il giornalismo e i suoi effetti collaterali

giovedì, 31 luglio 2008

quotes, my own

Dal forum, al forum.

Penso a ieri e sono contenta.

Penso che già mi mancate.

Penso che oggi è andata bene e penso abbia portato fortuna quello che è successo ieri con voi tutti e G.

Penso che se continuerà così forse avrò preso la strada giusta e nel verso giusto.

Penso che vorrei parlare tanto ma devo cucirmi la bocca e tenere le dita incrociate fino a data da destinarsi, forse fino a sempre (nella migliore delle ipotesi, in cui tutto va bene e c'è sempre qualcos'altro in vista per cui essere scaramantici).

Penso che questo topic, se continuo, potrebbe diventare un'estensione del mio blog. Dove peraltro ho scritto qualcosina su questi giorni, ma poco sul raduno. Aspetto le foto, aspetto la lucidità, aspetto il tempo e la forza di dirvi quanto sono stata bene.

Penso che sono fortunata e che sto bene.

Penso che partire mi farà bene ma quasi quasi mi sembra di dover restare qua a seguire la vita che va dove sembra stia andando.

Penso che vi porto con me.
postato da frafrettina alle 21:48 | link | commenti

luglio col bene che ti voglio

questo mese è stato il mese dell'avventura.
tra mille cose, mille pensieri, mille giri e mille volte.
tra gli esami (avventurosi anche loro) e gli amici. tra le occasioni colte e i progetti a breve/medio/lungo termine.
ogni tanto un articolo ben assestato può valere una telefonata importante. le telefonate, importanti quanto casuali, ti calano dentro a scenari impensati, dunque avventurosi, ancora nebulosi ma con forte odore di buona volontà. dovrei parlare della casa splendida dove mi sono recata oggi per discutere di cose future potenzialmente determinanti, ma non abusando della pazienza della buona sorte mi cucio la bocca aspettando momenti di certezza. dico solo che anch'io voglio abitare a ridosso del chiostro di una chiesa del '600, perchè è doveroso dirlo.
quello che voglio dire è che g. mi porta bene. che lo vedo ogni "giorno prima" di qualcosa di grande e inizio a pensare che funzioni un po' da talismano.
ieri l'ho rivisto. secondo raduno con i miei pazzi scalmanati del forum, persone meravigliose, sensibili e così contente di essere dov'erano. persone che ti fanno ben sperare, perchè se tutti sono così c'è da stare tranquilli. mi spiego. gli alleviani, provenienti un po' da qui e un po' da lì, possono fungere da campione statistico? perchè se è così allora gli italiani sono davvero brava gente.
detto questo voglio aggiungere che ho scritto tante cose, durante il concerto. che ho ascoltato da sola, senza m. ma con accanto un garbato vecchietto.
ascoltare g. da sola mi ha fatto bene. ho potuto scrivere, appunto. non solo noticine da recensore ma cose che servono a me.
il vecchino accanto a me era calvo e senza sopracciglia, gracile e con una gamba sbucciata e sanguinante per aver preso male la mira su un gradino. l'ho aiutato offrendogli dei fazzolettini e suggerendogli di andare a sciacquarsi in bagno. tornato mi ha raccontato che era lì per salutare giovanni, che giorni prima lo era andato a trovare nel suo locale e col quale aveva discorso fino alle 3 del mattino successivo parlando di vita, di arte, di genio. ho approfondito solo dopo, ma avevo capito di sedere accanto a una persona particolare, con molto da dire, che mi ha raccontato tanto della sua vita incredibile, con gentilezza e voglia di aprirsi. mi ha raccontato della sua nascita a tunisi da genitori siciliani, del suo periodo a parigi, dove studiava recitazione e conosceva sartre, la de beauvoir e le cantanti dell'epoca. oggi ha un suo locale, dove canta in costume la piaf. con l'unico rammarico di non potersi vedere da spettatore. mi ha raccontato della dolce vita, di fellini e di come ami progettare i suoi abiti di scena. il tutto con un accento italo francese appena percettibile. ci siamo presentati, perchè "lei non mi conosce, è così giovane, ma io sono famoso, vengono a vedermi da tutto il mondo". si chiama Dominot. durante il concerto abbiamo parlato di g., delle impressioni di lui, e commentato i brani suonati. è stato interessante, e spero proprio sia riuscito ad andare a salutarlo. appena potrò, mi farà piacere andare a vederlo esibirsi. a via di panico, proprio accanto a dove ero oggi per discutere in splendidi condomini affacciati su chiese seicentesche. tutte le cose si incrociano fra loro. è tanto incredibile che quasi quasi ti viene in mente che quelli che pensano che ci sia un disegno alla base di tutto non abbiano proprio torto marcio. ma dura solo un attimo eh.
del raduno bisognerebbe parlare molto. di tutte le splendide persone, degli splendidi sorrisi, degli splendidi incontri e ri-incontri. e di un sacco di risate che ci siamo fatte, tra alleviane un po' matte.
la cosa impressionante è la sintonia che si è creata immediatamente, tra tutti, con naturalezza. lo trovo miracoloso nella sua semplicità (incalcolabilmente eccezionale, nel senso di rara, nel senso di unlike).
e poi c'è g., che mi abbraccia, mi dice che tirerà le orecchie al suo ufficio stampa, mi saluta per prima e mi dice che mi ha vista in televisione, "mentre in un talkshow (che noi sappiamo qual è) prendevo la parola e facevo una domanda a un ministro e lo mettevo a posto...che personalità! che grande!". ma grande tu, g! grande tu.
basta, è il caso di smetterla e di conservare le idee e l'ispirazione e le annotazioni sul taccuino rosa per il resoconto completo. per il forum. ma aspetto di vedere anche le foto, per riassaporare tutto.
una sola ultima cosa per i miei amici virtuali ed estremamente reali: grazie. di essere come siete. di essere come me. 

postato da frafrettina alle 21:16 | link | commenti
lunedì, 28 luglio 2008

great expectations

cioè le cose accadono sempre così dal niente, e sempre nei periodi più incasinati.
we'll see. torna la cara vecchia scaramanzia.
postato da frafrettina alle 12:14 | link | commenti (1)
sabato, 26 luglio 2008

come va?

meglio, grazie.
postato da frafrettina alle 02:51 | link | commenti
giovedì, 24 luglio 2008

una bella giornata

riesce a diventare un incubo a lungo termine da un secondo all'altro.

magari ti ci butti, da ponte milvio. stronzo.

postato da frafrettina alle 23:56 | link | commenti (1)

Un brillante weblog per me!

Fraffri (che essendo tonta se n'è accorta ora) ringrazia sentitissimamente la poetessarmata per l'inatteso riconoscimento, e molto onorata si attiene alla procedura di forwarding.
Cuore.Premio
Brillante weblog è un premio assegnato ai siti ed ai blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi, che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale. (Yea! ndfraffri)

1. Al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog;
2. Scegli un minimo di 7 blog che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link ed avvisali che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”.

Dunque dunque
Fraffri premia più di sette blog:


Alessio Nannini, Sarmizegetusa, Simona Neri, Piccolet, Qualunquista, Pellys, Lousatumular, Louis Mahé, Gaia, Elastigirl, John Coltrane, Cerca su Google, Blackmoleskine, Elsa, Fru (anche se agli inizi!), Bau.
Edit: e anche Sat!

postato da frafrettina alle 14:35 | link | commenti (1)

studio ancora

ogni recondita periferia di londinium. per scovare negozi e cose da vedere.
ce ne sono sempre troppe.
devo incastrare in mezzo anche un tour degli stadi e delle gitarelle fuori porta (stonehenge & liverpool le imprescindibili, bath+cambridgeoxford+stratford se mi voglio rovinare) ma temo che il tempo non basterà.
da mia madre sento di conoscenti che hanno figlie viaggianti e trotterellanti per la vecchia europa grazie alle attività di non so bene quale associazione. cose che un po' mi incuriosiscono, un po' mi sembrano le solite iperboliche tronfiaggini da conoscente al telefono.
dalla gliuiss sento giungere cambiamenti che rendono molto più pesanti i miei due esamiasettembre. si parla di anticipare l'inizio della magistrale, di laurearsi prima, di laurearsi presto e bene (che non vanno insieme).
ho parlato di tesi con chi di dovere. finalmente. e appena mi verranno inviate indicazioni si comincerà a pensarci seriamente.
nel frattempo passo ogni tanto in facoltà con la borsa piena solo dei libri prestati e restituiti dagli amici (con l'omino della navetta che ogni volta mi augura buone vacanze e poi mi rivede), faccio colazioni al benaco con cornettini caldi e riviste di nessun valore incontrando amiche ancora sotto esame, mi sento in colpa per una dieta interrotta e un'altra che tarda ad iniziare, vado al mare e per negozi, compro scarpe, leggo finalmente quello che mi va e trascorro del tempo nella casa vuota di m, cucinando cene tossiche a base di tortillas, formaggio e wurstel. oh, e faccio giri, indosso pinocchietti, birkenstock e scarpe con la zeppa di paglia (così estive!) senza sentirmi una fessa (ok, solo parzialmente, sono costituzionalmente tipo da jeans e onitzuka), faccio tardi sul terrazzo di pi dopo gelati avvelenati alla palma (con banchisti filippini in vena di scherzi non divertenti). per queste cose a volte mia mamma si fa girare le scatole. per queste cose a volte mi sale l'ansia di stare trascurando i doveri, che come dice il mio lovely preside tra un racconto di vita e una parola pronunciata à la toscana, non c'è tempo per le vacanze, tocca studiare anche ad agosto.
(ma ho appena iniziato a riposarmi!)
mi sento così tremendamente in colpa.
torno a studiare la west london.

postato da frafrettina alle 14:11 | link | commenti
sabato, 19 luglio 2008

Non ho gettato la spugna.

No.
Con le poche forze che mi sono rimaste, l'ho tirata via lontano.

E fanculo tutto. Da ora sono in vacanza.
postato da frafrettina alle 16:55 | link | commenti (3)

io dico solo una cosa

yeh.



e mentre la notte prima dormivo 3 ore, aspettando di prendere sonno ascoltavo Voglio volere.
Liga, l'estate, la fine dello studio, il concerto che si ripete lì, stesso posto stesse dinamiche.
ancora una volta ho altro a cui pensare.
c'è un verso che io correggerei. perlomeno, ieri sera pensavo così.
"Io voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho" 
Non sarebbe più onesto "Voglio essere all'altezza di un mondo all'altezza dei sogni che ho"?
Assolutamente non cantabile. Certo.
Però...

e alzare il minimo, con la vita che mi fa solletico
voglio non dire mai è tardi, oppure peccato
voglio che ogni attimo sia sempre meglio di quello passato

voglio trovarti sempre qui, ogni volta che io ne ho bisogno
(ero sola a letto, mi è mancato sentirmi abbracciare mentre sto dormendo e me ne rendo conto lo stesso)

voglio riuscire a non crescere

voglio tenere qualcosa per me, qualcosa che sia per me
postato da frafrettina alle 00:41 | link | commenti
mercoledì, 16 luglio 2008

gli sgoccioli

sono sempre la parte peggiore. e comunque non la vedo bene, in generale. mi sa che ne porto tre, a settembre. più lo stage. ne uscirò viva?
guardando foto di miei contatti msn mi rendo conto che se capitassero qui e trovassero i passi che parlano di loro si stupirebbero. forse non saprebbero come comportarsi. io osservo, io invento isotopie. io pretendo di conoscere le persone dalle immagini che della loro vita condividono. sarà perchè negli anni ho conosciuto solo le loro immagini. peccato in fin dei conti.
ho iniziato a leggere haring. mi tiene sveglia la notte e mi deconcentra quando vado ad aprire i libri, quelli obbligati. e se è vero che lui afferma di non essere simile a me, e che io non lo conoscerò mai, io applico il criterio di sopra e conosco per ciò che mi si mostra. da ciò che mi sta mostrando direi che ci siamo. e direi che in generale i diari sono un genere molto più che nobile. io li amo, e amo il mio blog.
è appena finita urlando contro il cielo, e mia sorella andrà a sentirla live in quello stadio dove due anni fa volevo tanto essere anche io.
sento che m. ha messo la catena alla moto e tra poco citofonerà. ci godremo il condizionatore appena installato nella stanza dove stiamo sempre. anche se ho studiato in cucina in mezzo a rumori e altre cose potrebbe valerne la pena. sperando di non vivere in una cella criogenica, che aria condizionata sì ma fino a un certo punto.
comunque volevo lasciar traccia di ieri sera, ieri notte. in quattro sul terrazzo di p, alla luce di una candela. coca cola, vino bianco, la luna e un'occasionale stella cadente. e tante chiacchiere da comari sul tempo, su noi, sui modelli della gente, sullo studio, sulle vite degli altri. e allevi in sottofondo. e poi una cugina eccentrica con un'amica e un sacco di risate. ho fatto più tardi del dovuto, poi ho letto haring, poi mi sono rassegnata a dormire per poi svegliarmi e rimettere la faccia sul librone. però insomma, ho diritto anche io a qualche scampolo di estate.

e comunque, ripeto, la vedo proprio male.
postato da frafrettina alle 22:05 | link | commenti
domenica, 13 luglio 2008

I had flashbacks while drinking martini

è singolare rendersi conto che fra gli amici era opinione diffusa che ci fosse un impiccio, al secolo.
postato da frafrettina alle 17:33 | link | commenti

nella vita, in amore, un po' in generale

è come con il cibo.
dopo aver mangiato dolce ti va il salato. dopo aver mangiato salato ti va il dolce.
comunque, in entrambi i casi, ti viene sete.
postato da frafrettina alle 17:29 | link | commenti
sabato, 12 luglio 2008

vecchie cose

cercavo un evidenziatore azzurro dopo aver scaricato l'ultimo comprato pochi giorni fa. ravanavo tra le mie cose del liceo sperando di averne dimenticato uno nuovo in qualche astuccio. puntualmente c'era, sono troppo fissata con la cartoleria per non avere scorte bastanti per i millenni a venire.
mentre cercavo ho ritrovato una vecchia agenda, dell'ultimo anno, ma mai usata. solo qualche annotazione, alla fine avevo optato per un diario smemo che vonni ha riempito di frasi e disegnini e decorazioni varie attorno ai miei appunti e ai compiti annotati.
dunque in una delle taschine dell'agenda ho ritrovato tre cose che cercavo da tempo e pensavo di aver perso. una era la letterina che avevo chiesto ad m. di scrivermi all'inizio del terzo liceo, perchè l'aprissi solo dopo la fine di tutto. è incredibile come leggere qualcosa scritto anche solo pochi mesi prima, alla vigilia di una rivoluzione copernicana nella propria esistenza, faccia effetto. credo che scriverò a me stessa qualcosa anche in vista di altri traguardi importanti. e chiederò a m. di bissare. e chiuque voglia scrivermi qualcosa sigillando il messaggio per il futuro è il benvenuto.
ho ritrovato anche il primo foglietto scrittomi da m., durante l'ultima lezione del corso di giornalismo, quando ero in secondo liceo. sarà stato un paio di giorni prima di metterci insieme. era così pieno di "voglia di dire", quel foglietto, che mi ha fatto tanto sorridere. sono io che normalmente sono così, tra i due. c'era tutta quella tensione dell'incertezza, a farlo sforzare di dire, per di più scrivendo. carino, a volte mi piacerebbe sentirlo ancora così. ma abbiamo tanto altro in definitiva, di guadagnato con il tempo e con le certezze. non sono i foglietti a fare la differenza all in all.
la terza cosa che ho ritrovato è un pezzetto di foglio di quaderno sul quale stavo cazzeggiando durante un'ora di lezione, ben attenta a non farmi vedere non tanto dalla prof quanto da vonni, mentre scrivevo dei versi dopo aver tracciato dei disegnini insulsi. non volevo che nessuno leggesse, in quel periodo. nessuno tranne una persona del giudizio della quale avevo fiducia. e paura, comunque, come ne avevo del giudizio di tutti.
ero nel mio periodo degli esercizi di stile, e del cosalismo. un oggetto qualsiasi era spunto per provare a comporre. montale dei poveri in pratica.
sul foglietto strappato, che ho sempre cercato disperatamente, specie quando ho messo insieme tutte le cose che ho scritto in un solo fascicolo (non perchè il contenuto fosse irrinunciabile, ma per il gusto di rileggerlo e decidere se faceva schifo oppure no) c'è un gruppetto di righe timide ma risolute che dice così. 

Grafite:
Traccia morbidi segni flessuosi
farina d'ardesia e fuliggine
scattanti volute di briciole
granelli di arte e di estro.
Si sgretola dandosi al foglio.
Sparisce in due colpi di gomma.

Ho sempre pensato che gli altri due foglietti li avrei trovati, da qualche parte. Questo della poesiola credevo di averlo proprio cestinato, come un pezzaccio di carta qualsiasi.

E non vi ho detto che un mio testo è diventato musica, grazie alla bravura di un'amica in cerca di parole da cantare. Mi aveva proposto anche di dare voce a uno spartito già esistente. ci ho provato, per la seconda volta nella vita dopo una prima esperienza che c'entra tanto con alcune delle cose sopra citate, che c'entra con la me timida e risoluta poetessa farlocca liceale e con tante passioni che ho avuto in quegli anni. della seconda canzone ancora non so niente, era la mia prima in italiano. però quella già pronta mi piace, mi piace molto.
quella prima volta in assoluto, poi, non si fece più nulla. era una musica bella e studiata, troppo per rovinarla con un adattamento delle parole alle note fatto da persone (squisite ma) che non capivano nulla di inglese. preferii che non si cantassero parole. avevo stima e paura del giudizio altrui, e dietro alle note c'era un grande lavoro. le mie parole erano spontanee e sciocche, la divisione metrica che ne venne fatta era semplicemente oltraggiosa. mi imbarazzò. avevo accettato il rischio di essere demolita per ciò che scrivevo, non volevo prendermi colpe per la distruzione dell'opera altrui, perpetrata attraverso lo stravolgimento del mio lavoro (che già mi dava poche certezze).
mi ricordo di quella sensazione di imbarazzo. me ne ricordo bene.
forse è solo imbarazzo, indipendentemente dalla "responsabilità" sulla musica. imbarazzo dovuto al fatto che qualcuno stia cantando quel che ho scritto, in mia presenza. mi è ricapitato in piccolo (piccolissimo, quasi piacevolmente) ieri sera quando la mia amica canticchiava il brano. sapevo bene che nessuno poteva ricondurre quelle parole a me. e che forse pochi le capivano, essendo parole inglesi. ma in generale, ripensando a tutto, è come se le mie parole potessero solo essere lette. se mi imbarazzasse sentirne il suono quando ci sono altre persone intorno.
anche quando devo leggere qualcosa di mio puntualmente accade.
anche se chi ascolta poi si complimenta.

mi piace vedere negli occhi delle persone la lettura silenziosa. sento le parole echeggiare nella loro testa.
Allora non mi imbarazzano più.
postato da frafrettina alle 22:12 | link | commenti
giovedì, 10 luglio 2008

buca con acqua, effetto domino e altri cavoli

spesso mi sembra sia l'unica regola che vale, quella dell'effetto domino. assieme al teorema delle sliding doors sono dei punti fermi. e bene o male si inverano l'uno con l'altro.

comunque, oggi si festeggia la mia prima vera bocciatura per mano di un buzzurro munito di braccialone d'oro e chiavi del bmw appoggiate sul tavolo mentre invece di ascoltarmi tartagliare parlava al cellulare per organizzare un cartellone di concerti estivi in una non ben precisata chiesa.
tra otto giorni vado a rompergli il culo, come si dice en français. o perlomeno, l'intenzione è quella.

meravigliose le "manifestazioni di solidarietà" che ho ricevuto. gente che si è sgolata a non credere che fosse vero, a dire che era un'ingiustizia eccetera. come fosse stato perpetrato un qualche crimine ai miei danni. è stato bello "sentire" tutte queste persone intorno. caring for me.
ma va bene, non può essere sempre tutto senza intoppi e mille pagine in due settimane sono tante. troppe. ho due esami e due esoneri alle spalle e sono stanca. e tante cose.
e poi ho sempre preferito la filosofia alla storia. e prima, quando la contrapposizione era con la geografia, vinceva comunque l'alternativa.

che poi, tutto questo aver a che fare con l'alternativa meno gradita esaspera la poligamia per tutto il resto, specie quello archiviato. ah, "se Ferdinand sapesse che oggi lo si ama ancora così" (cit.)

mi appresto a scrivere un articolo per non sentirmi una lazzarona totale oggi che non ho più aperto libro.
non dovrei abusare del tempo, sono solo altri otto (sette) giorni. ma non posso abusare nemmeno dei miei neuroni (già pochi, già malandati).
e mi sono venute un sacco di bolle come non bastasse. in realtà due ma fastidiose. la zanzara malefica, e una di nervosismo, nel labbro inferiore. non sotto, non di lato. dentro. metafora dell'implosione mai più molesta e a portata di denti per il rosicchiamento compulsivo (e il relativo inevitabile peggioramento). proprio il giorno stesso in cui mi chiedevo a che diamine possano mai essere utili gli herpes patch della compeed. comunque non è un herpes.
nonostante ciò, una persona che non mi vedeva da un po' ha sostenuto che oggi fossi ancora (?) più bella (?!) del solito. la persona in questione è cieca e mi vuole bene, per non aver notato la faccia da "cinque ore di sonno scarse", l'occhiaia da studio e l'astensione dalla palestra da almeno una decina di giorni.

sulla navetta avevo fatto alcuni pensieri da moleskine. due o tre cose. non avevo di che appuntare. mi sono detta che comunque mi sarebbero tornate in mente al momento opportuno, come al solito. puntualmente ciò non sta accadendo.

e ho scoperto di non essere l'unica con la mania per gli evidenziatori gialli, ma gialli come si deve. o rosa come si deve, arancio come si deve etc. ho degli idealtipi precisi. se non si concretano e sottolineo con soluzioni di compromesso mi sento male.

ho visto alcuni video degni di nota su mtv brand new (sì, lo so...). ho pensato che il mondo è di chi riesce a darne l'impressione. dei sentimenti, degli stati d'animo, delle cose, delle prospettive. ammiro i bravi registi. poi quelli dei video lavorano di cesello. poi c'è il problema estesico (sì, estesico), la psicomotricità e tutte quelle cose lì. e spesso il materiale di lavoro fa anche schifo e bisogna nobilitarlo. quelli bravi ci riescono così bene.
poi ci sono le canzoni dove ogni parola è così. ma è un campo diverso. anzi spesso il video rovina in quel caso.
ogni frase dei beatles riesce ad adattarsi magicamente ad ogni secondo in cui la ascolto. o forse adatta il mio tempo e il mio umore al suo significato. che è ancora più portentoso.

considero poi, a margine, che di alcune situazioni mi resterà sempre il dubbio di come sarebbe stato se. il tarlo of having missed them. non per un fatto di colpa ma per un fatto di trama, se le cose hanno uno svolgimento è difficile che ne possano prendere più di uno. ci sono le opere aperte ma l'uomo le ha inventate per surrogare il tempo chiuso di cui dispone. è come la traiettoria di un razzo. è una, non più di una. 

mi metto all'opera. un rapporto censis sui media mi attende.

postato da frafrettina alle 20:11 | link | commenti (1)
mercoledì, 09 luglio 2008

peraltro

Due anni fa in queste ore l'Italia giocava la finale e io facevo la tesina in powerpoint. sarei andata agitata e impaurita a meritarmi il mio voto di maturità, troppo nervosa per essere stanca.
Oggi dell'Italia calcistica non ho notizia ma ho acquistato due biglietti per Tottenham - Roma al White Hart Lane giusto iersera. Nel frattempo ho tentato di preparare un altro esame fino a stasera, e ho ripassato riprendendo anche gli appunti del pre maturità.
Con la differenza che domani andrò a guardare gli altri meritarsi qualcosa e a sperare che le scelte di oggi non si rivelino le catastrofi di domani. Su tutto c'è comunque la certezza che sono troppo stanca, per essere nervosa.

Edit:
prima bolla di zanzara della stagione we salute you. volevo proprio vedere se quest'anno riuscivo a lasciarle del tutto a digiuno.
e più guardo i plannings appesi al muro più mi viene di strappare e spaccare tutto.
dannazione. cazzo. uffa.
postato da frafrettina alle 21:58 | link | commenti

Pubblicitario, non mi freghi!

Questo:
http://it.youtube.com/watch?v=DvCwjPafRQU
 
è un palese plagio di questo:
http://it.youtube.com/watch?v=6jQ-QDzyhpo

Fraffri (disperata e stracca ma) utile&all'erta Mode On
postato da frafrettina alle 21:54 | link | commenti
domenica, 06 luglio 2008

note a margine

c'è chi dice che devo cambiare.
c'è chi dice che sono nervosa.
c'è chi dice che è difficile per tutti.

ci sono io che sono d'accordo con tutto ma so di non saper cambiare. e, evidentemente, di non volerlo.
sarà pure immaturità.
sarà pure mandare a puttane le vere cose importanti.
sarà quello che vi pare ma rispondo solo al mio modo di sentire, e se sento un peso addosso chissene frega se sto facendo un problema per una cazzata, devo dirlo lo stesso. e se non va bene così pazienza.
egoista? forse.

ieri mia madre mi ha raccontato un suo angosciantissimo sogno, poi un piccione si è affezionato a mio padre. devo raccontarvelo, ma adesso non ne ho tempo.
devo anche dire che ieri è stata una buona serata, se non fosse che prima di riprendere la macchina per tornare a casa ho scoperto che m., quando a. gli chiede di non dire una cosa a nessuno, non la dice nemmeno a me. e sì, mi ha dato sui nervi. pure se la cosa da non dire non aveva nessunissima importanza.

And everytime I feel the pain I should refrain and not carry the world upon my shoulders.
con questa cura di beatles che sto facendo l'eventualità inventata dal niente di andare a liverpool sta diventando un serio punto a favore della vacanza che domani vado a saldare con poca convinzione e umore inadatto.
mah, che posts inutili che scrivo quando sono agitata.
postato da frafrettina alle 22:46 | link | commenti
sabato, 05 luglio 2008

sottrazione

Il linguaggio umano è chiarissimo e insolubile mistero. la sottrazione di una sola lettera dinamizza l'immobilità del conservatorismo del tempo circolare e lo rende lineare, come il morfema amputato.
la stessa frase che prima significava eterno ritorno del confortante uguale diventa - a causa di una dimenticanza non proprio casuale - l'essenza stessa del movimento e della scelta, del taglio netto e del salto nel buio. quando prima era l'augurio di un eterna arcadia.
Nothing's gonna change my word.
postato da frafrettina alle 10:35 | link | commenti

superbia

credo sia questo il problema. che poi è il problema alloplastico in generale, il problema dell'homo faber, il problema dello scienziato con la materia.
ho preteso di sapere dove portare la mia vita sin da ora. ho peccato di superbia.
ho passato gran parte del tempo a prepararmi per essere al meglio per un futuro che non include nessuna assicurazione sul fatto che mi rispecchi. ho investito tutto quel poco (tanto, tutto) che ho messo da parte negli anni alla ricerca di una coincidenza perfetta tra la vita ideale e il lavoro ideale, che è ideale da intendersi sia nel senso di perfetto sia nel senso di irreale. una volta sovrapposte felicemente le due cose nulla mi avrebbe potuta fermare.
di tutti coloro che facevano un lavoro che odiavano ho avuto pena, e ho rischiato ciononostante di trovarmi al loro fianco. con in tasca un progetto di futuro infranto e nemmeno gli spicci per il biglietto di ritorno a casa in metro. rimasugli di personalità (no, di persona, forse addirittura nel senso etrusco del termine) privi di valore. forse rischio ancora, forse sono in tempo per capire che nel frattempo, mentre mi preparo a qualcosa che deve rimanere incerto per un fatto di metodo, devo esistere come persona. molto più di quanto non mi sia presa il lusso di farlo in questo periodo.
incertezza metodologica. concedersi al massimo una vaga idea del domani, del dopodomani, dei prossimi cinque anni (ben sfumati, come ombre nel sonno). e basta.
bisogna prendersi il lusso di fare gli ignoranti. di non sapere quello che attende, di non avere la presunzione di programmarlo, con tanto di vie di scampo ipotetiche e alternative valide.
non è carpe diem, o forse lo è nel suo senso iniziale, che rileggendo i versi originari l'impressione di significato è sempre diversa rispetto a quella depositatasi nel sentire comune. più che carpe diem, il verso interessante è quam minime credula postero.
questo bisognerebbe tatuarselo addosso. e imporsi di seguirlo, soffocando la ragione e la spinta pianificatrice ogni volta che questa respiri la stessa aria dell'essere umano che vuole condizionare, da ora fino a sempre, con congetture non verificabili se non a distanza di tempo. distanze di tempo non percorse e annullate di schianto se per caso le stesse congetture venissero di colpo invalidate al momento della prova.
ho solo vent'anni, porca miseria. dovrei smetterla di ignorare questo dato di fatto. dovrei smetterla di essere convinta che conoscere la prossima mossa sia il modo giusto di fregare la vita. dovrei smetterla di pensare di fregare la vita. a fare piani sempre falsificabili l'unico che resta fregato è sempre il pianificatore.
e dire che sostengo la spontaneità del mercato, il teorema dell'ignoranza diffusa, le conoscenze disperse.
poi, quando si tratta di me, di gestire me stessa, sono peggio di stalin.
qualcuno mi consiglia un viaggio particolare. e mi spiace che abbia ragione quando dice che ci sono ovvi motivi per cui non lo si possa intraprendere insieme. 

ecco. nella riga qui sopra, quella bianca, io stavo rifacendo lo stesso errore di sempre. esordivo con "che basti trasportarsi fisicamente altrove per trovarsi?". a metà della terza parola capivo quanto il concetto fosse corrotto alla radice. il piano non è cercare di trovare qualcosa. il piano non è cercare una soluzione per svoltare quelle manchevolezze che sento. il piano non è diventare una persona migliore anche sotto il profilo umano per fregare tutti ancora più forte di questo sovrappiù. no. non c'è nessun piano. bisogna solo sentire come va. basta gabbie progettuali.

sarà davvero, davvero difficile trasformare questo nuovo metodo (innaturale, perchè non automatico) nella strada maestra. chissà se sia giusto poi.
forse il segreto è solo fregarsene. evitare di cercare la ricetta migliore.
solo limitarsi a vedere come va. perchè ho vent'anni anche se mi sembra di mettere avanti un grosso alibi, solo dicendolo. come se sapessi che non bastano, che non mi rappresentano, che sono andata oltre.
che presuntuosa. torniamo al fatto oggettivo. di anni ne ho solo venti, e vedrò di farmeli bastare.
punto e chiuso. 

postato da frafrettina alle 02:05 | link | commenti (1)
venerdì, 04 luglio 2008

Jai guru deva om / la canzone immaginifica

Words are flowing out like endless rain into a paper cup they slither while they pass, they slip away Across the universe. Pools of sorrow waves of joy are drifting through my open mind possessing and caressing me...
..
Jai guru deva om
Nothing's gonna change my world, nothing's gonna change my world.
Nothing's gonna change my world, nothing's gonna change my world.
.
Images of broken light which dance before me like a million eyes, they call me on and on across the universe, thoughts meander like a restless wind inside a letter box, they tumble blindly as they make their way
Across the universe...
..
Jai guru deva om
Nothing's gonna change my world, nothing's gonna change my world.
Nothing's gonna change my world, nothing's gonna change my world.
.
Sounds of laughter shades of life are ringing through my opened ears inciting and inviting me. Limitless undying Love which shines around me like a million suns, It calls me on and on
Across the universe...
..
Jai guru deva om
Nothing's gonna change my world, nothing's gonna change my world.
Nothing's gonna change my world, nothing's gonna change my world.
.
Jai guru deva
Jai guru deva
Jai guru deva
Jai guru deva...
..
postato da frafrettina alle 22:44 | link | commenti

at the end of the day

sto qui, m. è al cinema con i suoi amici ed effettivamente avrebbe potuto trovare un modo più elegante ed esplicito per comunicarmi che non gli andava di portarmi. in pratica mi ha avvisata quando era già fuori. bah.
detto questo mi ritrovo ad ascoltare i fab4 e a pensare al fatto che forse ho rimediato un free ticket to ride per liverpool e che londra è una città per stare, non per visitare. come ha fatto quella mia amica del liceo che poi ha conosciuto quel ragazzo carinissimo e gente da tutto il mondo. ne ho parlato in un post da qualche parte. è uno di quegli esempi di come sarebbe la mia vita se avessi un po' più di coraggio / incoscienza e avessi continuato imperterrita a perdere il mio tempo in brutta copia. tiè, magari pure disegnando il banco. o il diario.
non vado in palestra da qualche giorno e la cosa mi uccide. mi sento in colpa, ogni boccone me lo sento piantato sui fianchi e questo non mi fa stare serena. specialmente con un invito al mare pending tra le varie cose di cui occuparmi.
e oggi sarebbe anche il compleanno di mia sorella, cui auguro di maturare un po' e di far preoccupare meno i miei mentre si diverte. e spero che i rapporti si scongelino un po'. in modo da non crollare su me stessa se scopro che suonare la chitarra elettrica potrebbe interessare anche me ma non sono il tipo perchè lei lo è più di me.
sto continuando a macinare pagine ma mi sembra di non sapere un tubo. necesse est fare riassuntoni, ma quando? di tempo ce n'è proprio poco.
non lo so. devo ancora decidere se si sta sfasciando tutto quanto o se sono solo nervosa e invece è tutto perfetto e andrà meglio appena mi sarò liberata di storia e demografia. perchè ero euforica, all'idea dell'estate e dello stage. e poi boh.
dipende tutto da come vedo i fatti. gli stessi fatti. questa è la cosa che mi manda in bestia più di tutte. non dipende da come i fatti sono, ma da come io decida di guardarli. per esempio. mi incazzo o non mi incazzo con m.? dipende. non ne ho la fantasia e in fondo non è successo niente. però se ci penso mi fa girare le palle, e molto. meglio pensarci o evitare?
se vedo nero è perchè sono incontentabile? se non vedo nero è perchè mi sto accontentando?
B-o-h.
e il mal di testa serpeggiante non aiuta. e nemmeno il senso di colpa per la fetta di torta, e le venti pagine mollate prima di cena che mi avrebbero fatto arrivare alle quasi 90, e così via.
postato da frafrettina alle 22:05 | link | commenti (1)

A Piero, per Alessio

Caro Piero,
comunica ad Alessio che condivido la problematica delle presenze. Forse in modo diverso, ma la condivido. Nel senso che non mi serve davvero di avere qualcosa con me quanto di essere sicura della sua presenza fisica da qualche parte. La presenza fisica mi urge solo degli oggetti che mi appartengono, dei quali sono estremamente gelosa. Per quanto riguarda le persone mi ossessione l'assenza fisica delle persone perse dopo una rottura violenta dei rapporti, quando ci ripenso. Oppure di quelle con cui le trame non sono mai state svolte completamente. Però sono disposta ad accettare la loro assenza come inevitabile e socialmente corretta, mi conforta sapere che esistono, chissà come e chissà con chi.
Comunica ad Alessio che "Le particelle elementari" non mi è piaciuto. Non il post, il film, beninteso. Pur avendo un titolo molto suggestivo.
Curiosa quella della luna: chi la segue con cicli mensili, chi con cicli facciali. Sarà un altro segno delle differenze ontologiche tra i generi.
Curiosa quella delle donne. Aspettiamo le prossime puntate.
postato da frafrettina alle 17:19 | link | commenti

plagiando plagiando

che magari se uno scrive con uno stile non suo qualche volta impara qualcosa. che magari se uno scrive con il tono di un altro riesce a cavar fuori i cazzi che non vanno con la stessa sterilità verbale e la stessa efficacia. che magari se uno i problemi li butta fuori come fossero denti estratti a un tizio messi su un tavolino da dentista ci sono meno fronzoli e meno ghirigori ma l'effetto è quello ed è anche migliore. stai meglio. ci vuole una scrittura asettica. è che ci sono delle volte che uno sembra ben avviato alla depressione. ci vuole una scrittura medicinale. è che ci sono dei momenti in cui uno piomba in questo stato senza nemmeno essere d'accordo sul perchè, che tanto lo sai che è sbagliato. ci vuole una scrittura sedativa. è che ci sono dei momenti che spesso il motivo non è solo sbagliato ma inesistente, e finisce che per capire questa grande verità/cazzata immane ti vai a scornare con persone che non c'entrano. e quando vai a letto col mal di nervi in faccia e non riesci a chiudere la bocca dal dolore capisci che tra grande verità e cazzata immane non ci sono differenze specie se conoscere l'una e quindi l'altra non risolve nulla, la novalgina risolve invece. stai meglio.
è che a un certo punto uno si cerca una rivincita. è che a un certo punto uno si rompe i coglioni di essere fatto a x, essere il tipo da y. e ancora di più di essere quello che vuole z dalla vita. dalla vita non voglio un cazzo. dalla vita voglio tutto. dalla vita ho sempre voluto la certezza di essere ancora sul foglio di brutta. tutti gli scarabocchi che ti pare. consegni un'altra cosa. alla vita non so che chiedere. non si chiede, si prende quello che c'è e lo si fa come si può. possibilmente meglio di tutti. per far vedere che qualcosa sotto sotto c'è, invece è solo applicazione. ma tanto non lo sa nessuno perchè questo è scritto solo in brutta copia, che tanto consegni un'altra cosa. mi sa che ho lasciato il foglio in bianco alla fin fine. cioè magari non ho finito di copiare e mi hanno annullato tutto. al liceo mi dicevano sempre che ero prolissa, poi mi toccava fare segni per dire che continuava sulla brutta, e al loro buon cuore.
la brutta copia invece è carina, una facciata piena di cazzate e disegnini, una piena di idee, la terza è piena di abbozzi, la quarta inizia a prendermi sul serio. ma nel casino mi sa che non ho fatto a tempo a ricopiare. quanto sbattimento appresso all'ultima. ho iniziato a prendermi sul serio dalla seconda, ma ero indecisa. poi mi sono ricordata che mi piacevano più le cavolate e i disegnini, ma dovevo scrivere la bella. che cazzo, le ore non bastano mai. e adesso scrivo nomecognomematricola e vado avanti. e ho fatto già in tempo a farmi capire come quella che è x, tipo da y, che dalla vita vuole z.
io mi sono solo sbrigata per finire in tempo, e il risultato è quello che è. la testa è rimasta alle scritte e ai fiorellini, e non ho fatto nemmeno a tempo a disegnare le cose che mi piacciono che mi sono cagata sotto perchè sprecavo il tempo e ho deciso che dovevo essere seria. quali sono, queste cose che mi piacciono, ho perso il momento adatto per capirlo. adesso resta solo che sono seria, ma ancora sto scrivendo in brutta e non so un cazzo di niente. e usare parolacce a vanvera aiuta poco, avete ragione anche voi.
io volevo fare la tuttologa. capite?
la novalgina risolve.
postato da frafrettina alle 00:55 | link | commenti
giovedì, 03 luglio 2008

oggi sto

veramente di merda.
postato da frafrettina alle 11:05 | link | commenti
martedì, 01 luglio 2008

daily photo blogs

wandering in quello di new york che ho trovato qualche tempo fa ho scoperto tra i link che ce ne sono davvero tanti.
ne linko alcuni a mia volta, quelli di alcune città che ho visitato e che mi sono rimaste nel cuore (new york invece è lì per un fatto augurale, e londra la metto come materiale di preparazione per le mie vacanze, che sembrano ancora molto lontane).
purtroppo non ne ho trovati di cracovia, praga e barcellona. chissà che cercando meglio...
postato da frafrettina alle 19:34 | link | commenti