lunedì, 31 dicembre 2007
ready steady goincredibile, il timing è perfetto.dovevo capirlo dal momento in cui sono riuscita a finire una scatola di patè di tonno che prevedevo già di dover mollare aperta a metà sul tavolo, e che invece era proprio nella quantità giusta per riempire le tartine rimaste. ho finito di cucinare giusto in tempo per vestirmi, e non ho cambiato idea su cosa mettere. Oddio, che mi sta succedendo? L'unica indecisione, ma me la permetterete, è per la collana. un punto luce o una cosa più easy e grande. boh. chiederò l'aiuto del pubblico. le cose sono 3. o il 2007 era il mio anno fortunato e me ne accorgo solo a 3 ore e mezza dalla sua fine/il 2008 sta iniziando a infondere in me i suoi influssi benefici, oppure qualche disgrazia sta per accadere alle mie tartine, oppure (e questa è la mia preferita) un dolcevita nero è la soluzione a tutti i problemi dell'umanità. gli auguri in anticipo non si fanno, perciò angurie (laaaaaaame! cit.) e see you in 2008. fate i bravi. domenica, 30 dicembre 2007 breaking newsNon solo la pazzia Farfa è confermata. Ho addirittura sentito delle lagnanze con argomento "sacco a pelo".Cioè... a casa mianon ci si annoia mai.ieri a ricucire con marco, dopo una giornatina che sarebbe stato meglio evitare. oggi grande screzio tra tutti noi e mia sorella, che per capodanno ha pensato bene di andare a FARFA (ma cosa c'è a farfa oltre alle pecore, a capodanno?) e di farsi venire a prendere alle 4 dai miei. poveracci. ah da notare che mia sorella ha sedici anni, manco a dire che sia una pretesa easy per quell'età. oh, in questa casa non si riesce mai a studiare due righe di fila senza che succeda qualche casino. che io debba astenermi dallo studiare? sabato, 29 dicembre 2007 at the end of the dayo ci passi sopra o va tutto a puttane, di base.e speriamo che abbia capito qualcosa, lui. altrimenti sarà tutta salita. nel frattempo ci ho guadagnato due pagnotte al posto degli occhi e una giornata di studio saltata a piè pari. pace, speriamo almeno ne sia valsa la pena. music is the enemyWe're just two lost souls swimming in a fish bowl, una canzone che non ci voleva/Le incomprensioni sono così strane/ ripensandocimi sono tornati in mente degli incubi che ho fatto, nel corso di questi mesi. tutte cose che gli ho raccontato, piangendo come una cretina.incubi nei quali lui fumava, beveva, non so che altro faceva di sbagliato in compagnia di amici che lo incitavano. e lui voleva fare come loro, e mi diceva di non prendermela. e io piangevo e mi disperavo. era lontanissimo, un altro. come se avessi paura che lui volesse fare cose che lo allontanavano da me. queste cose lo allontanano da me, io ne ho paura, io ho paura se lui è un'altra persona. quelle mattine ho ringraziato dio del fatto che fosse tutto un brutto sogno. ok, sto vaneggiando, sto scrivendo in modo delirante. ma come cazzo è possibile che gli incubi prendano vita. e ora che faccio? Un'amica dice che tutto questo "è legato soprattutto a scommesse di fiducia infrante e dal vedere un mondo in cui cerchi di inserirti dando te stessa allontanarsi dalla tua visione delle cose...e dalla "vostra" visione delle cose...o quella che dovrebbe essere vostra..." Ha detto bene, dovrebbe. per la serie, cose che capitano (non) per casoScena:Pub, uscita a quattro. Io sono lessa grazie al primo giorno di ciclo. Ascolto resoconti di fattanze estive (fingendomi interessata) e di incontri parentali. Dialogo: Cugino di M. - "Eh sì, le nozze d'oro di nonna e nonno. Che poi quella volta c'eravamo pure fatti quel cannone in macchina!" M. - Strabuzza gli occhi. F. - Cercando di sembrare scherzosa. Finge un sorriso con tutte le sue forze, poi dice "Ah, pure tu eh? Braaavo!" Dà un buffetto a M. sulla guancia. Cugino di M. - "Oh scusa...non lo dovevo dire..." The End. Purtroppo i bugiardi con me hanno poco a che spartire. E anche se formalmente non è cambiato nulla, io sono morta dentro, da qualche parte. C'è qualcosa che ha fatto crack. Sarà la fiducia. Sarà che non ci credo. Sarà che non lo so. Però, per quanto possa sembrare una cazzata, e per voi persone sane e normali sicuramente lo sarà, per me è un'offesa e una mancanza di rispetto. E non mi spiego come possa aver tenuto il segreto così tanto. O meglio, se l'ha tenuto così tanto è perchè non aveva proprio intenzione di dirmelo. Mai. Questo implica che non gli dispiacesse. Come invece, nella mia bacata concezione delle cose e dei rapporti, avrebbe dovuto. E in tutto questo non è che io sia arrabbiata, che forse sarebbe meglio. Ecco, a me dispiace. Profondamente. Come se non ci si potesse fare nulla, per riaggiustare i pezzi. Sto con le lacrime agli occhi da ieri notte. E quando se ne stava andando non avevo voglia di mettermi a discutere, solo di andare a vomitare (ma veramente, avevo i conati. M. - "Sei sempre esagerata. Una bambina."). E ora, le volte che ci siamo sentiti per telefono, non avevo voglia di dire niente. Perchè in fin dei conti mi sono stufata di sgolarmi per dirgli quello che non mi sta bene. Stavolta lo trovasse lui il fiato. Lo sa che in questo ambito, per me, non si può sgarrare. Venisse lui a urlarmi che gli dispiace. Non facesse come ieri, che alla fine se andava tutto a puttane era colpa mia che faccio di ogni cazzata un cataclisma. Eh no, la colpa non è mia. E' di chi fa le cazzate. (Inutili le sue comparazioni con i miei tentennamenti di un annetto fa, quando -sempre siccome lui si comportava da perfetto estraneo- mi sono chiesta se non mi meritassi un trattamento migliore, che tante persone amiche mi riservavano. Sì, anche solo amiche. Che però, ogni tanto, invece di rimbambirmi di "Tu mi scarichi addosso tutti i tuoi problemi." venivano a chiedermi "Come stai?"). E di fiato ne dovrà trovare tanto e con convinzione. Perchè io, oggi, mi sento proprio ghiacciata. Come se mi avessero fatto un'anestesia. Come se una cosa così importante tutt'a un tratto (venendo a mancare uno dei presupposti fondanti per la sua importanza, cioè che non ci si finga altri da ciò che si è) fosse diventata solo una cosa. E stanotte ho pensato di prendere le mie cose e andarmene. Erasmus, una meta a scelta. Via da tutto. Via da qua. Che giornata di merda. mercoledì, 26 dicembre 2007 saudadeMi mancano i Kings. thoughtsCredo di avere bisogno di Norvegia.O di Londra. O di girare. Riattivare quel PN che era "io che viaggio e vedo il mondo e sono libera e piena di ispirazione e slancio" che è stato messo in ultimissimo piano per esigenze di vita quotidiana ineludibili. Tipo una carriera universitaria. Che sto facendo? Dannati Kings of Convenience. Quanto li amo. Auguri da parte di Giovanni (sì, non è per splinder ma chissene!)http://myspacetv.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=24278558un buon natalesì è passato bene. regali a parte, che come al solito ai miei si dovrebbe fare una statua.Ho visto i nonni, a marco è piaciuto quello che avevo preso per lui. ieri sera abbiamo giocato a carte (anche io! che non so fare manco il solitario!) da peter, noi soliti. è stato carino. still on my wishlist (lo so, sono senza fondo): - cappello di liu jo visto da jam - ballerine di hello kitty - borsa di andy warhol vista da jam (neverfull monogram canvas LV) - clothing vario, da jam a benetton a brandy a killah. eh lo so che sono fastidiosa. back to the book. so long farewell till we'll meet again. martedì, 25 dicembre 2007 xmas timee comunque auguri a tutti. =) domenica, 23 dicembre 2007nota per me(stella) fRaNCeScA (luna) giovedì, 20 dicembre 2007gingol bels gingol bels gingol ol de ueiil natale arriva. devo dare 3 esami nel giro di quindici giorni (a cominciare dal 9 gennaio) e dire che sono nella cacca è un pallido eufemismo. ciononostante il natale arriva. alluvionale e alluvionataL’alluvione ha sommerso il pack dei mobili,delle carte, dei quadri che stipavano un sotterraneo chiuso a doppio lucchetto. Forse hanno ciecamente lottato i marocchini Rossi, le sterminate dediche di Du Bos, il timbro a ceralacca con la faccia di Ezra, il Valèry di Alain, l’originale dei Canti Orfici – e poi qualche pennello da barba, mille cianfrusaglie e tutte le musiche di tuo fratello Silvio. Dieci, dodici giorni sotto un’atroce morsura Di nafta e sterco. Certo hanno sofferto Tanto prima di perdere la loro identità. Anch’io sono incrostato fino al collo se il mio Stato civile fu dubbio fin dall’inizio. Non torba m’ha assediato, ma gli eventi Di una realtà incredibile e mai creduta. Di fronte ad essi il mio coraggio fu il primo Dei tuoi prestiti e forse non l’hai saputo. scherzetti tecnologiciha! che amenità. splinder non ha cancellato!manca la citazione dei meganoidi, che avevo cercato di posizionare col tasto destro, cosa che poi ha fatto impazzire la pagina e mi ha fatto pensare di aver perso il post. che divertente, potremo dilettarci in un alessandrino confronto. in tutto ciò, grazie a questo giochetto, io ho perso tempo utile per dormire. e ne sto perdendo altro per motivare il fatto che abbiate letto due posts praticamente identici. anche se il secondo è un metapost, che scava nelle motivazioni del primo. interessante. per me, si intende. bon nuit. post cancellatosplinder ha deciso di rimuovere. un post su quello che mi frulla per la testa in questo periodo.non ho voglia di rimettermi a scrivere, ma se qualcuno volesse saperne qualcosa sa dove trovarmi. era anche un post scritto decentemente, per quanto inutilmente autoanalitico. sempre sul conflitto tra la realta delle cose, che sembra non bastarmi mai, e la lotta con i mille mondi possibili non attivati, tenendo ben presente che a priori, quello in cui vivo è degnissimo di tutti i miei sforzi e di tutto il mio impegno. solo che, diamine, avere una solo possibilità di essere e chiudere fuori mille altri destini è crudele. e prima di sapere a cosa mi condurrà questa o quella strada, tra l'altro, non c'è modo di sapere se è giusta o no. tutto nasce dalle affermazioni di un certo amico, perso nelle situazioni di emergenza che spero si siano assestate, che diceva di non volersi laureare perchè sta tanto bene dove sta. e poi da un pezzo di una canzone dei kings che dice somehow didn't notice / friendship is an end, dove a friendship potete sostituire qualsiasi cosa avvenga nel presente. ecco, uno dovrebbe prendersi il lusso di proiettare nel futuro solo poche cose, senza rischiare di vivere per il domani. perchè il tempo non lo rimborsa nessuno. sviluppata la tematica, anche con citazioni alla semiotica che tanto mi dà da pensare, dicevo poi che ancora attendo riscontri sulle migliori produzioni da inviare il 20, e notificavo il fatto che le unghie sono tornate del loro colore naturale, promettendo che non durerà. chiudevo con due citazioni. una è "my secrets are now / things I can touch / this is complicity" in relazione alle scuse che ponevo ai lettori che non sarebbero stati felici di leggermi ripiombata nell'autobiografismo da lettino e da "how does this make you feel?", ribadendo che ok, non è l'ideale ma a volte serve fare il punto, e che non posso non essere come sono. e sono anche così. l'altra, in relazione alle unghie, ma anche al mio carattere e al ritorno delle cospirazioni perchè il mondo sia un posto migliore, è "conservo di nascosto / sempre lo stesso smalto". questa si riferisce anche a un'altra cosa. ovvero, a un certo punto del post mi riproponevo di guadagnare in serenità dando più credito alla realtà fatta di fatti, che tanto mi sembra stolta. a costo di intorpidire questo mondo qua, che produce scollamenti, che fa vivere di stimoli che non hanno un luogo fisico di esistenza, di date e appuntamenti clandestini rispetto a quelli dell'agenda ma che danno tanto, tanto di più. far tacere questo mondo che è ingiustificato, portatore di pensieri anche dolorosi. questo mondo che è mio. da questo ho ripensato ciò che ho detto. inutile fare propositi che non si possono e non si vogliono mantenere. al massimo tentare di farli convivere, ai due mondi. negare quello che maggiormente mi rispecchia non si può. non si deve. non accadrà mai. "conservo di nascosto / sempre lo stesso smalto". >> Non temere / Zeta reticoli on my mind / Aspetterò il momento / Per un migliore slancio << Magari approfondiremo il tema. Magari no. In ogni caso vado a letto. non lo soda una parte sono contenta, in un modo stupido e beota. rido, faccio la bambina, mi vesto come capita per stare in casa, non ho voglia di uscire. e ci sto bene. e quando ride sono contenta e vedo che sta bene anche a lui. e non è che ci sia bisogno di nient'altro.da una parte, oltre a questi fatti, indipendentemente da lui, mi sembra tutto piuttosto insensato. mi sembra di sapere troppo poco. mi sembra che avrei potuto sapere di più e meglio. e sì, la cliometria, per quanto io sia convinta in generale di quello che sto facendo, è sempre una bella fregatura. non perchè come dice lorenzo io non sia sicura delle mie scelte. tutt'altro. so che sono state scelte sagge. però di tante vite possibili, di tanti Mondi Possibili, di tanti Programmi Narrativi, io, per quanto avrei potuto attivarne mille, tutti insieme e diversi dal mio, ne sto portando avanti solo uno. che ha molti lati positivi e anche delle lacune. che però impiega tutto il mio tempo, e nessuno me lo restituirà mai. la verità è che ripensavo alle parole di una persona, che dice di non volersi laureare per quanto sta bene dove sta. per quanto gli piaccia arrivare lì per studiare e vedere chi c'è in giro e salutare tutti, come si stesse in un giardino delle cose belle per la mente. e poi riascoltavo i kings quando dicono somehow didn't notice / friendship is an end. dove a friendship si può sostituire qualunque cosa che avviene nel presente. la proiezione nel futuro, sì, ci deve essere. ma si dovrebbe anche essere liberi di ignorarla. vivere oggi e stop. prendersi questo lusso. finalizzare tutto a un domani ipotetico, che già adesso posso dire che non sarà come lo immagino (forse perchè lo immagino troppo vagamente, o applico al mio PN attuale il domani di un MP che non ho attivato). già l'oggi che vivo, ieri io lo avevo immaginato in modo diverso. e così via all'infinito. sempre insoddisfatti, sempre a chiederci se avessimo fatto così invece che colà, sempre a vivere di stimoli che con la vita fatta di fatti, quella oggettiva, c'entrano relativamente poco. o nulla. aporia, scollamento, confusione tra i piani sui quali la nostra esistenza si articola. eppure è inevitabilmente così. e poichè i destini, finchè non sai a cosa ti hanno condotto, sono tutti degni di rispetto e del massimo impegno, meglio non crogiolarsi nei dubbi (esempio, ma domattina alla dear che ci vado a fare?). meglio dare tutto quello che c'è. e godersi quelle risate di quando indosso il pile e il pigiama, sperando che tutto vada per il meglio. cercando il meglio senza sosta. e cercando di smetterla di non dare credito alla vita reale solo perchè esiste e succede, solo perchè non pensa ma è. ridurre lo scollamento tra i due mondi. sarà pure intorpidirne uno (questo, quello più fervido, quello più doloroso, quello più mio), ma forse ne guadagnerei in serenità. erase & rewind. cancellate le ultime righe. al massimo posso cercare di farli convivere in modo pacifico e fruttuoso, i due mondi. non vale la pena di fare propositi che non si rispetteranno. perchè non li si vuole rispettare. e questo post è un po' fine a se stesso. e certi miei lettori esigenti, che pensano che il blog danneggi lo scrittore, non saranno felici di leggerlo. una ricaduta nell'autopsicanalisi spicciola. ma tante volte scrivere serve a fare chiarezza, a fare il punto della situazione, a mettere in ordine la stanza incasinatissima che è la testa. quindi mea culpa, ma non posso che essere come sono. >> My secrets are now / things I can touch / this is complicity << sabato, 15 dicembre 2007 Post che sta per CommentoIl quadrato semiotico mette in relazione gli elementi proprio utilizzando le categorie di contrarietà, subcontrarietà. contraddittorietà e complementarietà. I termini posti in QUEL quadrato si relazionano in base a questo. Essere è contrario di Sembrare, Sembrare è complementare a Non Essere, Non Essere subcontrario di Non Sembrare, Non Sembrare complementare a Essere. Essere è contraddittorio rispetto a Non Essere, Sembrare è contraddittorio rispetto a Non Sembrare. cvdsono rimasta a casa.mia sorella ha rotto in mille pezzi la mia tazza preferita. una tazza con babbo natale, che io ho utilizzato imperterrita anche a ferragosto. ora che era quasi il momento adatto, non ce l'ha fatta. ironia della sorte. che il più delle volte ha proprio un umorismo squallido. le tre di notteho passato una buona serata. tra foto impietose di amici in costume, amici di amici iscritti a valle giulia, torte di compleanno per un compleanno al quale non sapevamo di essere stati invitati e cottura di forchette di plastica sul fuoco di candele che fungevano da accendini. tanto odore di tabacco (ah, ho beccato mia sorella in flagrante con la sigaretta in mano. tombola), tante risate rievocando la storia recente del liceo, tante altre fatte per via delle differenze culturali tra panama e l'italia. c'era un amico di pietro panamense, simpatico. e sosteneva che io fossi uguale a chissà chi, ecco perchè mi fissava di continuo.in ogni caso sono le 3 di notte, e domattina alle 8.30 ho tedesco. non ce la farò mai. olè. venerdì, 14 dicembre 2007 milan kundera è sempre luiNon c'è nulla di più pesante della compassione. Nemmeno il nostro proprio dolore è così pesante come un dolore che si prova con un altro, verso un altro, al posto di un altro, moltiplicato dall'immaginazione, prolungato in centinaia di echi.back. in english.silence is harmfulthe cruellest weapon ever sipping blood from cuts it doesn't open although it's sharp. haiku breaknight. a stony grave veridis quo![]() Il quadrato della veridizione. Poi uno si chiede perchè mi piace la semiotica... ormai più che tentativi sta diventando un tema fisso. penso tutto in termini di Notte.come un passante.è un sole che si eclissa. ed ogni assenza è affondo di coltello. il buio ormai traduce ogni sentire. è notte e non lo sa, che sto vegliando. ************************************* e c'è chi dorme già chi pensa al buio e chi dovrebbe scuotersi dal sonno. ************************************** After the torchlight red on sweaty faces tentativo N e oltreil nastro di moebius.notte è malia diabolica e pietosa che serra in una morsa di glucosio l’umano ristrettissimo perimetro umido sodo e acquoso come un pesce fuggevole e piumato come uccello somma di bulbo e bulbo dentro al cranio terreno di una pianta che ha memoria. con disinvolta cieca noncuranza la fata siderale le folte ciglia intreccia e sale sparge sabbia da una clessidra rotta in terra cangiante quintessenza dell’oblio. pavone che iridato di velluto riposi in un letargo madreperla per un momento non senti il peso di dover volare anneghi in screziature di cristallo ti sbracci verso bolle evanescenti. però dentro al miraggio tu non piangi. notte di loto, notte allucinata. epifanieHouse of Leaves scrive:mica ti vorrai far smontare da un pensiero? improvvisamente, tutto sembra spiegato. astensioneper oggi il giudizio è sospeso.tra tavolini del bar e conversazioni della pausa pranzo, tra poesie che non mi convincono, tra reazioni di un certo prof che mi aspettavo più entusiasta, dati i precedenti. sì insomma, sono nervosa. l'ho detto. mercoledì, 12 dicembre 2007 quando gli alieni blu c'hanno ragione/It might not be the right time//I might not be the right one/ /But there's something about us I want to say/ /Cause there's something between us anyway/ /I might not be the right one/ /It might not be the right time/ /But there's something about us I've got to do/ /Some kind of secret I will share with you/ /I need you more than anything in my life/ /I want you more than anything in my life/ /I'll miss you more than anyone in my life/ /I love you more than anyone in my life/ {Daft Punk - Something About Us}
black nailsoh yes.ma l'amore dove sta?Supermarco scrive:mi perdi ogni giorno di più Supermarco scrive: bel carattere, complimenti martedì, 11 dicembre 2007 l'imprevistovolgare ma legittimata, poi, viene la realtà, e irrompe sulla scena del romanzo. tentativo numero NEcco cosa succede a scrivere su commissione in mezzo a mille altre cose da fare. una verità e mezzo # 2La condotta e il carattere sono ampiamente determinati dalla natura delle parole che usiamo per discutere di noi stessi. lunedì, 10 dicembre 2007and other stuffe ha ragione chi dice che viviamo senza più distinguere nulla. vivo le lezioni come sedute di autoanalisi nelle quali si parla dell'uomo di oggi e quindi di me. il che è meraviglioso, perchè è esattamente di questo che ci stiamo occupando. la vecchia percezione della cattedra come emittente di nozioni da annotare, per poi chiudere il quaderno e vivere in altro modo è superata, per me. e ne sono immensamente felice.certo, questo capita perchè seguo lezioni splendide. oggi, per esempio. in un continuo rimando tra i tanti ambiti del mio vivere (racconti di amici, conversazioni notturne, ambizioni futuri e sentimenti miei che riporto qui, tutti misteriosamente interrelati e zeppi di simbolismi), ho seguito una lezione sul glocal. e glocal è un po' la condizione dell'uomo in generale, a prescindere dalla parola specifica, coniata in ambito economico. io lancio qualche spunto, sono troppo stanca per riconnetterli e infarcirli di tutte le mie annotazioni (innumerevoli, innumerevoli, innumerevoli). tanto comunque si intuisce tutto, tutta la cosmicità del discorso. e poi, se vi servono note disambiguanti, sapete dove trovarmi. Tutto comincia con Paul Valery che nel 1930 dice che è iniziata la fase del mondo finito. Continua Conrad in Cuore di Tenebra (tenebraesilenzio, cit.): non esistono più spazi bianchi sul mappamondo. Ogni posto è sulla mappa, la mappa e il mondo corrispondono, non ci sono più luoghi inesplorati o ignoti. Il fuori non esiste più. Nel periodo del mondo finito si stabiliscono i fusi orari, le latitudini e le longitudini, non ci si può più perdere. in ogni posto, si è sempre perfettamente situati nel reticolo convenzionale. c'è perfetto coordinamento tra le infinite località (nel senso di entità locali, non di luoghi). Ecco il clinamen storico oltre il quale si prende coscienza del fatto che il mondo vive di prospettiva reticolare e di interconnessioni. siamo tutti collegati, un'immensa rete di links e hub. Lo dimostrano pezzi di letteratura (di cultura, di espressione del sentire comune in forma artistica) come il Piccol Principe. Ognuno un pianeta, ognuno in relazione con mille pianeti diversi, un unico cosmo ed infiniti mondi. Lothman osserva che prima del 1850, momento nel quale si piantano i semi di queste consapevolezze, nella letteratura non c'era la teorizzazione del problema dell'incomprensione, dell'incomunicabilità. Il mondo, dopo il 1850, si va contraendo, è tutto conosciuto ed esplorato. l'altro non è più fuori, da scoprire/raggiungere/sottomettere: l'altro implode dentro. non ci si capisce più. Nasce il romanzo moderno, teatro del dialogismo tra universi di valore differenti. conflitto. scontri tra mondi di assiomi che fanno tutte le storie del mondo, dalla banale novella su lui&lei alla favola dell'uomo alienato nel mondo e solo con sè. ci si rende conto che l'altro esiste, che è ricompreso nello stesso orizzonte e non è più estraneo, posto fuori. nascono l'individualità più sperduta, la pluralità più irriducibile, l'alterità meno sanabile. Deiscenza. Il fuori non è più fuori, esplode dentro (estraneità nel globale); Proliferano le estraneità all'interno dello stesso contesto (atomizzazione nello stesso intero). Il mondo finisce all'esterno, apre voragini dentro. Crea indicibilità, incomprensioni, disomogeneità. Ogni località umana, sempre e in ogni tempo, si è sempre sentita universo globale a se stante. afflato olistico. vale per tutti. La nostra immaginazione è sempre globalizzante, pur essendo noi locali. Non siamo dovunque, ma ci sentiamo tutto, dentro. Spaziamo, nello spaziotempo, grazie al pensiero e al linguaggio. Ogni produzione di senso è radicata e situata nel qui e ora, ma ha estensività globale perchè noi pensiamo globalmente noi stessi, i nostri pensieri e il mondo. ricomprendiamo tutto. il globale è una categoria di senso, che si erge nel locale come dato di fatto. La glocalità è la condizione umana. Ogni produzione di senso ci situa e ci apre al mondo. Siamo in senso assoluto esseri globali e locali, ci pensiamo olisticamente, come insieme di valori e credenze coerenti. ma siamo in-un-luogo e in-un-tempo e in-relazione-agli-altri. ci relativizziamo in questo confronto, pur rimanendo cosmi globali individuali. il rapporto tra sé e altro riproduce la tensione globale-locale, e anche l'implosione dell'alterità nella stessa interiorità personale (olistica e sfaccettata, parziale e totale al contempo. anche in noi ci sono infiniti mondi diversissimi in conflitto. crisi e coerenza apparente, questi gli stati d'animo che viviamo in noi quando questa dialettica si svolge. la teoria dell'io egemone dei medici filosofi, per intenderci). L'altro, lo cerchiamo altrove (dove dovrebbe essere. cfr. retorica degli "alieni") e in noi stessi, dal '900 (psicanalisi). non conosciamo l'altro in noi stessi -> inconscio. cerchiamo di conoscerlo come possiamo. insomma, il succo è che tendiamo localmente a visioni complessive. inglobiamo il globale nella nostra località, ci sentiamo locali e globali, al contempo siamo coscienti di essere piccole località ricomprese in globalità più estese. ad esempio, perfino chi guarda alle nostre spalle, dove non abbiamo occhi, ha una visione di noi più globale di noi in quel momento, e così all'infinito. c'è sempre un punto cieco, il pensiero è sempre, pur olistico, situato e relativo. ogni prospettiva (che si presume, nel senso che è presuntuosamente globale) è localizzata da un altro sguardo. ecco la maledizione/benedizione dell'alterità, del relativismo, del non essere onnipotenti, whole and useless. (e se avessimo avuto gli occhi anche dietro? se avessimo visto a 360°? cliometria, scienza del "cosa sarebbe successo se", non è il nostro campo). il mondo è tutto a scatole cinesi. avrei altro da dire, ma devo andare. Il fatto è che oggi ho sentito che il mondo è troppo. l'immensa costruzione di scatole cinesi ha fatto sonoramente crack, nella mia testa, man mano che si scioglieva il mistero di come tutte le opposizioni sono connaturate in noi. il mondo è troppo, sì. e gli ho sentito fare crack. After the hourglass brokela storia non c'è, ci sono io che guardo Halfway between a piece of literature and a postLa mano destra è sullo schermo al plasma. La mano destra ha le unghie rosse, indizio semiotico banalmente diffuso di una complessità d’animo a buon mercato, accessibile a chiunque entri in profumeria e decida per quel color ciliegia, quasi marrone. Il 138 di quella gamma, il chissà quanto in tutte le altre linee. La mano destra sul plasma sente il calore del finto vetro. Plasma, appunto. La tecnologia è più organica dell’uomo e più antropomorfa. C’è più plasma nello schermo che in quel segmento di corpo umano appoggiato in contro luce, pensava. E anche a temperatura la battaglia era persa. Lo schermo emanava un tepore piacevole, la mano invece, appoggiata al mouse per troppo, era un ghiaccio. the most seduptive night ever/Night time sharpens//heightens each sensation/ /Darkness stirs/ /and wakes imagination/ /Silently the senses abandon their defences/ /Slowly/ /gently/ /night unfurls its splendour/ /Grasp it/ /sense it/ /tremulous and tender/ /Turn your face away/ /from the garish light of day/ /Turn your thoughts away from cold, unfeeling light/ /and listen to the music of the night/ /Close your eyes and surrender to your darkest dreams/ /Purge your thoughts of the life you knew before/ /Close your eyes, let your spirit start to soar/ /And you'll live as you've never lived before/ /Softly/ /deftly/ /music shall caress you/ /Hear it/ /feel it/ /secretly possess you/ /Open up your mind/ /let your fantasies unwind/ /in this darkness that you know you cannot fight/ /the darkness of the music of the night/ /Let your mind start a journey through a strange new world/ /Leave all thoughts of the life you knew before/ /Let your soul take you where you long to be/ /Only then can you belong to me/ /Floating/ /falling/ /sweet intoxication/ /Touch me/ /trust me/ /savour each sensation/ /Let the dream begin/ /let your darker side give in/ /To the power of the music that I write/ /The power of the music of the night/ /You alone can make my song take flight/ /Help me make the music of the night.../ una verità e mezzo"La scrittura trasforma le cose viste o ascoltate in sangue ed energie fisiche" cinque non canonicoDio è forse descrivibile? quattrola quintessenzanon riesco più a dormire di luce fioca. trebuio per stradaho polmoni già stanchi non piango mai, io. altro tentativothè nerotenera tenebra sigarette zitte smalto rosso liquerizia un coltello. bevo la sabbia. la notte è un sentimento e io non fumo. ur-haikudi tenebra e silenziosi nutre zitta romantico esalando. poesie sulla nottele devo consegnare entro il 20.e tutti i miei consulenti creativi sono scomparsi o irreperibili. uno che sta male, l'altra che scommette sulla sua laurea, un altro sparito nel nulla, e così via. Ho bisogno di un commento attendibile! Ah, che fatica. l'occhio umanoè affascinante perchè per forma, consistenza e parti costitutive è una via di mezzo tra l'umidità soda e acquosa di un pesce - il bulbo* - e la fuggevole piumosità di un uccello. un pavone iridato - le ciglia folte.*c'entra anche la pianta, tutto nello stesso metroquadrato di essereumano. sabato, 08 dicembre 2007 BeatlemaniaE non so perchè mi stanno prendendo così tanto.Tanto, tutto. Sto ascoltando a ripetizione, e c'è un universo di simboli, significati e storia che mi sta investendo. Con ritmo e con spensieratezza, eppure con una profondità che non si trova in nessuna band di oggi. Un guizzo di non so che. Quello che cerco in giro, e che cerco di avere. E a livello semiotico sono una bomba con milioni di implicazioni. Forse che la gioventù vera l'avrei trovata ad abbey road? Perchè questa di oggi è un po' deludente. Shall we go to London town for a pilgrimage, searching for ourselves? Na na na na...Hey Jude... /Help/me/if/you/can/I'm/feeling/down And/I/do/appreciate/you/being/round Help/me/get/my/feet/back/on/the/ground Won't/you/please/please/help/me? un pomeriggio qualsiasiin un secondo, tutto sembra spiegato. With My Heart On Pluto
Spettacolare. La storia è squassante. La regia è delicata, rarefatta eppure precisissima. Tra normalità e completa follia, tra sentimenti giusti e l'atipicità di chi li prova/delle situazioni nelle quali li prova, tra visionario smarrimento e scene falsamente fiabesche che sono di un tragico e di un violento inaudito ("sei tu la mia mamma", "sarò una prigioniera perfetta, non potreste tenermi qui ancora un giorno?", la scena della cravatta di seta, etc), tra trovate geniali (uccellini), ripetizioni formularie tattiche (la grande città l'ha inghiottita in un boccone / lady fantasma), e una struttura tutto sommato rispettosa della scansione in capitoli. capitoli di una storia straziante e vissuta all'estremo ("che vi abbiamo fatto noi finocchi per non meritarci nemmeno le vostre pallottole? ve ne avanzerà una!" "no, sparati da solo"), eppure colorata, scanzonata, frivola per contrasto e groovy per essere ottimista. anche quando l'ottimismo te lo inventi a forza di lustrini e rossetto. nonostante tutto. Splendidi i colori e le atmosfere, i costumi, la grana delle immagini e la scansione del tempo. e poi, una supereroina (?) in lattice nero che combatte il terrorismo a spruzzi di chanel n° 5 è troppo grande per non gridare al genio assoluto. Cillian Murphy è immenso. Patricia Gattina Braden è una bellissima, bellissima donna. E a vederlo così bello, così ben vestito, così elegante e a suo agio con quegli abiti...viene proprio da chiederselo, dove siano i confini tra i generi. chi è più uomo? chi più donna? Ma soprattutto: è una domanda ancora valida da porsi? Breakfast on Pluto is a candy glittering dream, leaving a sharp, unconfortable flavour once you've swallowed it. It stings. That's why you're impressed, and in love. >>> Sugar baby love This will be my song for the night. venerdì, 07 dicembre 2007 tagliare i capellista diventando un imperativo categorico. |