Ecco un gioco di parole: contiene tutti i nomi delle composizioni di giovanni.
Il nostro incontro è avvenuto durante un viaggio in aereo. Da allora è diventata la mia ossessione.
Mi colpirono la sua pelle ciprea, i suoi anelli colorati, il filo di perle che indossava e una maglia con su disegnata una grossa stella. Lei invece fu toccata dal mio improbabile sembrare un bambino impaurito: in 10/16 secondi dal decollo io entro regolarmente nel panico più completo. La paura di volare mi gioca sempre questo scherzo, ma a quanto pare questo male non viene sempre per nuocere. I was coming back to life as she grabbed my hand and said "take a breath". I felt relieved and started to go with the flow. I started a meditation about her through all the flight. I felt a new renaissance in my heart. I couldn’t stop thinking of how umbelievable it was that I had found love cause of a panic attack. Le affinità elettive si svelano all’improvviso e più le parole correvano tra noi più mi sentivo sospeso nel tempo, come se avessi potuto manovrare a mio piacimento le lancette dell’orologio degli dei e fermare tutto. Era come se quel volo sul mondo fosse diventato un viaggio alla volta della luna, nemmeno fossimo saliti sull’Apollo 13 invece che su un aereo di linea. Le sole notizie che ho di lei sono che frequenta la facoltà di filosofia, che aveva speso la notte prima a fare bagagli perché aveva deciso di chiudere per sempre con New York. Serrata la porta del suo appartamento, un monolocale dentro un palazzone, la Room 108, era fuggita via alle 7.30 am di quella mattina per godere la fine di quell’ultima notte ad harlem. Aveva percorso la strada per arrivare downtown, al centro, poi aveva raggiunto Central Park dove aveva deciso di dire addio alla Grande Mela. Nel parco, tutto era pieno di brina. C’era ghiaccio pendente da ogni fronda. Si sentiva la regina dei cristalli ed era bellissimo il suo regno. Rimase a contemplarlo finchè non sentì forte il richiamo del vento d’Europa, che le urlava dentro "Prendimi.". Quel vento dal quale aveva tanto desiderato farsi spettinare i capelli, alla fine di un lungo viaggio verso la libertà la cui prima destinazione sarebbe stata la più impensabile. Questa era l’idea, ed era ora di tirarla fuori dal cassetto dove per tanto tempo aveva preferito relegarla per paura. "Which is your first destination then?" I asked. "Japan" she replied "I know it makes no sense, but I want to live my life Jazzmatic. Do you know what I mean?". E sì che lo capivo. Chiamò un taxi, era ora di far calare il sipario su quella città, che ora più che mai sentiva come l’avversario da vincere. Al tassista disse "Portami via. Presto, all’aeroporto." Ed ora era accanto a me. Non l’ho più vista. She disappeared silently as I was figuring out how to ask her politely "Can i follow you?" which was an awkward question since she barely knew my name.
Volevo seguirti. Sentivo un attrazione semplice e devastante come quelle delle cose che si attraggono in natura. Come i gravi e la gravità, l’ape e il fiore, il polo positivo e il polo negativo. E a distanza di un anno ancora sogno di Bach, dei discorsi sul piano, sul karate e su tutto il resto. Per questo oggi prendo carta e penna e ti scrivo, anche se non so dove sei. Perché ricordo le tue mani, e non so niente di te se non come sei veramente. Hai lasciato una traccia di te nei miei pensieri nascosti. Qui danza, con la stessa foga con la quale il nuotatore fende l’acqua, il bacio che quel giorno non ti ho dato.
Giovanni.