non sono più tornata, l'altro giorno, perchè non ho avuto un secondo libero.
le materie sono difficili, le ora tantissime, c'è molta matematica e questo compromette seriamente la salute del mio encefalo già bersagliato. e il 31 marzo c'è il primo esonero di statistica. quindi dovrei rimettermi a studiare (numeri, peraltro). grasse risate.
in tutto questo ho da dare i resti a:
zainet
radio zainet
tra breve anche il riformista
radio luiss + annessi giornalini, giornaletti, sitarelli, circoli e varie ed eventuali
corriere romano (che nel frattempo ha arruolato lui, dedicandogli una sezione dedicata con il suo nome a caratteri cubitali. mentre si vede che lo spettacolo interessa meno. che ce voi fa'?)
L'ENEA che mi tartassa di email intasandomi la casella.
universytv che fortunatamente sembra prendersela più comoda
nonchè l'ultima arrivata e ancora non operativa Studenti.it, la quale mi pagherebbe pure ma in tutto questo marasma ho paura si perda nel nulla. mi impegnerò per non diventare una onlus, in ogni caso.
ciò detto, avrei anche una vita personale. una madre che mi parla a fasi alterne secondo quanto la mia vita mordi e fuggi la fa incazzare. un ragazzo con crisi da "troppi mosconi ti ronzano intorno". e infine troppi mosconi che mi ronzano intorno.
c'è qualcuno che sembra stia cambiando obiettivo. la cosa mi rallegra, un amico in più e una situazione ambigua in meno.
c'è qualcun altro che scherza in quel modo lì. che ti prende in giro. però poi esci dalla radio e ti abbraccia. forse non sapeva che ero impegnata. ad ogni modo non mi preoccupo. I am focused.
c'è un altro ancora che gioca proprio e si sa, perchè lo fa con tutte. e mi è simpatico. e non è il mio genere, soprattutto. quindi tante risate in più, in amicizia.
ho paura di non riuscire a pronunciarmi per la paura di quel counter che gira vorticosamente, negli ultimi tempi. mai visti tanti accessi a questo (non)luogo di puro sfogo interessante solo per chi lo scrive.
ad ogni modo cercherò di non avere peli sulla lingua. mi piace che i ragazzi giochino con me. mi impauriscono gli abbracci, perchè non vorrei cadere mani e piedi in situazioni nuovamente ambigue. ma mi piace piacere agli altri. non ci posso fare nulla. e questo non comporta una mia infedeltà. perchè ieri ne parlavo con lui, non può esserci qualcuno che di punto in bianco prende e spazza via tutte le certezze che ho costruito in due anni, tutte le ipoteche affettive che ho messo su di me e su di lui, senza provocare una devastazione interiore senza uscita. non si rimpiazza così facilmente, come chiodo scaccia chiodo, un rapporto così importante. si deve logorare, per essere accantonato. e io mi impegno sempre perchè ciò non avvenga, anche se lui si fa tutti questi problemi (che ok, mi farei anche io) e non aiuta a vivere spensierati e allegri. o quantomeno getta ombre sinistre sulla sicurezza del nostro stare insieme lui per primo. come se il legame fortissimo me lo fossi inventato io di sana pianta.
ciò non toglie che essere apprezzata mi piaccia. non intendo per interessi sentimentali o supposti tali. anche perchè chi mi conosce da così poco non si candida ad avere serio interesse, e la cosa decade da sè. intendo quella sensazione di quando guardi qualcuno e non è ostile. intendo i sorrisi e la voglia di fermarsi a dire due cazzate. o quella consapevolezza che per le cose serie vengo considerata.
forse, fondamentalmente, sono una persona insicura. forse voglio solo vivere in armonia con tutti e mi fa piacere di essere oggetto di attenzioni e buoni umori dagli altri. forse nulla, sono solo una persona socievole. e siccome nell'ambiente luiss mi sono sentita estranea e ancora non mi sento così a mio agio, queste novità mi fanno piacere. perchè al di là dello scherzo, della burla dei mosconi, che altro non sono se non persone simpatiche che tentano di allacciare con te, non necessariamente per un qualche fine in collisione con la mia vita, mi salutano molte altre persone. mi conoscono quasi tutti. mi piace la sensazione di non dovermi guardare le spalle quando cammino tra i tavoli dove ci sono "i più grandi". mi piace camminare in mezzo agli altri preceduta da un loro sorriso amichevole. anche se ci conosciamo tutti per modo di dire.
ieri sera, tanto per cercare di superare lo scoglio del "per modo di dire" siamo stati a cena con i ragazzi di aula28. ho dato un volto a tante presenze virtuali-ma-non-troppo. ci siamo fatti qualche risata. ho conosciuto nuove persone. ho avuto l'impressione di aver creato io la condizione di collaborazione-e-basta con andrea, che sempre più si rivela un ragazzo aperto e davvero intenzionato a conoscere gli altri, e con gaia quella di amica-di-un-amico, ci parliamo tranquillamente, mi trovo bene. va bene così. forse ho avuto un altro indizio per immaginare che sono io che mi creo tutte queste sovrastrutture, quando gli altri non si pongono nessuno schema, non ci sono livelli, non ci sono condizioni. è tutto molto più naturale e spontaneo di quello che credo io, ma molto spesso io credo troppo diversamente per accorgermene.
ci siamo ripromessi di ripetere, perchè è stata un'iniziativa simpatica. e non è successo quello che temevo: sentirmi un pesce fuor d'acqua. sono stata bene. si può dire?
quando la vita manda queste buone onde, a vari livelli, io sorrido e ho voglia di fare. e oggi sarà un'altra giornata concitata e incasinata. ma quando sono allegra, finchè lo sono, va bene così. le energie da qualche parte si rimediano.
vi (mi) aggiorno.
ps: prossima componente dell'esonero di informatica sarà un blog. conti ha appreso che ne possiedo uno. ma non credo sia il caso di porlo all'attenzione di un professore. sarebbe un bavaglio per me, una compromissione del rapporto istituzionale tra me e lui. chi entra qui mi conosce di diritto, quindi che faccio, posso mettermi in casa un valutatore e non un amico? se non ci fossero esami e valutazioni di mezzo condividerei tutto con piacere. più si è meglio è no? però queste cose mi frenano. probabilmente aprirò un blog farlocco, come esercizio. va bene che il counter giri, ma non così tanto. rischierei di sentirmi spiata. più di ora che comunque il counter inizia a mettermi paura. rischerei di autoimpormi il silenzio. di preoccuparmi di chi legge.
come ho fatto oggi, in fin dei conti. perchè razionalmente è vero che mi piace piacere in linea generale, ma ciò non toglie che piacere ti faccia chiedere cosa ci sarebbe al di là del bivio. che l'effetto sliding doors contraddistingue ogni mio pensiero. senza nulla togliere a quello che ho, che amo. ma come essere umano curioso non posso non farmi domande, e sarebbe sciocco e ottuso far finta di non farsele, non ascoltarsi. io qui mi ascolto. sono sincera con me stessa, poi voi che leggete (ma voi chi siete? leggete? devo davevro preoccuparmi?) fate un po' come volete. giudicate o no, capite o stupitevi di me. ma io sono una persona prima ancora di essere una persona calata in molteplici contesti. e l'essere in determinate situazioni non mi leverà mai una curiosità ontologica, che non si può sradicare da nessuno, che tutti taciamo perchè "disdicevole" o sintomo di ripensamenti di qualche tipo, ma che c'è e che io voglio e devo esplicitare. tutti ci chiediamo come sarebbe se. che questo riguardi il lavoro, la vita in un luogo, partire o restare, l'amore, gli amici, le decisioni da prendere. preventiviamo l'esistenza di alternative. e cerchiamo la migliore, sempre e con protervia. e una volta deciso qualcosa, questo non eliminerà nessuna domanda, nessuna incertezza. aggiungerà un valore al vissuto. ci farà bene (o male, se scegliamo male). ma non eliminerà le alternative. innumerevoli. incalcolabili. e non ci eviterà di confrontarci con esse, nemmeno dall'interno delle varie situazioni in cui scegliamo di calarci.
è questo che rende ogni giorno di stabilità nella nostra vita un atto di coraggio, una riconferma di noi e di ciò che facciamo, che abbiamo.
se invece evitassimo di farci domande andremmo avanti per inerzia. starei più tranquilla, ma sarei routinaria e vuota. e lo sapete che io, ad ogni alito di vento, amo sconvolgermi. e poi tornare ancora più tranquilla coi piedi nella mia realtà-di-fuori. che diventa sempre più stimolante e sorridente. e spero, sempre con meno broncio da parte di un lui, che ogni giorno, anche se non lo sa, viene riconfermato. con ogni abbraccio, ogni occhiata e ogni parola. dovrebbe aiutarmi a riconfermare tutto sempre, invece di avvelenarsi e avvelenare noi due. ma non si può pretendere di spiegare tutte queste contorsioni anche a un altro essere umano. quindi capisco la preoccupazione perchè tutto può sempre succedere. e cerco di stargli vicino e dimostrargli il contrario. ma non sa che ogni lotta con il dubbio lui la vince ogni volta che scende in campo contro tutte le altre possibilità esistenti. anche io mi preoccuperei, e forse farei peggio di lui. perchè mi conosco e sono irascibile e catastrofica e radicalizzo tutto. ma saprei, in fondo, di vincere sempre io.
oggi cercherò di ricordargli la sua forza. e continuerò imperterrita a farmi domande, per mettere questa forza sempre sotto sfida. curiosa come una scimmia. cervellotica come un pazzo introverso. un gorgo inarrestabile, sollecitato da continui punti interrogativi. che penso siano i simboli che in definitiva amo di più. perchè ontologicamente importanti per l'essere umano. perchè senza di loro sarebbe una soffocante calma piatta, senza bivi o vie di scampo. e senza possibilità di riconfermare le proprie scelte, i propri percorsi. finiremmo per odiarli o amarli e basta. non potremmo autoconvincercene sempre più.
non potrei vivere senza domande.
non vorrei vivere senza punti di domanda.
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