il giornalismo e i suoi effetti collaterali

mercoledì, 13 dicembre 2006

Today's gifts

Ogni giornata sa farti dei regali, quando sei sufficientemente lucido da notarli.

Oggi ho riparlato con due vecchi amici del liceo.
Alessia, Lorenzo, è stato davvero bello.

Oggi ho studiato di nuovo insieme a qualcuno.
Non capitava dalle chiuse a casa di Pietro per prepararci alla Maturità. Bei tempi.
Ma che tensione.
E pensare che se fossi preparata per questi esami la metà di quanto lo ero la scorsa estate, penso che non scenderei sotto il 27. E invece i libri mi guardano speranzosi di essere sfogliati prima o poi.
L'unica materia che mi infonde maggiore tranquillità è metodologia.

Oggi ho letto l'intervento di un amico che ha scritto della segnalazione di merito che ho ottenuto nel concorso letterario all'università. due poesiole. una il mio motto, l'altra una chance in più. Sono contenta di aver trovato quelle due righe piene di faccine con applausi e coppe in mano, specie perchè la cosa ha dato una registrata alle varie viperette che sul forum mi accusavano di essere inferiore rispetto alla poetessa di turno in base a qualcosa chiaro solo a loro. I fatti smentiscono le teorie, e qualche volta la cosa è estremamente gratificante.

Oggi ho frequentato l'ultima lezione del mio corso preferito, quello di metodologia, per l'appunto. Volevo abbracciarlo, quel professore un po' strano e pieno di sapere, tanto pieno che a volte questo non si manifesta logicamente ma sottoforma di farfuglii assorti in mille congetture inarrivabili. solo intuibili.
Che stile, che profondità. Che persona che ho avuto l'onore di avere come insegnante. Soprattutto per i momenti come quando tutti se ne vanno e lui discute con pochi di noi. E non ti senti piccola e sciocca, ma discepola al cospetto di un precettore saggio e maestro ben oltre le discipline insegnate. che come dice il Vecchio Popper, tra l'altro, non esistono.
(e alla fine di tutto se ne andava, con passo lento e riflessivo, su per le scale della fossa. e volevo fermarlo e chiedergli di insegnarmi ancora, altro, tutto quello che non so. e chiedergli pareri su tutto. quando uno sa di aver incontrato una fonte di saggezza sa anche che poterne beneficiare solo per un tempo limitato è un peccato mortale. a prescindere dai voti e dagli esami. a prescindere da tutto.)
Il corso di Antiseri era non solo Apprendere l'epistemologia, la filosofia, la storia del pensiero, ma sentirne parlare gli interpreti, dalla viva voce di chi ne è stato interprete. E' stato sentire vicini gli autori studiati, perchè è come se ti raccontassero di vecchi amici o parenti di chi ti sta parlando. Ti sentivi al cospetto del sapere, a contatto diretto con le menti più geniali della filosofia contemporanea. Come potessi vederli e toccarli, parlarci tu stesso.
Una specie di fantasmagoria immaginifica, l'alternanza di grandi uomini su un immaginario palcoscenico emotivo che poi, una volta "riassunti gli argomenti principali", ritornati alla "disciplina", alla "materia", ti lasciava la stessa sensazione di fastidio di una bel sogno interrotto prima di esserne sazi.
Lo so, sarò eccessiva. Ma adoravo gli argomenti proposti e chi me li ha proposti. E non per questo ho preteso di renderlo pubblico e di farlo intuire al docente. Molte persone si sono sperticate per ordire consorterie e fare balletti, recitare la parte dei finti interessati, dei finti intellettuali, o degli interessati ma ad un secondo fine molto preciso. Con viscida lungimiranza.
Ma mi fido dell'intelligenza del professore, so che a certe persone illuminate basta leggere gli sguardi di chi le ascolta avidamente, e che le mille parole gentili proferite da studenti-clienti non hanno alcun effetto sul loro giudizio.

Oggi il saluto delle persone incontrate da poco mi ha fatto sentire che comunque, negli sguardi che ti rivolgono, si cela una fratellanza derivante dalle situazioni che viviamo gomito a gomito che supera la piccolezza del tempo di frequentazione. sembra di conoscerli da anni. ma più ancora, sembra di conoscerli.

Oggi ho rivisto sul blog di un amico, lo stesso che si è complimentato con me, un'immagine di "Le situazioni di Lui e Lei", che non vedevo da tanto tempo, e che per pura coincidenza costituisce l'unico disegno a mano libera di cui sia mai andata fiera nella mia vita, prima di buttare via le matite una volta per sempre e decidere per la scrittura piuttosto che per l'arte figurativa.
Anche le coincidenze, che ti fanno pensare che persone diverse e sconosciute possano appunto "coincidere" con te in qualcosa, per caso, ti fanno riflettere e ti regalano un sorriso in più. (un po' come i sorrisi sopra citati, se volete. casuali ma voluti.)
Una speranza di trovare sostanze umane rapportabili con la tua negli altri, questi oggetti sconosciuti che si pongono sulla tua strada e parlano, vivono, si emozionano parallelamente. e quando sei fortunato, con te.

E un altro regalo della giornata sono i sorrisi della sostanza umana a me più simile. Che è il Lui delle Mie Situazioni. E oggi era tranquillo pensando all'esonero di domani. Un panorama che lo scorso anno mi sembrava così lontano e sfuocato da vedere solo nebbia. Ora va bene. Sta bene. Speriamo che il suo duplice impegno (su se stesso e sui libri studiati) venga ripagato in modo congruo.

E io sono qui. Con i resti di un semestre (semestre? mah.) scivolato come l'acqua tra le dita che non riescono a fermarla. Sei mesi di vita bevuti così, in un sorso? quasi non mi sembra possibile. era ieri che lavoravo al banco dell'Italiana e mi disgustava l'idea di studiare alla Luiss materie che ritenevo prive di interesse. Mi sembra ieri che vedevo e parlavo sempre con le solite persone di una vita. che mi mancano, ma che per questo turbinio indistinto di eventi, appunto, non mi sembrano lontane. mi sembra di averle lasciate lì, un attimo fa, e di accingermi a tornare a prenderle, non appena avrò finito con tutti questi esami e libri da leggere. ma sono lì, ci sono da allora. 
La cosa strana è che solo in certi momenti ti rendi conto che "allora" è un bel po' di tempo fa, nella vita reale (non in quella mentale). Chissà come sarà tornare alle persone "conosciute". Saranno più o meno estranee delle "appena incontrate"?

Però rimango dell'idea che con alcune persone funziona comunque così come dovrebbe. Puoi non vederle o non sentirle per anni, che quando questo riaccade quell' "allora" interminabile nei fatti diventa proprio "un attimo fa". Il tempo si cancella, tutto riprende da dove era stato interrotto. Tutto rimane come lo avevi lasciato. E questo probabilmente è ciò che ti permette di riconoscere i veri amici da tutto il resto.

Vado a nanna.

postato da frafrettina alle 23:49 | link | commenti