un sacco di cose buffe sui tedeschi e spiegato che il gatto nero porta male solo se viene da sinistra verso destra, in senso inverso sie bringt gluck. quindi occhio al senso di marcia dei katzen. in tutto ciò ieri marco è finalmente venuto a casa mia, gli ho mostrato lovely vaio che ripulito di alcuni programmi è tornato una scheggia (fottuto uindos svista). ovviamente ha detto che sarebbe stato meglio indigo blue che luxury pink, ma è un uomo e non mi aspetto che sia anche un fine conoscitore del gusto femminile per l'hi tech (ma tanto il rosa è un diktat anche per tutto il resto, a ben vedere). stasera se tutto va bene, indipendentemente dal fatto che io esca a fare compere o meno, dovremmo cenare qui da me...fingers crossed. e poi niente, pensavo che sto diventando cattiva. certa gente mi provoca l'orticaria, anche vedendola in foto. e anche i complimenti fasulli di certi altri che ti si vogliono allisciare perchè sanno che sei una rompicoglioni matricolata. dio mio, come li cancellerei. o se non si può, almeno due pizze in faccia ben fatte. sarò in sindrome premestruale? no, forse sono proprio così di mio. e ne sono fiera, in ogni caso. e poi ci sono alcune situazioni che mi stanno venendo a noia. tipo radio luiss: ma che caspita di direzione sta prendendo, tutto il baraccone? sono stufa marcia della gente che dà ordini e non ti mette nelle condizioni di lavorare bene. e poi mi sono anche rotta di fare un lavoro che mi deprime, per la radio. aaah, i bei tempi di rock disease! per ora è davvero tutto (come dice la tristerrima annunciatrice di rai 3), vado a sistemare la tragica situazione che mi si è creata in testa. maledetti i ricci perfetti. martedì, 20 novembre 2007 e insomma, ecco...con vaio il rapporto continua ad essere di amore odio. oggi ho perfino dovuto trattare con una zotica milanese dell'assistenza sony, che "eh ma il problema deve essere relativo a vista" (ok, ma me l'hai venduto tu con vista dentro, indipercui...), e poi "eh ma se deve fare la copia del ciddì io non posso restare in linea, la richiamo tra qualche minuto" (e chi l'ha più sentita?). dannata!nel frattempo oggi è stata una giornata stressante. tanto per cominciare, per rilassarmi un po', bloggo dal mio lettino, che è una cosa nuova e piuttosto gradevole. a letto faccio sempre riflessioni che poi non posso andare ad appuntare perchè il piccì è spento. oggi nessuna riflessione particolare, ma questo blogging in comfort non mi dispiace, di base. ciò detto. la mattina sono stata un'oretta dal mio moribondo adorato. che se gli sfiori il fianco soffre come una bestia. ma ci siamo messi nel lettino lo stesso, facendo attenzione. doveva consolarmi, che già da mattina a buon'ora ho iniziato a scornare con mia mamma. le coccole erano dovute. tornata a casa ho chiamato la lovely assistenza sony, indipercui vedi sopra. andata all'uni (ho preso la navetta con il caro prof baldini! chissà in quali pensieri era assorto, con la sua valigina e la sciarpa rossa) tutto ok fino a macro. continuo a capire sempre meno. e devo dare cinque esami in 3 appelli. non si può fare. poi casini vari, sforbiciamento di appelli e variazioni di calendario accademico...una babilonia. in soldoni abbiamo un appello in meno a settembre, ovvero abbiamo un solo appello. mentre ne abbiamo 3 e 3 a gennaio/marzo e giugno/luglio (peccato che nella sessione estiva siano concentrati in 4 settimane. geniale, no?). ma oltre al danno si aggiunge la beffa. nel senso, chiamo mia madre per lagnarmi un po' ed ottenere conforto e speranza circa la mia situazione. invece ottengo solo una pioggia di "se sei una capra potevi non rifiutare il 18!", "da quando hai dato l'ultimo esame* non si capisce più che stai facendo, non apri libro!" (*: guarda caso era micro!), "ah non lo so come ti devi gestire, guarda, vai a fare lettere!". i cinque minuti di nervoso sono diventati una due ore di emicrania e lacrime in tasca. mi sono rifugiata in bagno e ho chiamato marco (sì, mio consolatore ufficiale) piagnucolando un po' per poi tornare in aula senza fare scene madri. per il restante tempo di lezione ho guardato malissimo petrucci (involontariamente, speriamo non se ne sia accorto. chiedermi di seguire in quello stato era troppo, avrei preferito picchiare qualcosa/qualcuno a sangue. ma vaglielo a spiegare, al poveretto). però ecco, motivo vero e proprio per cui mi ero recata qui stanotte (dico qui perchè come dice danielito pitteri la rete è un luogo) è ringraziare le persone che anche quando sono intrattabile mi stanno vicine. niccolò oggi mi ha detto che rido di meno, che mi vede a mille, e che se ho bisogno posso contare su di lui. non stavo più riuscendo a controllare le cateratte (!), perciò mi sono mantenuta il più posata possibile, ma grazie, davvero. se non ho ceduto al piantarello era per via del contesto assolutamente inappropriato, ma è stato come se mi fossi avvalsa della spalla di un amico. stessa cosa vale per paoletta (che tanto ormai qui ti chiami così), che mi è venuta vicino con discrezione e affetto, e non mi ha fatta parlare perchè sarei scoppiata, mi ha solo preso un braccio e mi ha fatto capire che c'era. e grazie anche del messaggio. davvero. e insomma, anche se sono una frana e mi vanno storte tante cose, anche se non me lo merito poi tanto, ho tante persone splendide che rendono le mie giornate degne di essere vissute. perciò sono riconoscente. e oggi mentre ascoltavo i foo fighters, che mi chiedevano "is someone getting the best of you?" facendomi ribollire il sangue, io ho avuto l'impulso di correre per tutta via san marino, fino a casa. solo per il gusto di correre. mi sono sentita meglio. notte. lunedì, 19 novembre 2007 errata corrige9. 9 ciddì buttati. bilancio della prima giornata in compagnia di vaio-simpatiabene, sono stata sconfitta dalla letale procedura di backup (8 ciddì buttati, letteralmente). e causa backup non ho aperto libro (no vi giuro, oggi ne avevo tutte le intenzioni! lo so che non ci credete ma è così!). e se non dovevo aprire libro tanto valeva che restassi a casa di marco a fargli compagnia.giornata del cacchio. (ogni) maledetta domenica. o sunday bloody sunday. nel frattempo, trasferendo i miei documenti e scaricando programmi qui e là è arrivato anche qui il virus canterino (suona un organo e poi c'è una che urla come se la stessero scuioiando...principale indiziato: morpheus). almeno quello è stato debellato, attraverso l'odioso norton 360 (360...che coincidenza). dopo questa disfatta in stile caporetto (non oso pensare cosa accadrà quando caricherò tutti i miei film e i files musicali), si cercano suggerimenti per: - eseguire il backup senza morti/feriti - un nuovo programmino yeah per il d/l di musica e affini (il mulo è da prendere in considerazione?) - un nuovo e migliore antivirus, che norton mi sta sull'anima - un nome rosa e carino per lovely vaio, pure se è un po' stronzetto, come ho constatato oggi. good nite. domenica, 18 novembre 2007 nuovo pcvi scrivo dal mio meraviglioso sony vaio CR rosa confetto. eh sì.sono tornata da casa del mio uomo invalido, dopo una serata a base di pizza, di famigliari e di abbiocco pestifero. e anche di cioccolatini che sono stati un attentato alla mia salute. potevo intossicarmi, se non me li levavano da davanti. in tutto ciò sono grata ai miei genitori. che fanno di tutto per darmi sempre il meglio, anche se non è poi tanto sicuro che io me lo meriti. spero di non deludere, al momento opportuno. e sì, sarà il nuovo pc al quale mi devo abituare, ma stasera non riesco a dire le cose "esplicitamente", come piace a me. mi ambienterò. questo pasticcone rosa diventerà il mio regno, nonappena avrò modo di organizzare tutto come si deve qui al suo interno. ha! che bello il computer rosa! =) sabato, 17 novembre 2007 cose che capitanoforse oggi mi doterò di un nuovo laptop solo per me, in modo da porre fine all'isteria di mia sorella che mi snerva ogniqualvolta sono al pc (cioè sempre).nel frattempo passo più tempo possibile col mio povero amore invalido, sto a casa sua a rompere le scatole alla sua famiglia visto che non può camminare o uscire, studio da lui, stasera mangio da lui, gli porto film e varie. epperò è così triste non vederlo la sera...sì ok le telefonate, e poi andare a letto ad ore consone dopo 3 anni di disabitudine non è poi così male (oggi mi sento quasi lucida! cioè, ero reattiva alle 8 di mattina, non mi sono svegliata facendo una fatica immane...assurdo!), ma comuque... vado a fare ricerche online per la scelta, ma propendo per un vaio (dato che l'i-book non va d'accordo con windows, quindi con me!). Adeus! mercoledì, 14 novembre 2007 riflessionie sì insomma, stasera che lui non viene a farmi compagnia, e il divano non è occupato da noi due, mi sento un po' sola. come se aspettassi di vederlo, da un attimo all'altro. certe cose poi diventano abitudini caratterizzanti la tua vita. certe cose diventano dei riferimenti. e poi pensarlo lì solo mi fa tristezza, ecco. avrei voluto poter restare.che poi, pensavo...se dovessi razionalmente indicare la ragione per cui sto con lui, io non la troverei. tanto è vero che poi, razionalmente, io ci litigo in modo furioso, sotto certi aspetti. non lo so. siamo diversi, siamo molto diversi. eppure c'è qualcosa di irrazionale (eppure tanto preponderante, sulla vita) che mi lega davvero indissolubilmente a questa persona. la persona per me. è totalmente illogico, ma è incontrastabile. e non lo so spiegare nè a me nè a nessun altro. però oh, che bello che non siano solo le cose spiegabili a fare la vita delle persone. è andato tutto benee lui sta lì per la notte. ma sta bene, e lo so che era una scemenza ma tra i brutti presentimenti e l'effetto straniante che fanno le cose della vita quando accadono proprio a te, sono sollevata che sia andata come doveva andare.e in una stanza di ospedale i parenti dei malati vicini ti salutano con affetto: c'è umanità ed empatia. filantropia, perchè si è lì tutti per confortare qualcuno che soffre. è un principio che è talmente assente nella quotidianità cinica, che vederlo vivere, così inaspettatamente e d'improvviso, ti fa uno strano splendido effetto. e non credo di essermi spiegata, ma va bene. *********** Surgical [abominous] sick inspirations voglio fare l'amore con te su un letto d'ospedale laddove muore tanta gente e tu sei debole. laddove come mai prima ti amo. laddove tu hai bisogno di me, ed io di stringerti. Where I can blow your pain away. Where life is just an accident or a medical result, there more than anywhere it should be shouted out and Magnified. ma io......cosa cappero posso domandare all'amministratore delegato dell'enel?depennare la voce "giornalismo economico" dal taccuino dei mondi possibili. intanto però le domande le devo tirar fuori dal cilindro. bella storia. surgerye lo so che non è un intervento a cuore aperto. ma quando mettono le loro mani chirurgiche su una delle persone in assoluto più importanti della tua vita, sei sempre iper preoccupato. prove per una storiae mentre camminava in strada, studiando tutte le facce dei passanti e cucendo su quelle una trama diversa per ognuno, e mentre gli spunti si rincorrevano nella testa ed erano troppo rapidi per essere salvati tutti, e mentre pensava che in questi casi sarebbe utile dettare i pensieri senza usare la voce a un qualche congegno che li registri, e mentre tutto questo e un freddo porco, l'insegna della galleria commerciale da ricchi vestita a festa recitava "Natale d'ispirazione", e un albero di natale fatto di cavi elettrici rossi e neve finta. ci mancavano solo le vetrine ad infierire. e stralci di dialoghi al semaforo. giovedì, 08 novembre 200730 centsNon si può vivere una vitain cui l'unica cosa che provoca aritmia è l'assunzione di caffè al mattino. *********** (ispirazione così a buffo, adios.) mercoledì, 07 novembre 2007 hoyprima sono stata a pranzo con nannini. e tante discussioni. e tanti spunti.fedigrafo è più interessante di fedifrago. e trame da rielaborare, prospettive da focalizzare, rendere più interessante il genere sentimentale e quello criminalpoliziesco. che poi, se una trama non è tua, come fai a svilupparla? ma ci si può provare e riuscire. forse anche per bene. quattro mani? e 'nnamo! comunque. ho intervistato Mr. Severgnini. Un tipo simpatico, sveglio. Da prendere in considerazione. Uno che del mestiere di scrivere sa diverse cosette. Ho rivisto fra testi, e mi era mancato un po' chiacchierare con lui come ai vecchi tempi. quando non si tratta di giornali è una persona a cui sono legata, alla fin fine. come a tanti che ho conosciuto lì a zainet, come a tanti che pur non essendo assidui frequentatori della mia quotidianità mi mancano e mi strappano un sorriso e un ricordo, quando ci penso. poi ho visitato la chiesa di san marco con marco, imbucandomi tra gli studenti di storia dell'arte. ho visitato lo strato sotterraneo della chiesa, non aperto al pubblico, disordinato e con i lavori in corso. tracce di absidi e di fonti battesimali, muri che si perdono in altri muri non scavabili, che ti lasciano lì a chiederti "che cosa c'è, al di là?". e poi pozzetti sepolcrali e tombe a cappuccina. e tante casse di plastica, foderate di giornali ingialliti di chissà che epoca, piene di polvere e di caschi da muratore. con dentro tegole, marmo. e tante ossa. Un osso con scritto "Fu Corpo". Ecco un pensiero venuto alla vista di femori tibie e bacini. e molti coccigi. E uscendo da lì, oltre ad aver visto (avrei anche potuto toccarle, a dire il vero) delle vere ossa di veri morti, ho anche visto un vero povero. uno di quegli uomini tondi, intabarrati e sporchissimi, con tutti i loro averi su un carrello. prevalentemente panni. una catasta. io non riuscirei a mettere tutto quello che possiedo nemmeno in un furgoncino. è un'osservazione da niente, ma avere così poco da averlo tutto sempre appresso è straniante, se ci si sofferma a pensarlo. ad ogni modo, nannini mi faceva notare che "ogni romanzo risponde a una domanda, è la soluzione di un problema". e io ridendo fra me pensavo "è questo il punto! io i problemi li creo, come posso risolverli?" Io da una situazione sviscero un problema, e da questo una cascata di problemi e di mondi possibili. una deriva di interrogativi. eccolo, il problema delle trame. sono soluzioni. che io non ho. martedì, 06 novembre 2007 troppe cose da riportareGiovanni mi ha scritto, in primis. Parole splendide, piene di fiducia nelle mie possibilità. Grazietaty scrive: taty scrive: con in mano i tuoi scritti taty scrive: l'evidenziatore rosa e un blocco dove scrivo degli appunti taty scrive: inizio a leggere ed a evidenziare taty scrive: dopo un pò mi rendo conto che ho evidenziato le pag intere... taty scrive: quindi alla fine non ho + sottolineato taty scrive: era tutto troppo bello staseravado a sentire un concerto di ludovico einaudi, con claudia.speriamo che giovannino non si senta tradito. (prima di entrare, al bookstore dell'auditorium, mi compro gli spartiti di joy. cosicchè il caro ludovico lo capisca, che mi piace il piano, ma capisca anche di che scuola di pensiero sono. un po' come dice giulio: con la giacca grigia sei kantiano, con quella marrone un hegeliano. in base a dei codici di moda propri solo della facoltà di filosofia (cit.)). la verità vera è che ho bisogno di musica strumentale. un bisogno inestinguibile. e le parole di una canzone ora come ora mi danno quasi fastidio. non vale per tutte, non per tutte allo stesso modo. ma un po' di noia, quella sì. la giornata sarà lunga e impegnativa, ora studio macro, dopodichè lezione fino alle 7 dopodichè auditorium, sperando di arrivarci viva e vegeta senza ricorrere a passaggi di natura famigliare (e che! non si può più andare in giro tranquilli in questa città maledetta? -> la risposta, ovviamente, è no.). sulle spalle una fantastica nottata che doveva essere di riposo, per riprendermi dal ponte fatto di ore piccole (non per bagordi mondani ma per esigenze di pensiero. in breve perchè sono pazza.), e che invece ho speso fino alle 2 a cercare di insegnare la critica husserliana a galileo a quella debosciata di mia sorella (debosciata perchè con 4 giorni di ponte si è ridotta alla notte prima (cit.) compromettendo la mia sana dormita). dalle 2 alle 3 invece, letture incentivanti per conciliare il sonno ormai perso: Bernardo Soares, dalle ore piccole di oggi il mio alterego blogger ante litteram. che bello. e poi riesco a vedere tutti i posti di cui parla. rua dos fanqueiros, rua da assunçao, rua prata, rua dos douradores. io le vedo. Lisbona, io ti vedo chiaramente. che splendore. chissà che segreto si cela, in Lisbona, che rende tutti i suoi scrittori così dotati e autoanalitici. sforna talenti. ci devo tornare come un musulmano a La Mecca, in pellegrinaggio mistico. a ispirarmi. Non per niente stanotte ho sognato che io e marco eravamo tornati lì, di volata. e mi pare di ricordare anche che eravamo a Praça Luis de Camoes. Gli appunti di macro non si impareranno da soli, quindi vado. Ma vi saprò dire di stasera. Oh, se vi dirò. domenica, 04 novembre 2007 alle 6 di mattinavedere the eternal sunshine of the spotless mind dalle 4 alle 6 di mattina, e sentire nostalgia di lui, volerlo chiamare pur sapendo che è troppo tardi/troppo presto e che starà dormendo, è una di quelle cose che ti fa capire che ne sei davvero innamorata, e quanto tu lo ami.e dovrei dire buongiorno, più che buona notte. e darei tutto in questo momento per averlo qui accanto. vado a dormire. forse. Personaggi notturniEffe:Passa tutta la vita a rincorrere la sua idea di se. Fa spesso shopping, nel tentativo disperato di assomigliarle. sabato, 03 novembre 2007 i carrelli nel parcheggio dell'ikeaho notato nel parcheggio dell'ikea, desolato e buio alla fine della giornata di acquisti, due carrelli messi uno di fronte all'altro. erano carrelli di quelli per portare i bambini, senza cesto per le merci. solo un ripiano alla base, e il seggiolino apribile per il bambino, che scorre su di bracci metallici che sporgono. i bracci metallici tesi, le gambe munite di ruote. erano antropomorfi. posti l'uno di fronte all'altro, sembrava si sbracciassero per raggiungersi, ma l'inerzia di quelle ruote non autonome nel movimento (condizionato dalla spinta altrui) li costringeva a tendersi l'uno verso l'altro in modo metaforicamente angosciante, e nulla più. salvo poi realizzare che, per giunta, la presenza di quel seggiolino per bambini chiuso, poteva anche esso essere metafora della possibilità di avere figli, non ponendo ulteriore accento sul fatto che il seggiolino fosse chiuso a simboleggiare una possibilità non sfruttata, un'occasione mancata. no, ci ho pensato dopo e mi è anche sembrato forzato. ma non è questo il punto. il punto è che quei due carrelli simboleggiavano gli uomini nella società di oggi. il prodotto industriale della società del consumismo come metafora delle esistenze consumatrici e consumate che conduciamo noi, che di giorno spingiamo quei carrelli. alla ricerca di qualcosa, tendenti verso quello (un altro carrello? qualcos'altro? comunque tendenti, tesi, in tensione) e in perenne inerzia, perennemente fissi nel punto in cui siamo, nonostante le ruote. è che...è che io sono una persona pacifica, quando si tratta di vita personale. e non vorrei dover scegliere tra uscire con i miei e lasciare lui senza far niente piuttosto che uscire con lui e accannare i miei per la milionesima volta consecutiva (sapendo che si esce per fare shopping, shopping per me). un ridicolo pensieroMentre mi ingozzo di liquerizia, leggo integralmente il blog di un certo mio amico, e penso che guadagna molto da una lettura d'insieme, tanto da sembrare un libro bello e fatto. emicraniame n'è venuta una lancinante, per una litigata con marco. ho preso troppa poca novalgina e il risultato è che il torpore dolorante in viso me lo porto senza sosta da oggi pomeriggio. con gli occhi che pizzicano e quel senso di sonno artificiale che si impadronisce della tua lucidità. e pensare che mi ero fatta trovare pronta per uscire, perchè avevo voglia di aria, di cose, di arte. pop art o gauguin, insomma, qualcosa che mi desse da pensare. invece tutta bella vestita ho litigato e fatto l'isterica. la scena di me che prendevo le gocce piangente e urlante dava molto l'idea di donne sull'orlo di una crisi di nervi. anche marco preso dalla scenicità della situazione se n'è uscito con la frase da copione stile guarda-come-sei-ridotta. la cosa bella è che stasera era tutto un vago ricordo e noi due eravamo perfettamente normali. nonostante la mia faccia sconvolta. e alcune domande che rimangono sempre a ronzare nella testa quando succede qualcosa. |