il giornalismo e i suoi effetti collaterali

mercoledì, 30 gennaio 2008

le grandi verità # 1

"I miei soldi li voglio là dove li posso vedere. Tutti appesi nel mio armadio."
postato da frafrettina alle 18:49 | link | commenti (3)

dunque dunque

andrej, l'uomo di piccolet, mi odia da stamattina.
sostiene di aver letto il mio blog, ha avuto da ridire su certe cosette che ho scritto e su certe impressioni che ho avuto.
devo fare un po' di errata corrige, a prescindere dalla guerra con lui. :(
il tutor dei magistrali mi ha presentata allo zio derrick, il quale ha ritenuto opportuno inserirmi in un gruppo per iniziare a fare lavoro concreto su thinktag. i ragazzi del gruppo sono tutti molto simpatici, e anche altre persone conosciute in giornata, sempre di quella classe, si sono rivelate molto carine e incoraggianti nei miei confronti. quindi yeah.
il gruppo di lavoro è sulla comunicazione di impresa, e non è male. le tematiche vanno un po' affinate e io personalmente la butterei sul campo del marketing vocazionale e degli eventi come mezzo per fare comunanza intorno al prodotto da vendere.
è un lavoro grosso, anyway. spero di avere orari umani al secondo semestre per poterlo portare avanti come si deve.

tornando ad andrej: probabilmente avrà letto/sentito raccontare solo il primo dei miei due posts di ieri. e comunque, per quanto io sia piccola e non umile, certa gente ha delle lacune davvero evidenti, che non mi sono inventata io. il punto è che mi fa piacere che ci siano persone che conosco, nell'ambiente, proprio perchè non è il mio. e mi pongo io stessa domande su quanto sia giusto, inserirmi in ambienti non miei.
alla fin fine è come dice marco: fai quello che ti piace, la passione è passione.
e c'ha ragione.
la cosa poco piacevole è che, per quanto non mi riferissi a lui, andrej si sia sentito chiamato in causa.
insomma, peccato. mi spiace.
certa altra gente, con quella sua aria di sufficienza (e no, non mi riferisco manco a persone del giro di andrej, ma ad altre che nemmeno mi aspettavo di trovarci, lì), mi infastidisce non poco.
e allora forse è invidia. ma non invidia perchè io-sono-brava-e-tu-no-pappappero, ma piuttosto perchè se uno ti dice "faccio questa specialistica perchè le altre due mi facevano schifo e questa era l'unica rimasta" probabilmente è quella passione che mi fa fare cose che non mi competono, che gli manca. 
per quanto possa essere una passione stupida. perchè perdo tempo, mi imbarco in cose che non sono per me, etc etc etc.

altre cose della giornata. ho rifatto la foto per radio luiss, e ogni volta quel santo di davide prova a farmi sorridere, ma quando sono in posa non c'è verso. negata per il sorriso da copertina. accidenti.
in compenso mi ha promesso che mi manderà i ritratti - scattati a mia insaputa - durante la settimana della matricola. rendo meglio in foto quando non so di essere fotografata. ha un che di metaforico, non so.

e poi alemanno. l'intervista è stata fatta e c'era il solito balletto di tirapiedi radiofonici che febbrilmente lavorava nel sotterraneo baraccatissimo pre trasloco. non c'era piccolet, peccato, contavo di trovarla e avere qualcuno con cui commentare e parlottare d'altro.
oggi saverio (che mi sembra alquanto motivato et fattivo, a dirla tutta. ma magari come al solito le impressioni vanno ricorrette. vedremo.) mi ha fatto compilare un fogliettino dove si dovevano dare suggerimenti per una migliore gestione della radio. uh, quante ne ho potute dire!
me polemica.

sono stanca morta, ho un mal di testa lancinante, ho pranzato alle 16.30 e ora mi devo mettere a studiare.
ma la vita è bella lo stesso.
goodbye for now.
postato da frafrettina alle 17:32 | link | commenti (2)
martedì, 29 gennaio 2008

che poi comunque

c'è gente che, più o meno scherzando, mi ha fatto battute sul mio voler seguire questo corso prima del tempo. che poi, manco detto che quando io sarò alla specialistica questo corso si faccia, come dire.
non lo so.
se ci penso su un attimo forse hanno ragione, in fin dei conti ma chi sono io per prendere e imbucarmi?
e poi sì, ho tanti altri esami di cui occuparmi.
ma questa cosa mi interessa, ed è tremendo che si viva in un contesto dove puoi fare quello che ti è concesso fare e non quello che ti interessa, anche quando è a portata di mano e basterebbe (come ho fatto io) chiedere di poterlo fare senza problemi. che poi, manco ce ne sarebbe stato bisogno: non è l'istituzione ad essere inelastica e incasellante, sono le persone giovani che hai intorno. è questo che è triste.
forse ho la faccia troppo tosta, forse non mi rendo conto di comportarmi in un modo non previsto. inadatto. da film più che da vita.
ma chissene frega, alla fin fine.
che gli altri esami in qualche modo si faranno, io ho bisogno di stimoli, di cose che valgano la pena.
e l'opportunità di sentire "il Maestro" De Kerckhove (che molti lì dentro, pur laureati, manco sanno chi sia) è imperdibile.

Frasi che hanno reso la lezione un momento altamente ispirante:

"il creativo pensa lateralmente, intertestualmente / siamo nell'era del tag, è l'era del tag anche sui muri della città / Digitale -> numero, da dito -> paradossalmente tattile, tattilmente paradossale. la realtà virtuale incomincia con il guanto / Bit -> pezzo, oltre che basic information unit. joyce in tempi non sospetti aveva trovato la parola giusta: l'alfabeto è Alforabit. -> l'uomo è andato verso la riduzione di tutta la sua conoscenza e del suo pensiero alla pura dialettica di due opposti: dall'alfabeto, che traduce in 20 segni tutte le informazioni, al morse che traduce in 3 segni tutto l'alfabeto, al sistema binario di 1 e 0, on e off, che riduce al minimo l'intera esperienza umana. / dal tempo dei romani al tempo misurato in attosecondo e nanosecondo, che scandisce il parsing del clock che è il cuore del CPU, central processing unit, il nostro tempo è arrivato ad essere tempo reale, il nostro essere ha vissuto un'accelerazione incalcolabile, viviamo al ritmo del tempo reale. tutti i media comportano salti quantici accelerativi di connettività / parola: possiede il corpo, è posseduta dal parlante e fa possedere il parlante dall'ascoltatore, è possessione mutuale che contiene il corpo -> cfr. magia, i riti voodoo: forme di gestione dell'intervallo tra due corpi / "

Continuo dopo. o domani.

postato da frafrettina alle 23:48 | link | commenti (3)

imbucata fra gli studenti magistrali

molto peggio che imbucata. se non fosse che il caro derrick è già partito con la divisione in gruppi e io sono leggermente triennale per poterne fare parte.
fortuna che lovely paolo e lovely massimo mi permettono di seguire il corso lo stesso. anzi pp ha anche detto che se trovo un gruppo disposto ad accogliermi posso lavorare con loro (con tutto che, pure più piccola, gli do una pista: oggi mezza classe strabuzzava gli occhi alla domanda "cos'è il web 2.0?" e alla domanda "chi furono i primi a inventare il concetto di persona?").
gli studenti magistrali sono chiassosi e di varia provenienza, alcuni simpatici, altri meno. un paio di quelli che conoscevo già, per gioco (ma magari non troppo), mi hanno detto che dovrei tornarmene alla triennale/pensare agli esami miei. ma al dunque è tutta invidia, gne gne gne.
con baldini ho avuto una singolare chiacchierata. ero andata per chiedergli il permesso per frequentare e ci siamo ritrovati a parlare del fatto che de kerkove aveva disobbedito ai suoi dettami non mettendosi la cravatta per la seconda volta, delle sue teorie e del capitale umano variegato che compone le classi magistrali. che "è quello che è".
derrick is love, anyway. in un'ora di lezione mi ha dato ispirazioni per gli anni a venire. dai vabè, non proprio per anni ma ci siamo capiti. un genio.
baldini dixit "un personaggio fascinoso".
a presto aggiornamenti sul tema.
vado a cena.
postato da frafrettina alle 21:21 | link | commenti

i miratori di fiori

vanno a dormire. mentre i luissini sono tutti online.
ci sarà un motivo?

bah. viale romania ha solo aiuole, un parco vero e proprio gli manca.
villamirafiori. credo che quel posto abbia un'atmosfera che migliora la qualità della vita. anche se ai suoi pittoreschi abitanti i problemi sembrano altri. con pietro dicevamo che vivono da tutt'altra parte, che non hanno contatto con la realtà. filosofi e letterati, ma più i filosofi.
forse fanno bene loro. chi lo sa.

che poi, è incredibile che proprio io, la blogger (ugh.) accusata di essere diluviale, mi ritrovi a dare consigli sull'importanza della pianificazione e della certosina strutturazione delle proprie opere.
cioè, io.
citando per la prima volta con una certa qual ammirazione per l'artificiosa macchinosità da cesellatori la triade Dante, Petrarca e Boccaccio.
io.
e l'ho detto convinta.
io.
cosa non si arriva a capire, per aiutare un'amica.
postato da frafrettina alle 01:53 | link | commenti
lunedì, 28 gennaio 2008

felicidade!

ho ritrovato in giro il sito del negozio meraviglioso dove ho comprato oggetti di design delirante (fantastico!) a Lisboa!
Sono felicissima!
E anche il titolare del negozio/designer/mio consulente sulla taglia della maglietta che volevo comprare ha fotografato il murale fuori dalla sua porta (splendido anche quello!).
Non vedo l'ora di tornare a Lisboa. E' una città creativa, che a Roma ce lo sognamo!
Molti punti esclamativi in questo post! Quasi mi do fastidio da sola!
Pero sou muito feliz! Me gosta muito A Outra Face da Lua e o design de Goma!

Ve lo linko:
www.goma386.blogspot.com

adeus! atè logo!
postato da frafrettina alle 12:32 | link | commenti

cose da fare (in un giorno felice che non dovrò più dare esami - cioè mai)

cercando su internet dei sedativi per la mia voglia di shopping, ho fatto un giro su alcuni siti e forum degni di nota.
risoluzioni della mattinata:
- andare da giocheria e comprare vagonate di perline per bambine
- andare alle macchinette e comprare valanghe di pupazzetti di hello kitty e similari
- andare da vertecchi e comprare cernit di colori sgargianti (mi sono rimasti solo colori cupi)
- andare in merceria e comprare nastrini e gomitoli per fabbricare fiocchetti e pon pon
e finalmente darsi al plagio spudorato di tarina tarantino.
solo allora il mondo sarà un posto migliore.
Looking forward to it.

ps: capitolo occhiali. i retrosuperfuture da sole sono aggiudicati. tocca vedere di che colore ma sono estremamente intrigata dal turchino, dal verde acido, dal viola e dal modello con montatura gialla e stanghette viola. essì.
per quelli da vista andrei sul wayfarer. da sole sono troppo piccoli, da vista sono nerd al punto giusto.

la domanda è: ma perchè quando sono in vena di shopping e ci sono i saldi io ho 3 esami a cui pensare e il ciclo a impedirmi di uscire fregandomene di studiare?
finisce che non studio un tubo e per di più non posso manco andare a comprare le cose di cui sopra.
giornate p-e-r-s-e.
postato da frafrettina alle 11:12 | link | commenti (2)

ok

qualcuno (andrej) mi passerà gli appunti di zio derrick. e almeno un problema è risolto.
restano il dolore terribile e la voglia maledettissima di shopping. possibilmente a costo zero.
le natura continua ad essere profondamente ingiusta.
postato da frafrettina alle 09:31 | link | commenti

wrecked

[spoiler: se sei maschio e in cerca di riflessioni ad alto contenuto filosofico non leggere!]
è che io continuo ad avere fiducia nel fatto di essere indestructible, unstoppable eccetera, invece ogni primo giorno di visita de (rievochiamo una pubblicità anni '90 per non essere troppo esplicita che poi "chi penserà ai bambini?") l'uomo con il palloncino tutto rosso io sto male. ma di un male che non si spiega eh.
un tempo non era così, un tempo riuscivo anche ad avere una vita normale indipendentemente da ciò.
adesso è un po' che invece dovrei farmi più furba, dato che costantemente mi ritrovo nella same situation, e capire che è meglio non prendere impegni. di nessun tipo.
per il momento ho perso la prima lezione del beloved Derrick De Kerkove. E sto abbondantemente rosicando. Ho pure fatto lo sforzo di svegliarmi e fare colazione, ma mi sono resa conto ben presto che non era aria di uscire.
Se la situazione non migliora entro le 2 dovrò anche cancellare dall'agendina la puntata alla radio. E però il collegamento con Travaglio non lo voglio perdere! Che piaga sociale.
Ma perchè non si fa un po' per uno con gli ometti?
La natura è profondamente ingiusta.
postato da frafrettina alle 08:55 | link | commenti
domenica, 27 gennaio 2008

c.v.d.

gauguin è rimasto dov'era. anche perchè al telefono si era detto "tu vieni, poi magari andiamo", e marco si è presentato in tuta. quindi abbrutimento classic edition. e poca disciplina nella dieta, che ho ampiamente stravolto, oggi.
ma chissene frega, ho talmente tanto mal di testa che non ho intenzione di stare perfino a dieta.
troppe torture tutte insieme non è il caso.
oggi sarebbe quasi da serata alcolica. ma ho una morale e soprattutto se marco leggesse una frase del genere danzerebbe sul cadavere del dittatore che sono (secondo facebook, fra l'altro, è fidel castro. no words.). quindi sostituirò (ragionevolmente e piacevolmente) l'ebbrezza dell'alcool con quella derivante dal cibo. e senza manco sorbirmi il mal di testa da postumi (tanto già ho un'emicrania tremenda, e a l massimo i postumi me li ritrovo sui fianchi.).
vado trionfalmente a cena. za za.
postato da frafrettina alle 20:23 | link | commenti

pioggia, memoria e malumore

sto qua che non mi va di scrivere. però non ce la faccio a non scaricarmi in qualche modo.
sarà che la domenica di solito la odio, sarà che quando minaccia pioggia e il cielo è premestruale quanto me è ancora peggio. sarà che per di più oggi è il giorno della memoria, e mentre la lettrice del tg annunciava il servizio io mi sentivo esausta. devo aver pensato qualcosa come "no vi prego basta", non mi va più di pensarci. poi ho visto le immagini, ascoltato le parole del sopravvissuto intervistato e ri-visto auschwitz e sachsenhausen nel giorno delle celebrazioni e nei filmati d'epoca. è una sofferenza ogni volta. serpeggiante, tumorale, velenosa. quella stessa lente di grigiume desolante che mi fa vedere tutto com'è in queste giornate. guardo fuori e potrei essere indifferentemente a praga o a berlino, con questo cielo e questo umore, a fare uno di quei viaggi per l'europa in cui il filo conduttore è sempre stato quello: lo sterminio inumano dei nazisti. e io, adesso, adesso che ho visto tutto e so tutto (no, non tutto, ma ci capiamo), io che devo fare? perchè ci sto sempre male? perchè questo condiziona sempre il mio umore, o lo peggiora? e soprattutto, come pensavano che avrei potuto vivere con questa ferita che si riapre sempre senza poi poterla rendere positiva in nessun modo? sono testimone, è vero. ma il testimone può solo stare male. non c'è niente di buono che possa fare, a parte trasmettere testimonianza, il che comunque non annienta il dolore. forse ne crea di nuovo. ma il dolore è necessario in questi casi perchè non si può lasciar cadere tutto nel silenzio. e allora tutti ci facciamo solo male, male, male. e sto scrivendo male, e sto scrivendo nervosa. e quasi mi metto a piangere mentre parlo con lui, che ha la voce di chi si è svegliato in una bella mattina di aprile che tutto brilla. e la vita è tutta bella, e ci sono amici, e ci sono partite, e ci sono cose da fare e persone da vedere, fosse anche per prendere degli appunti, a villa mirafiori o per dire in bocca al lupo a qualcuno che deve dare un esame. (senza contare i problemi, tipo lo stadio con quella là che io a vittorio lo ammazzerei, per averglielo proposto)
certo, porto un pezzo della croce dei poveracci che ne sono usciti. è un onore e una grande responsabilità.
ma oggi non ce la faccio a vedere il mondo come un posto da rendere migliore. mi sento isterica, mi sento improduttiva (in tutto, tutto. scrivere, studiare, qualsiasi cosa. e ieri ho anche abusato con il cibo), mi sento stupida e mi sento come questo cielo orrendo.
non ce la faccio nemmeno a essere utile durante il giorno della memoria.
o più in generale, senza guardare alla singola domenica piovosa del cazzo.
e andare a vedere gauguin non risolverà questo stato mentale più generale, più grande, più pervasivo.
che non so nemmeno cosa sia.
che mi sembra di vivere tutto a metà, la metà fatta di cose che devo fare. l'altra, fatta di persone che ho perso, relazioni non coltivate se non accidentalmente, sentieri non percorsi perchè es muss sein, tante cose che invece di riempire la mia vita, per differenza, la stanno svuotando.
momenti di crisi di merda. ma che mi prende?
che poi domani tutto si normalizzerà. questo sarà una bolla di sapone.
peccato che oggi, ora, anche se forse sta uscendo un po' di sole e la cosa non mi riguarda affatto, io ho la netta sensazione di incontrare la persona che realmente sono e le cose di cui ho davvero bisogno solo in questi momenti di insanità. che no, studiare così è contro di me, non ce la faccio.
le detesto, queste giornate passate a piagnucolare senza motivo, senza poterlo spiegare ad altro essere umano, che hai bisogno di tutti e non hai bisogno di nessuno, che hai sempre gli occhi lucidi e ogni momento sei a tanto così dal crollo rovinoso. ma poi ti riprendi, ti scuoti subito. le lacrime si freddano appena ti rendi conto che sono venute fuori. e allora è peggio. peggio. peggio.
vorrei dormire e svegliarmi in un'altra vita, ora come ora.

mi sono assentata un attimo. l'arena, quel programma disgustoso, faceva un'edizione speciale sulla giornata della memoria. c'erano shlomo venezia, nedo fiano, il professor pezzetti, persone che durante la mia esperienza tra italia e polonia ho conosciuto e sentito parlare. venezia raccontava le cose che ha detto anche a noi, come sempre, con le lacrime agli occhi.
ogni volta che se ne riparla è come se rientrassimo, tutti noi "coinvolti" (a titolo infinitamente diverso, ma sempre coinvolti), in quella dimensione là. che non è raccontabile e che va vissuta. per i telespettatori saranno stati dei racconti più o meno toccanti. per me c'è in più questa proiezione della mia esistenza nella loro. è terribile. pensavo che non ce la faccio, penso che mi viene da piangere. penso che è davvero tutto orrendo, come è orrendo che a parlarne sia giletti e che abbiano fatto una scenografia che riproduceva a grandezza naturale il cancello con la scritta sul lavoro.

ecco, ci sono tante cose che si mischiano, oggi.
i miei malesseri, e quelli derivanti dalla storia prima di me.
emergono tutti in una giornata, poi la ratio li normalizza. oggi piango, mi viene detto che sono sensibile, mi si consola. poi si passa ad altro, ci si distoglie, ci si distrae. la memoria dei fatti, e soprattutto la memoria di me, e delle cose terribili che mi angosciano quando mi ripiombano addosso (a ragione), dura solo 24 ore. poi seppelliamo tutte e due le cose, e torniamo ad essere persone sociali.
tutto è molto ipocrita.
oggi vorrei solo mettermi a dormire dopo un bel pianto. e basta. scusate il vittimismo e le parole scomposte. ma oggi, vi giuro, mi sento esausta.
postato da frafrettina alle 15:01 | link | commenti (1)
giovedì, 24 gennaio 2008

tutti giù per terra

ops, è caduto!

Prodi, 161 volte bye bye.

E ora cosa accadrà?
Peccato per Damiano che umanamente mi aveva fatto una buona impressione.
E poi pensavo che ogni volta che un governo casca sulla fiducia è un po' come una storia d'amore che finisce. Molto patetico e molto travagliato. E comunque è sempre quello il punto, la fiducia.
Certo che una storia con Mastella coinvolto...

Staremo a vedere.
postato da frafrettina alle 20:58 | link | commenti (1)

Law and Economics oppure Law or Economics?

Ecco, tanto per continuare l'assonanza, sono appena tornata da Economix. Come dire...

Comunque, nonostante Salmantino Cavalera trovi che il mio blog sia meno profondo e più gossipparo rispetto al mio standard (e c'ha ragione! è che con tutto questo studiare non ho più tempo per quelle belle crisi mistiche fatte bene, che soffri come un cane ma almeno scrivi in modo migliore), devo chiedervi un consulto universitario.

Meglio Privato al secondo appello (di sicura riuscita) e Micro&Macro al 3° (azzardate sempre e comunque), oppure Micro&Macro sempre 3° appello ma con un mese di tempo solo per loro? Certo, poi Privato slitta anche quello al 3° appello il che significa 8 giorni per studiare, il che significa che la riuscita è meno sicura...

Onorevoli Colleghi, chiedo lumi!

(nota simpatica della giornata: Cesare Damiano, nel provare il microfono in fuori onda, fa "prova prova va tutto bene il governo gode di ottima salute". poi ride. poi ride tutto lo studio.)
postato da frafrettina alle 16:05 | link | commenti
mercoledì, 23 gennaio 2008

se c'è una cosa che non tollero

è la presunzione altrui, di quelli che si sentono pieni di sè nel modo più sbagliato. che si sentono il motore immobile di tutto e non sanno accettare il confronto in nessuna delle sue forme.

sarà perchè fondamentalmente sono anche io così. anche se questa mia caratteristica non si alimenta "contro l'altro" ma a partire dalla (spesso eccessiva, altre volte totalmente assente) fiducia che ho nelle mie capacità. e poi provo filantropicamente a ridimensionarmi, se e solo con persone con le quali penso ne possa valere la pena.

e tanti auguri a paoletta, che a quest'ora starà meritatamente festeggiando i suoi vent'anni in ritardo con la famiglia.

e i proclami di marco su msn, nei suoi nicknames, non mi piacciono. non capisco con chi e perchè abbia litigato.

e oggi, nel post esame, momento nel quale di solito cado in letargo, ho sognato di essere di nuovo interrogata dal vile. fortunatamente mi sono svegliata nel giro di poco.
"it's not you, it's vile Richard" (cit)

e ci sono troppi film al cinema che voglio andare a vedere. senza contare gauguin in lista d'attesa da un millennio e i saldi ancora non sfruttati come si deve.
ci vorrebbe lo spring break.

e ho sentito baluginare in testa molte frasi da racconto, poi perse nel fluire delle cose.
e il numero di dietorelle ingerite oggi (va bene che hanno 3 kcal l'una ma insomma) è tendente a più infinito.
postato da frafrettina alle 21:24 | link | commenti (2)

ehm ehm

in navetta, mentre osservavo baldini che baldanzoso si aggirava con una bottiglietta d'acqua in mano, pensavo a una morte truculenta per l'uomo che ha osato macchiare il mio libretto del secondo 28 della mia carriera. eh già, è andata peggio di quel che speravo. cioè, mica lo butti via un 28 eh! ma da uno che non sa usare i verbi nel loro significato proprio, e pensa che "entrambe" vada bene sia al femminile che al maschile, ecco, magari non lo mando giù tanto volentieri.
Inoltre non si spiega il metodo becero delle "interrogazioni di gruppo". Tipo al liceo, ma peggio.
E non c'era manco il caro Sedda, che certamente avrebbe difeso la mia causa. Eh no, è arrivato dopo!
e nella mia testa (rigorosamente in ordine! stamattina lavaggio&piastra to be spic and span) risuonava per assonanza con "moggi magari muori oggi" "P***eri magari morivi ieri" (ometto il nome per privacy).
fortuna che ci sono baldins e petrux a strapparmi un sorriso, quando li incontro e mi salutano.
scena in aula chiesa, fra l'altro:
Petrux: "non c'è nessun altro per l'esame?" (guardando me)
Io: "no no nessun altro"
Lui: *sguardo che non saprei dire ma della serie sei una busta/che peccato*
Io: "E non mi guardi così!"
Ormai come me ne esco io non se ne esce nessuno.
Comunque...
E quel che è peggio è che per Marco è un giorno come tutti, quindi niente shopping selvaggio / cene fuori / mostre. arg. mi ero dimenticata che il resto del mondo continua a studiare pure se io mi prendo la giornata libera.
Uffa!

Edit: ho appena coniato anche l'espressione "Improperi per P***eri" (ometto il nome per privacy).
Bruciassero all'inferno, lui e gli orridi pantaloni bianchi. Cosparsi di sgrassatore ChanteClair dal mitico Giancs, portatore di un meraviglioso 30 tondo tondo. Non ci sono più i professori di un tempo (cioè dell'anno scorso!).
Forse ha ragione il Nannini: sono i pubblicitari, ad essere una razza infame.

postato da frafrettina alle 15:15 | link | commenti

o mythos deloi oti

io faccio gli esami in ordine di bruttezza.

e non ho proprio voglia di stressarmi, ora come ora. danielito, speriamo bene.
e da domani: Goodbye materie interessanti (Hello Codice Civile).
e poi anche Hello Micro&Macro.

mia madre saggiamente fa "in cauda venenum".
eh già. 
postato da frafrettina alle 08:33 | link | commenti

riemergo dalla chiusa

tra le chiuse meno produttive della storia. ancora devo ripassare i due libercoli e so di nulla sapere.
ma dato che danielito si è addirittura manifestato in tagboard chiedendo dei suoi pantaloni bianchi io spero che ripassi e lo imploro di essere clemente.
no, non nel senso di glam come clem. nel senso, dacci un voto decoroso senza troppi torcinelli. je t'enprie!
ah...vado a ri-buttarmi sui libercoli (o meglio sui riassunti di un collega, dei libercoli).
che poi, sempre per la serie io e gaia ci capiamo, per quanto i miei capelli siano in condizioni umane io non mi sento tranquilla, senza averli lavati ce soir. non ho avuto tempo!
me tapina.
se ora mi finisco i libercoli, ci penso domattina.
credo che alle 5.30 sarò in piedi. ehm.
postato da frafrettina alle 01:17 | link | commenti (1)
martedì, 22 gennaio 2008

Parliamone

Anzitutto sono le 8.24 e sono in piedi per studiare. Rush Finale Mode On, come dire.
Poi è ricominciato il Grande Fratello, l'unica trasmissione spazzatura che quando c'è cattura la mia attenzione, specie dopo la scoperta del fuoco (cioè delle potenzialità miracolose di sky vivo).
già parte il totoscommesse per i personaggi più massacrati dalla gialappa's (la cosa più bella da quando c'è il Grande Fratello è, ovviamente, Mai Dire Grande Fratello): vedo bene il milanese, il brasiliano e la capellona vamp (e se quella è in età da diploma...). ah, pure i due romanacci. la transessuale invece mi sembra di cattivo gusto, per una parodia (transessuale che puntualmente, io, non avevo riconosciuto in quanto tale. non fosse stato per marco accanto a me e per l'esplicitazione del quid in diretta probabilmente manco l'avrei capito in tutta la serata ehm).
La famigliola ce la potevamo risparmiare (beh, in realtà ci potevamo risparmiare un po' tutti ma...), inoltre è stato carino vedere assaltata dai dimostranti la struttura in plexiglass posta a ponte milvio dove hanno rinchiuso alcuni aspiranti concorrenti (manco concorrenti) per 5 giorni di boh, forse training o cattiveria gratuita. tutto preparato? mi sembravano dimostranti piuttosto incazzati, forse no.
Detto questo è opportuno che io mi metta a ripassare tutto lo scibile sociologico. Incluso, fra l'altro, un meraviglioso capitolo sui reality show (in particolare GF).
postato da frafrettina alle 08:35 | link | commenti
lunedì, 21 gennaio 2008

Allora.

[1]
Silenzio Assenzio:
La cosa più bella di un bacio
E' succhiare le labbra dell'Altro.

[2]
E poi:
"Gli abitanti della società globale appartengono ugualmente al qui e all'altrove. Non hanno più un'identità stabile, radicata in una purezza o in un'autenticità illusorie, ma flessibile, dinamica, modulabile a piacere sino a diventare incerta, fluttuante o problematica. Noi scompaginiamo, ricomponiamo, rimodelliamo incessantemente la nostra identità al fine di diventare come ci sembra di voler essere."

"Incondizionatamente soggetta alla concorrenza, la nuova cultura è condannata a mutare senza sosta, proprio come le mode, siano esse ideologiche o attinenti all'abbigliamento. Essa segue la tendenza dominante, "l'aria del tempo", salvo, a sua volta, rinnovarla di continuo; trae alimento e sostanza, in altre parole, da quell'insieme di simboli, rappresentazioni, luoghi comuni che da Tokyo a New York, da Parigi a Johannesburg, è il segno di una comune appartenenza alla stessa epoca, ovvero al presente."

"[...] la tesi formulata da René Girard nel 1961 in Menzogna romantica e verità romanzesca: le nostre scelte sono meno libere di quanto crediamo, <<si tratti di scegliere una cravatta o una moglie>>. In realtà noi scegliamo solo oggetti già desiderati da un altro poichè vogliamo, pur senza ammettere questa debolezza,  assomigliargli. Siamo circondati da opinion makers, ai quali ci affidiamo senza riserve [...] e da modelli ai quali vogliamo conformarci, spinti da quei sentimenti moderni che sono, secondo Stendhal, il frutto dell'universale vanità umana, ovvero <<l'invidia, la gelosia e l'odio impotente>>."

"Il blog è allora la forma più matura di frammentazione sociale operata attraverso le nuove tecnologie, il trionfo della dimensione individualistica e dell'esaltazione carismatica della potenza espressiva del singolo, della sua possibilità di controllo - per quanto parziale, per quanto effimera, per quanto leggera - su un gruppo più o meno esteso di persone che si configura come una comunità i cui tratti identitari condivisi si sovrappongono in pieno a quelli del blogger e della sua mappatura referenziale e relazionale"
(questa sul blog è da continuare, ma ora devo mettermi a studiare, se ne parla dopo).

ah, finalmente mi sento di nuovo a casa.
postato da frafrettina alle 11:16 | link | commenti
domenica, 20 gennaio 2008

in pausa

no non sono venuta per le quotations dai libri che sto studiando.
anche perchè sono fusa e danielito mi sta levando ogni fantasia.
in più non ho ancora informato il mondo degli interna(u)ti che ieri ho avuto la brillante pensata di mettermi a dieta. così, tanto per avere più cattiveria da sfogare focalizzandomi sull'obiettivo "dare l'esame e darlo bene". sarà che la scoperta del mondo delle pro ana mi ha seriamente turbata, e ho cercato di metabolizzarla in chiave positiva e propositiva per me stessa. sarà che ho pensato che impegnarmi in qualcosa di benefico al di là della sessione d'esami farà passare la sessione d'esami in secondo piano nella lista delle cose che mi stressano. sarà che non avevo niente di meglio da fare!
in ogni caso ieri sera le tentazioni sono state molteplici ma ho stoicamente resistito.
prima ho fatto compagnia a marco che cenava a pane e mortazza prima di volare alla mostra. è stato un momento critico, anche perchè continuava ad offrirmi cibarie di varia (grassissima) natura, ma sono sopravvissuta.
poi, alla casina dei pini, per non tradirmi a dieci ore dalla mia saggia decisione (ma anche perchè abbiamo aspettato fuori al freddo, al gelo e all'umido e i miei capelli hanno sentitamente ringraziato) ho scelto un ipocalorico-ma-non-troppo (poichè non mi hanno portato il dolcificante ma due bustine di zucchero) the alla vaniglia. 
i mini krapfen che mi hanno portato insieme a teiera, cup & bustina sono stati spazzolati dopo lunga malattia da gente che mi continuava a dire, facendomi del male, che "Non si inizia una dieta di sabato", "Eh vabbè che sarà mai se te ne mangi uno" e "Fra non ne hai bisogno" (sì, verità).
Insomma, grande coerenza proprio quando (nonostante la prima giornata di martirio) avrei avuto ancora la possibilità di chiamarmene fuori con disinvoltura. tipo "ho detto che ero a dieta? ma vaaa scherzaaavo" (chomp chomp munch munch con la bocca piena di carboidrati e grassi a profusione).
il punto è che sono molto felice/sorpresa per la mia (temo inaffidabile nel lungo periodo, ma anche solo nel breve a dirla tutta) buona volontà...se non fosse che adesso che mangerei anche un tavolino (pur non sapendo quante calorie abbia) mia sorella sta facendo matematica con mio papà in cucina, e prevedo che faranno tardi.
E i Lindor continuano a chiamarmi, ma non li ascolterò.
Almeno per ora, suvvia.
postato da frafrettina alle 20:37 | link | commenti

che poi

è una vera ingiustizia che le mostre costino così tanto, e non sia permesso sostare a lungo nei musei. io per me ci passerei i pomeriggi, tornandoci ogni giorno finchè non chiudono. altro che scrivania, sarebbe meraviglioso mettersi a studiare davanti a un lichtenstein o un rothko. o a scrivere, magari...
marco mi ha ricordato un'altra scenetta di ieri. un tipo si pianta di fronte a un quadro piuttosto grande. marco indispettito mi prende e mi fa indietreggiare, esclamando ad alta voce: "è un quadro grande! è da cretini mettersi a venti centimetri e non vedere un tubo!". il tipo, ferito nell'animo, si allontana mestamente dissimulando indifferenza. ridendo, ho detto a marco che forse avrebbe potuto evitare queste prese per i fondelli gratuite (anche perchè per far avvertire a quel tipo la sua pochezza ha sostanzialmente dato della cretina anche a moi ehm ehm). ma comunque...
oggi l'ho sentito un po' meglio, grazie. sarà che sta riprendendo a giocare a basket/calcetto e varie. sarà che ieri siamo stati bene. sarà che qualcuno che passa di qua interpreta le mie parole e le mette in pratica. comunque mi sembra di aver percepito un lieve miglioramento d'umore. speriamo non si tratti di me che mi flasho le cose. (sì, ho scritto flasho. ha ha).
e mi è venuto in mente un ignobile paio di versi. ma non mi sento molto a mio agio a postarli.
mi sono chiesta perchè.
e visto che questo disagio mi spaventa, probabilmente più tardi li posterò lo stesso.
(memorandum: devo postare anche degli estratti dai libri che sto studiando. certe robe che in mezzo alla fuffa più grigia rischiarano una pagina inaspettatamente. devo ripescarli, e poi copiarli. vi piaceranno.)
adieu.
postato da frafrettina alle 16:59 | link | commenti

Pop Art

Alle Scuderie del Quirinale, yesterday.
I had so much fun!
Una scena da descrivere. Davanti al mega badge di vinile di Richard Hamilton con scritto "Slip it to me", una mamma con tono di chi rivela un grande segreto scabrosetto dice alla bimba: "Lo sai che vuol dire? Vuol dire Dormi con me!". Beh sarà anche cattiveria la mia ma una risatina me la sono fatta, ecco.
Devo comprare il catalogo, c'erano delle cose troppo belle.
Ma - nota negativa - non ho trovato nessuna borsa di Andy Warhol. Mi toccherà andare comunque da Jam. Uff. In compenso sto maturando una passione insana per questi cosi tristi: F16B04C'era un meraviglioso aggeggio ieri alle Scuderie, una stellina di gomma con la faccina disegnata. La cosa fondamentale era il pacchetto, che recitava grosso modo:
"La scoraggiante stella di Blue and Joy - tirala al muro e mentre cade esprimi un desiderio!"
"Desiderio incluso."
"Cade davvero!" (questi due dentro degli occhielli evidenziati, come sulle scatole dei giocattoli)
"* il desiderio potrebbe non avverarsi." (scritto piccolo piccolo alla fine del cartoncino)

Detto questo,
Today's Quotations:
1) Everything is beautiful. Pop is everything.
2) Pop is loving things.
postato da frafrettina alle 11:52 | link | commenti (2)
venerdì, 18 gennaio 2008

ooooh, menomale!

almeno una buona notizia c'è!
Giovannino torna a Roma per iniziare il nuovo tour!
23 febbraio, ci sarò. Per forza. Nonostante Micro&Macro due giorni dopo, ehm ehm.

(non lo diremo a nessuno, che ho in mente di andare a vedere anche i Backstreet Boys. essì.)
((d'altra parte scusate, ma i traumi infantili si superano rivivendoli!))
postato da frafrettina alle 21:34 | link | commenti (3)

ho dimenticato di dire

che il precetto bridget-jonesiano me l'ha ispirato proprio Gaia, riportando alla mia memoria le sagge parole della mitica.
che la caramella in poliuretano espanso+additivi che ho ingerito non solo era al gusto di fragola, ma al gusto di panna e fragola, che tendenzialmente io non tollero, manco quando si tratta di Big Babol (l'ho mangiata solo per la sua consistenza simil marshmallow. li ho finiti tutti e sto malissimo).

pour Gaia:
no, la chattina è incompatibile con WLS, a meno che non sia incompatibile solo con il mio.
ho provato a schiaffarla in un modulo HTML personalizzato ma nisba. fra l'altro il template di questo blog è una sorta di fossile immutabile, che non cambia mai aspetto: più è bianco e scarno più sono felice. la chattina è un elemento eversivo che avrei preferito inserire sul mio pink&messy-wls, perciò se trovi un modo non è escluso che la piazzi lì, per riportare questo template alla sua austera sobrietà iniziale.
in ogni caso non parliamo di lindt. qualche assassino ha pensato bene di comprare una scatola di Lindor rossi. ieri, appena aperti, erano una quarantina. oggi non ho avuto il fegato di ricontarli.
postato da frafrettina alle 21:12 | link | commenti (1)

quando si studia

(perchè io studio, urca se studio) non si dovrebbe essere stressati e condurre una vita sregolata.
si dovrebbe adottare il bridget-jonesiano precetto "Non comportarsi in modo sciatto in casa: fingere sempre che qualcuno ti stia osservando.", si dovrebbe dunque vestire con pochi strati di pile, possibilmente cambiandoli di tanto in tanto. evitare con tutte le forze l'imbarbarimento.
certo che poi, se ci si mette anche il ragazzo-al-bivio, insieme alla consapevolezza che 3 libri in 3 giorni è più un miracolo che una realtà, e alla cestina con i dolciumi befaneschi sempre troppo prossima, il devasto è assicurato.
ho mangiato una caramella gommosa e zuccherosa agli sciroppi sintetici di fragola. non l'avessi mai fatto, mi sento come l'omino dello spot del maalox. dannazione.
postato da frafrettina alle 20:35 | link | commenti (3)

come non detto

F: "ma dopo tre anni non ti fidi?"
M: "sono stati tre anni turbolenti"
e
"sono in un brutto momento, devo decidere che fare con le persone"
alludendo a decisioni circa i rapporti da tagliare.
errata corrige insomma, temo che odi soprattutto me.
postato da frafrettina alle 20:18 | link | commenti

a conti fatti

credo che non odi me.
forse mi teme, e si sente minacciato da come sono. credo sia inevitabile, in definitiva. per quanto ci si possa amare non si avrà mai il completo dominio sull'altro, non si sarà mai troppo sicuri di nulla. e alla fine è bello così, perchè ogni minuto in più è una conferma. e poi sono decisamente intenzionata a non farlo preoccupare, perchè è la cosa più importante che ho, anche se non sempre se ne rende conto.
a forza di temere me teme anche tutto quello che mi distoglie, logicamente.
peccato che questo "distogliermi" sia la normale vita, che non si può sacrificare per nessun motivo. bisogna imparare a conviverci, come detto sopra, che il possesso di un'altra persona non esiste, esiste solo il tenersi compagnia, con tutte le intenzioni e tutto l'amore che si può.
tra i tanti timori e le tante lune storte qualcosa non dipende da me.
è come se stesse riperimetrando tutti i suoi legami, soprattutto le amicizie.
come se stesse valutando chi gli dà cosa, e come se stesse capendo che nessuno, in definitiva, gli dà quel coinvolgimento che cerca dall'altro. nessuno è sufficientemente involved. being involved into someone else's life. questo è amicizia. e quando ti rendi conto che forse sono tutte una splendida utopia un po' ti fa male, certo. forse un po' cercherai di rendere più vero quel che hai, forse un po' cercherai altrove, forse un po' valorizzerai quello che in definitiva ti dà tutto (anche se spesso fa male. nella fattispecie, si tratta di me). sicuramente sarai più forte. anche se probabilmente sarai più solo.
cose già vissute. già vissute.
io ho reagito a modo mio. vado sempre cercando la verità nei legami. anche se non tutti sono disposti a prestarsi al mio gioco. ma quando funziona, quelle rare volte che funziona, ho ottenuto qualcosa di sincero. le uniche cose utili. le uniche cose che valgono sono quelle dove ci si mette reciprocamente in piazza, si mette in piazza tutto il proprio mondo 3. e c'è comunanza di intenti nel volerlo fare.
sto pensando molto al mio concetto di amicizia in questi giorni.
a quanto pare ci sta pensando molto anche lui.
...mi piacerebbe poter fare qualcosa in più, per aiutarlo...ma sono percorsi che si fanno da soli.
non mi stancherò di ripetergli che gli sto vicina. (sperando di non irritarlo, che so essere pesante!)
torno a studiare. e mi vado a prendere un cioccolatino. alla faccia delle bolle. 
postato da frafrettina alle 18:17 | link | commenti

a volte mi sembra proprio

che lui mi odi.
postato da frafrettina alle 16:14 | link | commenti

che poi alla fine

sono comunque andata a letto tardi, che mia sorella è tornata da una festa e abbiamo fatto le 3 a prendere per il culo le invitate nelle loro mise da combattimento alla rsvp.
quindi mi sono alzata a un'ora invereconda, però sto studiando, tutto sommato.
la cosa strana è marco. è sempre su messenger, quando torna a casa ci entra prima ancora di chiamarmi. lui non è mai stato un grande fan di messenger. inoltre con me è un po' stranuccio, in questi giorni. è molto nervoso, e vede ombre ovunque. periodo da discorsetti minatori tipo "tu mi dai per scontato, ma se ti comporti male blablabla". che non è che facciano proprio proprio bene.
che abbia altro per la testa? e/o che mi voglia controllare?
uff, adesso lo so che riciccia l'anonimo pdm (pezzo di m.) che mi dà consigli sulla mia vita di coppia alternando insulti a congiunzioni e segni di punteggiatura. ma alla fine tanto piacere, voglio dire. devo pur scrivere quello che mi pare.
e peccato che la presentazione del book di danielito fosse ieri! ho sbagliato data! peccato perchè ero proprio in vena di andare da jam a predare i capi della mia wishlist rimasta clamorosamente in sospeso. cose che fanno male al cuore.
e comunque ho rieditato in forma creativa l'acronimo TCP/IP come Trauma Cranico Per Interposta Persona. Ecco cosa succede a studiare la democrazia elettronica invece di uscire per saldi.
postato da frafrettina alle 16:02 | link | commenti

e forse forse

stasera me ne vado a letto un po' prima.
e paola è sempre molto saggia. e il silenzio è l'arma migliore, e accendere il computer solo di sfuggita a volte fa bene.
Danielito, per quanto sgrammaticato, a volte dice cose giuste. E comunque le schede firmate da Ramon Dos Santos Sembianza valgono da sole tutto lo sforzo di studiare. Con quel nome hai già vinto a tavolino.
A proposito di esami, in bocca al lupo alla cara Fede alle prese con il suo primo. Speriamo che spacchi tutto, poichè una che si fomenta con me su Fahrenheit se lo merita (e poi può eventualmente ardere il libro, che non è male come idea).
Ho cenato con marco, che ha un esame anche lui e spero vada bene come sempre. Ma era tranquillo, lui. Mica diventa isterico come me, che ogni volta è come la prima e mi sembra di non sapere mai da dove cominciare. ahem.
Ho cucinato (poichè il caro ha detto che non aveva voglia di mangiare una cena vera e propria) pizzette a forma di cuore, calzoncelli e tartine (sì, quelle che pietro chiama "da orgasmo") con salmone/patè di olive e infine ho sperimentato la caramellawurstel, che presto brevetterò. [con gli avanzi di pasta sfoglia e di mozzarella ho incartato due wurstel e li ho cotti. non male.] puntualmente, dopo averlo pregato di non mettere piede in cucina per non rovinare l'effetto sorpresa, me lo sono ritrovato alle spalle mentre impiattavo le romantiche pizzette. che a quel punto sono sembrate solo sciocche, ma carine comunque.
ho visionato una puntata di greek, che potrebbe anche piacermi in definitiva. anche se c'è troppa gnocca vulgaris spiattellata così - e sai com'è, parla di confraternite e college!
il mio puntuale ed immancabile commento per ogni sciacquetta poco vestita è sempre benevolo. quando va bene, mi limito a dire convinta "ma che non lo vedi che è un uomo?". fortuna che marco ci ride, e ridendo mi dà della rosicona. ma io affermo la mia superiorità (quantomeno intellettuale) e tutto continua nel migliore dei modi. 
ci sarebbero altre annotazioni irrilevanti da fare, ma al momento non ho fantasia a sufficienza per farle. e poi vorrei davvero tentare la strada "se vai a letto prima non sei rincoglionita e studi meglio", anche perchè a 5 giorni dall'esame (con ahem 3 libri da leggere) forse è l'unica. l'ultima.
su su, animo. e che ramon dos santos sembianza sia con noi.
notte.
postato da frafrettina alle 01:21 | link | commenti (2)
giovedì, 17 gennaio 2008

cose che ti fanno pensare

Ecco, mentre studio questo libro mi rendo conto di alcune cose:
a - Danielito scrive da cani: utilizza "entrambe" anche per il maschile ed ha risemantizzato il verbo "paventare" rendendolo sinonimo di "prospettare", "offrire", "essere futuribile".
b - Le schede sono più interessanti del testo, specie quelle scritte dall'insospettabile assistente con aria molto poco sveglia che veniva sempre a fare lezione in felpa e sembrava il figlio di Gambadilegno.
c - quello che ho scritto ieri in definitiva è invadente, e forse mi sarei potuta astenere dal farlo (ma questo col libro non ha nulla a che vedere)
d - nelle famose schede ho trovato un'ulteriore minaccia al mio training motivazionale pro luiss.
il punto è questo.
Per il Global Creativity Index ci collochiamo al 38° posto, dopo la Croazia.
Richard Florida, teorico delle 3 T (Tecnologia, Talento, Tolleranza, la compresenza delle quali in un luogo attrae la classe creativa e la rende libera di esprimersi), rilascia questa dichiarazione in merito alla situazione italiana: 
Domanda: "quale consiglio si sente di dare ad un giovane che vorrebbe entrare a far parte della creative class?"
Risposta: "Certamente di seguire le proprie passioni. Io ho aspettato fino a 40 anni per fare il lavoro che desideravo ma onestamente non c'è motivo di aspettare così a lungo. Scoprite quali sono le vostre passioni, cercatele in ciò che fate, nel vostro lavoro, perseguite i vostri obiettivi senza pensare a ciò che dovreste fare o a quello che le persone che vi stanno vicine si aspettano che voi facciate."

Se dovessi veramente recepire questo insegnamento, immagino che sarei libera di chiudere questo libro, prendere tutti quelli che ho accumulato per leggerli con calma (in vecchiaia, probabilmente) e iniziare a divorarli. poi magari mi iscriverei a filosofia e a lettere (sì, tutt'e due anche se non si può fare) e occasionalmente girerei il mondo munita solo di penna e taccuino.
ah, allora sì che farei parte della creative class. con la bandiera in mano!

Libri ipocriti...
postato da frafrettina alle 17:04 | link | commenti

quando parlo con te

la bilancia della quantità dell'informazione pende penosamente dal lato mio.
tu dici una frase, una frase che ne implica altre mille, una frase che mi porta a cercare di capire perchè la dici, perchè è un concentrato di cose ulteriori, dolorose o negative almeno per metà. e non dici altro, se non corollari di quella e piccole precisazioni astutamente disseminate.
poi ci sono io. che parlo. stra parlo. confronto con me e sento che se fossi io a dire una frase del genere sarebbe solo se stessi male. specialmente se nel dirla cercassi di minimizzarne la virulenza, con scuse e formule che diano la formale alternativa all'altro di soprassedere. e a me (te) quella di non essere obbligato a dire una sillaba in più.
con questo stratagemma poni chi ti parla in questa delicata situazione:
ogni spiegazione aggiuntiva è non richiesta, paradossalmente esagerata e inopportuna.
ogni domanda o perplessità diventa insinuante.
così non so se sentirmi in diritto di chiedere o dare opinioni.
istituisci un dialogo fra sordi, se non fosse che io sono una specie di megafono che esaspera ogni mugolio che emetti, quando mi sa di un cattivo sapore.
e lo faccio con tutti. tutti quelli che secondo me lo meritano. sono naturalmente portata a tenerci, se chi sussurra è una persona a cui sento di voler essere vicina. anche se, come con te a volte, mi sembra che sia un in più non richiesto.
ma lo so che non lo fai con cattiveria.

e pure se ogni tanto è imbarazzante, non sapere se ti basterebbe solamente lanciare domande a un interlocutore, piuttosto che ricevere un diluvio di possibili risposte abbozzate, credo proprio che continuerò a farlo.
in fondo, se non mi fermi forse ti va bene così.
l'importante per te è mettere le mani avanti, dicesti tempo fa. a me non interessa, non ci perdo niente a non farlo. e se ti darà fastidio come sono penso non esiterai a farmelo presente (magari indirettamente, si intende).

tutto questo per ribadire che le tue scuse non le accetto. perchè se non ti sporchi le mani con la pretesa di essere ascoltato non legittimi la mia tensione a parlare (e a farmi ascoltare quando ne ho bisogno io). e se con qualcuno non ci parli, se non gli richiedi di parlare, non c'è nessun tipo di rapporto. almeno, è così che va con me.
perciò non ti scusare più. o mi costringerai a fare altrettanto la prossima volta.
fammi sentire che non è innaturale, per te, avere uno scambio con qualcun altro. sia in generale che con me nella fattispecie. perchè anche se non è logico e forse indesiderabile poichè it gets you involved, io funziono così: senza interscambio faccio solo convenevoli. convenevoli che posso fare con chiunque e che sono solo un'occasione di conoscenza sprecata.
anzi, forse, con arroganza, posso dire che serve più a te che a me, questa "prova". se davvero non è del tutto vero che ti basta quel che hai. on the bottomline.

ok. detto questo - sicura di averti disturbato, perchè rileggersi fa sempre un effetto strano e tu guardi l'outlook e io ho detto cose molto irritanti e presuntuose tho I hope you won't misread - credo che andrò a dormire.
danielito domani mi vedrà intensamente distratta.
e no, non va bene. non va bene affatto!

postato da frafrettina alle 02:28 | link | commenti
mercoledì, 16 gennaio 2008

ciattina

me ne sono dotata.
za zà.
postato da frafrettina alle 21:58 | link | commenti (1)

gli esami, il cibo e tutto il resto

i miei capelli erano arrivati al punto di non ritorno, e temo che la riabilitazione estetica sarà un cammino irto e tortuoso lungo il quale manco Pantene mi indicherà scorciatoie. dannata sessione d'esami.
fra l'altro, sarà per via dello stress (o della cioccolatachesostituisceilcaffèchemifaschifo) ma ho una colonia di bolle estremamente vistose on my face. che poi, non mi vengono mai. ma se mi vengono oh se vengono bene! è come disegnare con un uniposca dei pois su un fabriano A4 immacolato: lo vedreste?
ecco, io e il fabriano abbiamo la stessa carnagione. magari io sono meno amidata e più giallognola ma che importa.
inoltre oggi, per fare quelle 100 pagine da implementare post cena, ho dovuto ricorrere a ben altre fonti d'energia rispetto al caffè: ho mangiato a ciclo continuo. della serie volemose bene.
il 23 danielito non mi riconoscerà e mi prenderà per una strega.
e non oso pensare cosa accadrà a febbraio, tra diritti ed economie.
dannata sessione. dannatissima dannatissima sessione.
postato da frafrettina alle 20:38 | link | commenti

il libro dei sogni # 3

ieri notte ho fatto un sogno strano.

ritorno a studiare, che è meglio.
postato da frafrettina alle 18:21 | link | commenti

resoconto

dato che mi è stato espressamente chiesto, eseguo. sommariamente, ma eseguo.
stamattina ho preso i mezzi per andare all'università. già di base questo non era positivo, perchè ero talmente rimbambita dal sonno (erano le 11 e mezza NdR) che il confronto con il trasporto pubblico era un gesto decisamente azzardato, quasi suicida. dovevo capire che c'era qualcosa di strano nell'aria quando mi sono imbattuta in una vecchietta che alla fermata del 38 vendeva mozzarelle.
conquistata la fermata del tram, incrocio lo sguardo di un tipo decisamente inquietante.
un tizio di mezz'età, con un paltò blu lungo di lana secca, una coppola bordeaux, una manica infilata e l'altra no, guanti stile padre pio. niente di sconvolgente, ma se aveste visto la sua faccia vi sareste spaventati: un ghigno indecifrabile, occhi obliqui, come di uno che sa esattamente cosa stia succedendo e che fine farai di lì a poco. o era un genio o era uno squilibrato. e aveva il codino, strano no?
saliamo in tram, faccio finta di nulla con le mie cuffiette. sento il suo sguardo addosso e penso - sarà il solito maiale che squadra le ragazze sui mezzi, è probabile che il guanto me lo ritrovi a ridosso del sedere entro breve - fortuna che c'era gente. a un bel punto sento il telefonino vibrare, prontamente lo prendo e vedo lui osservare la scena con quell'espressione sardonica, poi lo vedo fare un gesto con l'indice e il pollice, come di una pistola ma non per dire questo, come stesse tenendo il tempo con gli avvenimenti. non so spiegarlo, dovrei mimarvelo. ma penso che grosso modo ci saremo intesi. ecco quel gesto ha reso il tutto ancora più strano. e quando ho dovuto rispondere al cellulare mi sono sentita ascoltata, mi ha dato fastidio usare la voce, fargliela sentire. non so se vi sia mai capitato.
il tram ferma, il tipo viene spinto a distanza (poca) dal flusso di gente che entra. io rimango imperterrita presso le porte. il tipo continua a guardarmi, ma adesso è dietro di me, e devo girare la testa facendo finta di dare un'occhiata in giro per vedere dove sia finito. mentre ritorno a un campo visivo più ristretto, più tranquilla perchè la distanza e l'ingombro umano tra me e l'uomo inquietante lo rendono controllabile, mi accorgo improvvisamente che il tipo accanto a me ha una faccia assurdamente teriomorfa. sembra un coniglio, ma di quelli goffamente antropici, brutti, da film surreale. non so dove ho già visto un'immagine simile, quando lo capirò lo preciserò. sono stranita, scuoto la testa, mi sembra di vivere una situazione assurda e probabilmente ne ho inventato i tre quarti. davvero singolare. daydreaming non romantico, anche se non è così sicuro che fosse poi tanto dreaming, forse strane consonanze, flash. bah.
no vi assicuro che non pippo.
in ogni modo, giunta in luiss saluto paola che nel frattempo mi ha preso il numeretto (sì, tipo dal salumiere), ciancio con gaia, saluto giulio che era con lei e consegno il diploma, e mi becco i rimbrotti della segretaria ("aaaah, secondo anno eeeeh..." leggasi: je l'hai fatta a portà sto pezzaccio di carta).
con paola, dopo aver svolto il compitino burocratico della giornata, pensiamo bene di percorrere in lungo e in largo l'ateneo, così tanto per fare/per aspettare che le navette tornino in servizio dopo la pausa pranzo. (scusa ufficiale).
ci piantiamo in aula informatica, le faccio vedere fotografie del mio space commentandole, parliamo di cose varie. usciamo, incontriamo persone, salutiamo, chiacchieriamo, ci informiamo sugli esami. nel frattempo aguzziamo la vista, per il motivo ufficioso sotteso alla scusa ufficiale.
decidiamo di dirigerci all'autogrill bar luiss (dato che ormai abbiamo anche una arion luiss, e io aspetto ardentemente l'inaugurazione di H&M luiss e Bershka luiss, che mi renderebbero una persona migliore), ma le rustichelle sono finite. anzi, non ci sono mai state probabilmente. nessuna ricompensa per lo step extra che ci siamo fatte, dunque. e missione non compiuta. ahinoi.
incontriamo anche giulia, la quale imperterrita mi fa domande statistiche su indici e logaritmi quando io arrivo stentando alla tabellina del 6. la sua incrollabile fede nel mio superiore talento per la materia mi lusinga, pure se come oracolo sono una mezza schiappa e il delta pi di Gini per me rimane un'incognita, con tutti i suoi Log e contro Log. le sarebbe stato di maggiore aiuto un macaco con un pallottoliere, ma ci salutiamo allegramente, credo che mi vorrà bene lo stesso quindi.
saluto paola, stanca e stremata come se avesse fatto la maratona di new york. (devo dire che l'alternanza quiete/moto, interno/esterno, caldo/freddo ha provato anche me, vestita solo del mio splendido golfino nero di H&M predato ai saldi con un agile lupetto bianco sotto e una giacca relativamente imbottita sopra. risultato, alle 9 mi sentivo bollire ma avevo solo 36.9). mi siedo in navetta, sperando in un tardivo avvistamento fortunato: purtroppo mi becco solo il poco avvenente antiseri, con le sue mani abbarbicate sulla sigaretta sottile, che tira come un turco. che caro vecchietto che è!
il conducente della navetta è il più giovane mai visto, infatti è l'unico che non ha la radio a palla su dimensionesuono2softcentocinqueetre che al confronto una pistolettata è più gradevole. ascolta 101.9, disimpegnata, commerciale, accettabile fino allo stacco pubblicitario (non avevo nessuna voglia di srotolare le auricolari del lettore mp3). un tipo sale in navetta, si siede e inizia a far oscillare la gamba ritmicamente. con essa oscilla tutta la navetta. evidentemente il ragazzo ha fretta, come dire.
spazientito, si gira verso di me con aria sconvolta:
"scusami, sai se questa parte alle 14,15? è la seconda navetta, no?"
io, travolta da tanta precisione e dalla implicata pretesa di altrettanta precisione rispondo balbettante
"ecco, a dire il vero non te lo so dire...so solo che va a viale pola"
lui, sorpreso, della serie "ma che è sta gabbia di matti?" fa
"ah beeene...ok grazie, scusami"
io "forse ti conviene chiedere all'autista. sai, è che a me interessa solo arrivare a viale pola, non mi sono posta il problema dell'orario perchè per me non cambia nulla, devo solo tornare a casa".
più convinto, ma spiazzato/deluso accenna un "ah ok grazie" e torna tra le sue cose.
cioè, già di per sè è strano che io non mi sia posta il problema del Tempo.
quando non te lo poni, poi, in un impeto di trasgressività verso la vita impostata e in uno slancio di riappropriazione di quei minuti sempre spesi all'insegna dell'efficienza - insomma, quella volta che ti dici "me la prendo più comoda, mi ascolto due canzoni" - ecco che qualcuno che sta vivendo nella griglia del Tempo-da-timetable ti richiama all'ordine sconvolto dalla tua negligenza.
che strano. una mattinata piena di sciocchezze assurde, ma "segno" di qualcos'altro.
ho eseguito. sommariamente e male ma ho eseguito.
vado a letto che domattina danielito mi attende.
ultima cosa, per inciso. sono proprio contenta che marco abbia "commentato in mia difesa". non aveva mai scritto, su questo blog. è stato bello leggere la sua spiegazione di "come ci si comporta con gli altri - che contano niente - quando ami qualcuno". mi ha fatto piacere davvero. mi sono sentita ragionevolmente amata e volevo abbracciarlo. stasera poi l'ho fatto, e quanto scritto qui, insieme a un'attenta disamina dei tipi umani che collaborano con magic danielito (dai nomi assurdi e dai modi di presentarsi così diversi - no, non la ripeto, chiedetemi in pvt se vi interessa che il letto chiama), è il frutto di un pre-post (oh! un bisticcio! very nice!) verbale, discusso con lui. abbiamo riso parecchio. avrete riso anche voi?
buona notte.

postato da frafrettina alle 01:16 | link | commenti (2)
martedì, 15 gennaio 2008

i commenti anonimi

non sono sempre pieni di carinerie.
ma la nuova linea è: non cancellare, insultali.
è più divertente.

a chiarè, ma ce li passiamo?

(with reference to my post of 1/1/08)
postato da frafrettina alle 19:14 | link | commenti (2)

cose che ti obbligano a reagire

avevo scritto tutto questo molto meglio, ma splinder ha voluto mettere alla prova la mia costanza cancellando tutto. comunque,

quando senti che un'amica sta attraversando quegli stessi terribili gorghi mentali dove sei già stata, che ti hanno fatto stare molto peggio che male, sei in dovere di dire che capisci quello che le sta succedendo. in dovere di esserci. è bello che funzioni così.
in questi casi, speri che contribuire con quel poco che hai appreso -provvisoriamente, dolorosamente- faccia bene all'altro quanto ne fa a te, fosse anche solo per farsi forza a vicenda. fosse anche solo per svegliarsi la mattina dopo senza sentire il peso di non riuscire ad accettare il mondo com'è, senza il pensiero di voler finirla lì, anche solo per scrollare un attimo le spalle. disinfettare, non guarire. andare avanti nella giornata successiva cercando di smaltire, non con in tasca la chiave per il migliore dei mondi possibili. il punto è che non esistono mondi migliori. ci siamo noi e basta, il tempo va come va, nella sua direzione, e quello che possiamo fare perchè non ci scivoli addosso è tentare di prenderne il buono con tutte le forze.  
il punto è che le domande di senso di elsa sono vive, validissime, laceranti tuttora anche per me.
ma l'unica certezza che ho è che non esistono risposte.
esistono solo modi, più o meno dolorosi, di aggirare gli ostacoli.
[già il fatto che uno li veda, gli ostacoli, è sintomo che non si sta solo passando-attraverso la vita, ma che la si stia vivendo, patendo, sentendo addosso e dentro. se così non fosse, le dicevo, saremmo la metà di quel poco che siamo.]
esistono, quando sei fortunato, persone che sanno indicarti i tuoi mali con esattezza medica.
esistono, quando sei fortunato, persone che ti raccolgono quando crolli giù e ti aiutano semplicemente essendoci.
persone da ringraziare.

io anche vivo il problema "la luiss è un compromesso per il mio futuro - che poi che cazzo me ne frega di un futuro che non mi assomiglia?"
però ostinatamente ci si deve convivere e si deve uscire vincitori
vivi tutti i tuoi eccessi
con tutto che ti fanno sembrare strana agli occhi degli altri
con tutto che sarà difficile capirti e starti dietro
quelli che avrai vicino però, o perchè ti capiscono o perchè ti amano, saranno persone fondamentali
e ci sono tanti modi in cui puoi stare meglio, nel presente spiccio
esponendoti alle persone e agli stimoli, alle cose, anche alle sofferenze
tutto quello che tiene vivo il tuo entusiasmo e il tuo dolore ti fa bene
per il resto, segui la direzione che vuoi veramente
io spero dopo questo primo 3+2 di iscrivermi a lettere o a filosofia
e so che è ipocrita e avrei dovuto farlo subito
ma non mi importa niente
purtroppo siamo troppo responsabili per vivere di solo impulso
però insomma, vivere con slancio il tempo e cercare, nella prudenza, di dargli una direzione che ti assomigli è sacrosanto
non devi cambiare tutto, tutto insieme
già è un miracolo imparare qualche piccola minuscola cosetta per sopravvivere meglio

ci credereste, che queste cose le ho dette io?
e che poi ho avuto entusiasmo a sufficienza per esprimere gratitudine a coloro che la meritavano, senza sentirmi sciocca?  
e che poi mi sono sentita felice, stasera?
la voglia di essere vicino a un'amica che ha bisogno di aiuto ti rende migliore. ti fa dire cose di cui devi convincerti tu stesso, e te le fa dire con convinzione.
con la certezza che sono l'unico modo possibile per limitare i danni.
con la certezza che accusare certi danni è sempre meglio che morire senza cicatrici. anche se fa male. anche se a queste stesse parole, quando sei vulnerabile, non crederai più. a meno che non te le ripeta qualcun altro che ti vuole bene.
oggi elsa mi ha fatto ricordare (capire?) che ci sono persone che mi vogliono bene. che mi difendono. anche da me stessa.
e ora, prima che questo slancio di dire le cose fuori dai denti passi, travolto dal fluire delle cose, dico alla me vulnerabile (che tornerà, oh se tornerà a piangere qui), che le lascio questo messaggio.
Ripeti queste parole cento, mille volte. Le hai dette tu. E sai che sono giuste.
O perlomeno, lasciatele ripetere da parte di qualcuno che ti ama e dagli credito.
E non avere timore di dire quello che senti a nessuno.

Questo entusiasmo passerà. Già domani sarà un ricordo, è un periodo tormentato tra esami e cose da fare. Ma era importante segnarmi che sono stata così, sarà importante ricordarmene, per quello che vale.
notte.

postato da frafrettina alle 01:49 | link | commenti (3)
lunedì, 14 gennaio 2008

now

il counter dice 18.000
e 18 è un numero importante.
postato da frafrettina alle 23:22 | link | commenti

Metropolis

"I filistei materialisti di New York hanno inventato un campo onirico in cui dare attuazione alla fantasia, alle emozioni e ai piaceri artificiali, la sua ultima configurazione imprevedibile e incontrollabile. Agli occhi dell'umanista/artista europeo questa creazione è solo un caos, un invito a risolvere il problema: Le Corbusier risponde con un maestoso profluvio di umanistici non sequitur che non riesce a mascherare quanto di sentimentalistico vi è al cuore della sua visione della Modernità. Il programma europeo per la vera Età della macchina consiste nella perfetta messa a punto delle banalità: "poter aprire gli occhi su una porzione di cielo, vivere vicino a un albero, accanto a un prato verde", "andare semplicemente da un grattacielo all'altro". La vita di ogni giorno riguadagnerà la sua eterna immutabilità tra i "piaceri essenziali" del sole, dello spazio e del verde. Nascere, morire, con un lungo periodo di respiro in mezzo: a dispetto dell'ottimismo dell'Età della macchina, la visione del Vecchio Mondo rimane tragica".
(Koolhaas, 2001)
postato da frafrettina alle 17:11 | link | commenti

a scuola

sono andata a ritirare il diploma, nonostante la faccia che mi ritrovo stamattina. ho gli occhi bordeaux e avevo paura che mi scambiassero per una fattona piuttosto che per una che dorme poco. comunque.
ho notato che fuori dal giulio distribuiscono aggratis XL, ne ho inguattata una copia con nonchalance e ho tirato dritto, pensando che palle, ai tempi miei distribuivano quella schifezza di tribù e XL me lo compravo a due euro e rotti al mese.
Manco a dirlo, per la serie "tribù", a casa mi hanno spedito Studenti Magazine (ma perchè?! chi gli ha dato il mio indirizzo? e soprattutto, perchè invece del giornale non mi mandano una proposta di lavoro ben pagato? studenti.it è la più grande organizzazione di controllo delle masse giovani d'italia).
il giulio. parliamone.
carmelo mi ha chiesto il nome per entrare, tipo parola d'ordine, ha aperto la porta di un dito e mi ha chiesto chi fossi. prima previsione avverata.
in compenso lorella e ruggero mi hanno accolta a braccia aperte, e così anche rosa. ho beccato la filippetti che mi ha chiesto se scrivo ancora (è la prima prof che non ho più avuto da un anno all'altro, eppure si ricorda di questi dettagli, che cara), la liberini che non era in vena di cianciare e la costanzo che manco mi ha vista, fondamentalmente.
studentelli di tutte le tinte, oltraggiosamente piccoli, oltraggiosamente anonimi e irritanti, tipo quel plotone di bellocce che ho visto uscire da un bagno pinkobag alla mano, esibendosi -in perfetto synch- in un plateale gesto di capelli.
i bagni sono stati maiolicati in verde, sono pieni di specchi (ecco spiegato il perchè dell'uscita scenica delle bellone), sono irriconoscibili quindi brutti.
il muro di fronte alle scale dell'ingresso non ha più scritte oltraggiose che ti strappavano un sorriso prima di salire in classe, c'è una frase smielata in inglese, una robetta da tokio hotel o giù di lì, scritta male e con un color topo insignificante. ai miei tempi, se non ricordo male, campeggiava in azzurro un "RELLA GAY" grosso come una casa.
ah, e hanno sventrato tutti i tramezzi con le porte grigie antipanico, che separavano le scale dal corridoio vero e proprio. è tutto aperto e confuso adesso. e le foto nelle bacheche sono diverse.
non mi è andato di salire oltre il piano della segreteria (anche il corridoio della presidenza ha cambiato faccia, ma non così radicalmente): non avevo voglia di mettermi a questionare come lo scorso anno con i pischelletti del "Servizio d'ordine" (ahimè, ci si è iscritta pure mia sorella. ma io dico, possibile che tutto ciò che odio e trovo mio nemico lei lo faccia con piacere?).
chissà perchè capito sempre a scuola durante la settimana dello studente.
ultimo flash di malinconia mista a smarrimento: su un muro un volantino pubblicizzava il "Caffè Letterario" gestito dal "III i".
fortuna che poi ho incontrato ludovico con il suo braccio rotto e abbiamo riso un po', e rievocato e parlato di oggi e della vita di oggi.
è brutto come, nonostante tu ci abbia speso i 5 anni (forse) più importanti della tua vita, una volta che ne sei fuori perdi ogni diritto di essere lì, e ti trattano come un estraneo. anzi, a me è andata piuttosto bene tutto sommato, ancora qualcuno che mi saluta e qualche momento di riappropriazione me lo concedono, di tanto in tanto. c'è chi non ci è più rientrato da allora...
ah basta malinconie, o non studio più un tubo.
riprendersi da un esame "sentito" è piuttosto pesante, ma devo smetterla di cazzeggiare.
(ma non ne ho voglia!)
postato da frafrettina alle 12:29 | link | commenti

il profumo

ho visto il film stasera, con marco. avevo evitato di vederlo con tutte le mie forze per non rovinare il ricordo del libro, orrendamente splendido. ma devo dire che non ci sono rimasta troppo male, è ben fatto. seppure grenouille è troppo poco storpio e tutte le ragazze con i capelli rossi hanno i capelli rossi in un modo troppo sfacciato e provocante. se ne doveva sentire l'odore su tutto, non dovevano essere necessariamente bellezze conturbanti: la bellezza ne offuscava il profumo.
singolare il fatto che proprio stasera io abbia notato che l'odore di marco sulla manica della mia felpa è rimasto fortissimo, come ai vecchi tempi. odore del suo collo, dei capelli, dello shampoo mischiato a un profumo e forse all'odore dei suoi vestiti. è buono.
e domani credo che sarò costretta a ritirare il diploma. e non avrò nessun compagno di classe munito di zaino ad accompagnarmi al tortuga per un cappuccino, e forse non troverò i professori che avevo, o facce conosciute tra gli alunni che pascolano in cortile, o bidelli che non siano cambiati da quando li salutavo io nei corridoi, tra una pausa caffè e l'altra. forse dovrò anche giustificarmi, dire chi sono e perchè io sia lì. ma pensa tu, è passato così poco tempo eppure...
menomale che certe persone, in un modo o nell'altro, come profumo su una felpa (segno indicale di presenza) o come interlocutori virtuali (tranquillizzanti, nella fattispecie di stasera), sono riuscita a tenermele accanto, dal termosifone della ricreazione a tutto il resto della vita come sta andando da allora in poi. che il termosifone che sembrava l'eternità non era che una parentesi. piccolissima.
è un modo per dire grazie, in un certo senso. a tutti e due. e poi a quelli che continuano a esserci. e a quei corridoi che sono stati il mio scenario per cinque anni, e che domani, presumibilmente, riconoscerò solo per come li ricordo (non per come sono diventati).
mi piacerebbe avere il tempo per sedermi anche da sola al tortuga, per quel cappuccino che non bevo da tanto. ma i libri mi reclamano, quindi avrò poco tempo per crogiolarmi nel dolore zuccheroso (come la crema e lo zucchero di canna) del tempo volato. una moleskine avrebbe fatto al caso mio.
sarà per un'altra volta, magari in compagnia di persone con cui rievocare ridendo, invece che con aria sognante.
notte.
postato da frafrettina alle 02:31 | link | commenti
domenica, 13 gennaio 2008

una conversazione decisamente insolita

tu sei un dragone
mago naturale, sorvoli la vita e hai doti di leader
sei destinata a cose importanti se saprai ben incanalare la tua impulsività
e soprattutto evitare i colpi di testa
tu che hai sole congiunto a mercurio
cogli il lato vivo di ogni aspetto della vita
venere in gemelli fa si che il tuo sentimento d'amore, ma anche di amicizia sia fortemente intellettualizzato
e lilith in leone ti fa ricercare in un partner la solarità, la pura espressione

Così mi ha detto un utente di splinder, pioggiasmeralda. Abbiamo avuto questa singolare conversazione, mi ha fatto leggere una storia scritta da lui che lasciava intendere che esiste una dimensione ulteriore dove le persone già si sono conosciute. La premessa era che il mio periodo di nascita, in relazione al suo aveva un significato particolare secondo la magia cinese, che pratica.
Estremamente inquietante, e interessante.
Mi ha promesso precisazioni e ulteriori informazioni, perciò probabilmente ne saprete di più, voi con me.
Ci sono molte cose che non so e l'ignoto fa