il giornalismo e i suoi effetti collaterali

mercoledì, 07 novembre 2007

hoy

prima sono stata a pranzo con nannini. e tante discussioni. e tanti spunti.
fedigrafo è più interessante di fedifrago. e trame da rielaborare, prospettive da focalizzare, rendere più interessante il genere sentimentale e quello criminalpoliziesco. che poi, se una trama non è tua, come fai a svilupparla? ma ci si può provare e riuscire. forse anche per bene.
quattro mani? e 'nnamo!
comunque.
ho intervistato Mr. Severgnini. Un tipo simpatico, sveglio. Da prendere in considerazione. Uno che del mestiere di scrivere sa diverse cosette.
Ho rivisto fra testi, e mi era mancato un po' chiacchierare con lui come ai vecchi tempi. quando non si tratta di giornali è una persona a cui sono legata, alla fin fine. come a tanti che ho conosciuto lì a zainet, come a tanti che pur non essendo assidui frequentatori della mia quotidianità mi mancano e mi strappano un sorriso e un ricordo, quando ci penso.
poi ho visitato la chiesa di san marco con marco, imbucandomi tra gli studenti di storia dell'arte. ho visitato lo strato sotterraneo della chiesa, non aperto al pubblico, disordinato e con i lavori in corso. tracce di absidi e di fonti battesimali, muri che si perdono in altri muri non scavabili, che ti lasciano lì a chiederti "che cosa c'è, al di là?". e poi pozzetti sepolcrali e tombe a cappuccina. e tante casse di plastica, foderate di giornali ingialliti di chissà che epoca, piene di polvere e di caschi da muratore. con dentro tegole, marmo. e tante ossa.
Un osso
con scritto
"Fu Corpo".
Ecco un pensiero venuto alla vista di femori tibie e bacini. e molti coccigi.
E uscendo da lì, oltre ad aver visto (avrei anche potuto toccarle, a dire il vero) delle vere ossa di veri morti, ho anche visto un vero povero. uno di quegli uomini tondi, intabarrati e sporchissimi, con tutti i loro averi su un carrello. prevalentemente panni. una catasta. io non riuscirei a mettere tutto quello che possiedo nemmeno in un furgoncino. è un'osservazione da niente, ma avere così poco da averlo tutto sempre appresso è straniante, se ci si sofferma a pensarlo.
ad ogni modo, nannini mi faceva notare che "ogni romanzo risponde a una domanda, è la soluzione di un problema". e io ridendo fra me pensavo "è questo il punto! io i problemi li creo, come posso risolverli?"
Io da una situazione sviscero un problema, e da questo una cascata di problemi e di mondi possibili. una deriva di interrogativi. eccolo, il problema delle trame. sono soluzioni.
che io non ho.
postato da frafrettina alle 19:57 | link | commenti (1)