sabato, 03 febbraio 2007
RinascitaStamattina, seguendo il consiglio di Paulo Coelho, che in un racconto fa visitare Manuel da un angelo che gli chiede se in vita abbia mai saputo fermarsi un secondo, mi sono ritagliata un po' di tempo. Anche se con gli impegni alle porte lo si potrebbe ritenere perso, credo di non sbagliare nel definirlo come quello meglio speso in tutta la giornata.Ho meditato nella doccia. Ne ho fatte due di seguito. Ma prima ho alzato il volume della musica. Cantato i pezzi di Giovanni, che non hanno parole, ma che me ne suggeriscono sempre di nuove, sempre nuovi fraseggi da adattare alle note, in base allo stato mentale transitorio. E chissà in quale campo semantico, in quale interpretazione si trovasse lui, quando le ha composte. Misteri della musica, muta eppure parlante mille emozioni nello stesso tempo. E insomma, mentre cantavo parole che non ci sono e che nemmeno ricordo, e che la prossima volta canterò in maniera diversa, o ne canterò altre poichè queste sono scivolate via, mi è venuto in mente un accostamento di cui ricordo solo il verbo respirare e forse trascinare su colli di velluto. Ho voluto provare a fermarne almeno l'impressione, di volo, di dolcezza, di sensuale slancio verso la vita. Anche se quella precisa espressione non tornerà, o se magari tornerà in futuro. Per il momento l'ho incastonata così. Chissà se non la rimaneggerò, prima o poi. Rinascita: Mi librerò da colli di velluto verso opache vette iperuranie evanescenti sovrumane altezze odorano di luce. Nasco in volo. Linea sinuosa tra Terra e Infinito Eterna distensione. Eterno slancio. Respirerò l'esser sospesa in aria Sarò pulviscolare dissolvenza. Rinascerò scomposta in mille grani Nel soffio turbolento di quest' Alba. (nota: di quest'Alba non mi piace. avrei voluto mettere albeggiare, albore. ma la soluzione metrica migliore sarebbe stato un banalissimo "del tramonto". ma questa è un'ispirazione mattutina. Non so se mi convince, quell'Alba lì...). Torno ad Adam Smith. Che (non) è meglio. |