il giornalismo e i suoi effetti collaterali

domenica, 20 gennaio 2008

che poi

è una vera ingiustizia che le mostre costino così tanto, e non sia permesso sostare a lungo nei musei. io per me ci passerei i pomeriggi, tornandoci ogni giorno finchè non chiudono. altro che scrivania, sarebbe meraviglioso mettersi a studiare davanti a un lichtenstein o un rothko. o a scrivere, magari...
marco mi ha ricordato un'altra scenetta di ieri. un tipo si pianta di fronte a un quadro piuttosto grande. marco indispettito mi prende e mi fa indietreggiare, esclamando ad alta voce: "è un quadro grande! è da cretini mettersi a venti centimetri e non vedere un tubo!". il tipo, ferito nell'animo, si allontana mestamente dissimulando indifferenza. ridendo, ho detto a marco che forse avrebbe potuto evitare queste prese per i fondelli gratuite (anche perchè per far avvertire a quel tipo la sua pochezza ha sostanzialmente dato della cretina anche a moi ehm ehm). ma comunque...
oggi l'ho sentito un po' meglio, grazie. sarà che sta riprendendo a giocare a basket/calcetto e varie. sarà che ieri siamo stati bene. sarà che qualcuno che passa di qua interpreta le mie parole e le mette in pratica. comunque mi sembra di aver percepito un lieve miglioramento d'umore. speriamo non si tratti di me che mi flasho le cose. (sì, ho scritto flasho. ha ha).
e mi è venuto in mente un ignobile paio di versi. ma non mi sento molto a mio agio a postarli.
mi sono chiesta perchè.
e visto che questo disagio mi spaventa, probabilmente più tardi li posterò lo stesso.
(memorandum: devo postare anche degli estratti dai libri che sto studiando. certe robe che in mezzo alla fuffa più grigia rischiarano una pagina inaspettatamente. devo ripescarli, e poi copiarli. vi piaceranno.)
adieu.
postato da frafrettina alle 16:59 | link | commenti