il giornalismo e i suoi effetti collaterali

sabato, 03 novembre 2007

un ridicolo pensiero

Mentre mi ingozzo di liquerizia, leggo integralmente il blog di un certo mio amico, e penso che guadagna molto da una lettura d'insieme, tanto da sembrare un libro bello e fatto.
In tutto ciò ho riavuto il mio mattone di poesiole da giulio, e dalla sua ragazza antipatica (ma solo perchè non si lascia vivere, sta sulla difensiva e un po' si crede pregiudizialmente migliore di te. è un peccato.). E più lo sfoglio più non capisco se il suo contenuto mi convinca o meno. Dovrei trovare un recensore intelligente.
Ma il motivo per cui ho deciso di scrivere due righe è il balenarmi in testa (oggi particolarmente frequente) di un ridicolo pensiero (cit.) che mi mette un entusiasmo infantile, come quello della vigilia di natale, dell'attesa dei regali: ho intenzione di ricominciare a suonare.
Speriamo che al ridicolo pensiero seguano altrettante ridicole azioni che concretizzino questa mia ridicola smania. Che però mi dà tanta euforia, da bambina che pregusta le sorprese più belle, i desideri più grandi concretizzati, a distanza di un sottile strato di carta, coloratissimo e importante quanto il contenuto, che sia ulteriore anticamera conferente importanza al gesto e al momento di gioire per il dono ricevuto.
Scartare i regali è sempre più bello del toglierli dalla confezione o giocarci, a ben vedere.
Che la perseveranza mi assista, e soprattutto speriamo che io mi prenda sufficientemente sul serio da iscrivermi davvero a lezioni di piano.  

postato da frafrettina alle 02:58 | link | commenti (4)