il giornalismo e i suoi effetti collaterali

giovedì, 03 aprile 2008

long time no see

non me la sono passata tanto bene oggi, ho iniziato a sentirmi male appena alzata, ho vomitato tre volte e anche ora ho un mal di pancia allucinante. dopo gli svenimenti, i pianti e le dosi massicce di antidolorifici degli ultimi mesi, forse forse dovrei rassegnarmi all'idea di farmi visitare da un ginecologo. o forse resisto, che mi mette più a mio agio.
ieri è stata una lunghissima giornata. fino alle 9 all'università, tra lezioni e altre cose, e spero che domani non sia come oggi, anche perchè perdere 7 ore di lezione non è del tutto positivo. devo riuscire a uscire.
comunque, tra una cosa e l'altra, ieri ho parlato un po' con c., una mia compagna di corso che ormai sta diventando la mia compagna di pranzo, o meglio colei che mi ha fatto sperimentare la mensa (che a livello di struscio mondano è meglio di via del corso, in proporzione). a mensa fra l'altro abbiamo incontrato due amici di gaia, uno dei quali mi ha chiesto se io fossi frafrettina. da qui relative considerazioni sul fatto che internet ti rende persona pubblivata e un po' ti sputtana e un po' ti fa entrare di più in contatto con il prossimo, e a ben vedere è tutta questione di diffidenza in meno (nei casi migliori). e altre considerazioni sulla quota di amici dei miei amici che adesso sanno che il primo giorno del ciclo mi stende e che non ho una grande passione per l'idea di rivolgermi ad un ginecologo. ma poco importa.
dicevo di c. che ha voglia di nuovo, di giocare con un ragazzo perchè il suo è lontano sia fisicamente che sentimentalmente in questo periodo. problemi di tutte le storie lunghe. non ho potuto darle nessuna risposta, le sue domande erano attualissime e valide per tutti in ogni momento in cui non si è certi se ci si stia accontentando oppure chissà quali tendenze masochiste si stiano assecondando. in ogni caso credo che se il suo ragazzo saprà farle sentire la sua presenza, tutto andrà bene. lo dico perchè alla fine ci siamo trovate su molte cose e specialmente sui fondamentali, lei mi capiva quando le dicevo che dopo ogni dubbio quello che per me ha sempre contato è il fatto di volere che marco rimanesse accanto a me sul divano invece di andare a casa la sera. desideri banali al limite della noia, ma la vita vera è fatta di molti divani e di poche sciocchezze da flirt. che per carità, in assenza di divani sono splendide, e lo sono anche se ci si accorge di non volere più quella persona accanto, sotto al pile e davanti a una schifezza in tv. ma se sono solo capricci, allora, ti rendi conto da solo. il problema è che fare scelte così alla nostra età non è sempre semplice, la prospettiva del tempo, l'assenza di scadenze sentimentali tipo "sposarmi-avere una famiglia entro gg/mm/aa", ti fa porre molti più problemi (e più spaventosi) di quanti non se ne creino quelli con 10 anni di più. almeno credo.
c'è stata anche la laurea di giulia. mi sono pensata nei suoi panni e un po' mi ha spaventata. anche perchè non vale nemmeno la pena di sbattersi a scrivere, dato che hai dieci minuti, per discutere. dovrei dire più cose, come il fatto che essere alla luiss con lavinia e i suoi capelli da moicano della quaroni un po' mi ha fatto sentire la distanza che c'è tra il nostro piccolo mondo sbagliato per molti versi e quello della maggior parte delle altre persone, sbagliato per molti altri ma sicuramente più facile da comunicare e comprendere perchè più diffuso, atomizzato. è stato divertente, e un po' mi ha fatto domandare cose. ho incontrato anche g. con una sua amica, l., molto simpatica. nel terzo anno ci sono molte più persone frequentabili di quante ne abbia trovate nel mio, fatta eccezione per i comunicattivi. anche in quel frangente mi sono ritrovata a parlare di sentimenti, ed è strano come le persone mi ritengano una quasi attendibile, mentre vivo in un continuo stato di tentativi e confutazioni. e poi mi hanno detto che quando mi guardano io do l'impressione di essere una persona felice, una persona allegra. mi ha fatto piacere sentirglielo dire, perchè cerco di essere migliore possibile con gli altri. un po' perchè mi piace entusiasmarmi, e quando sono allegra lo sono a livelli quasi infantili. una cretina, ma magari contagiosa. quando sono genuinamente così significa che sono con persone che mi piacciono, altrimenti è sempre una buona maniera per mascherare antipatie/rapporti superficiali. ad occhi attenti è palese, che stia fingendo. fortunatamente pochi occhi sono veramente attenti. comunque come dicevo a g., io vivo di spikes, di momenti di up e di down pazzeschi, e chi mi raccatta in quelli, o tenta di starmi vicino, sono le persone che davvero, davvero mi vogliono bene. poche ma ottime, una cerchia allargabile ma se ce ne sono i presupposti. insomma, allegria sì, ma per sapere come sono veramente (cit) ci vuole pazienza, intenzione e costanza. e coerenza. e sapere che alcuni ci si impegnano davvero è un dono splendido che la vita mi fa. e la nozione di "pochi" non mi fa sentire sola. però una diserzione da parte di quei pochi mi ucciderebbe. questo sì.
come dice c., che è una ragazza forte e spigliata, molto volitiva: "io ho sempre bisogno di un sostegno perchè in realtà sono fragile". l'ho trovata più simile a me di quanto credessi, in una frase del genere.
la cupola di santa maria del fiore: levi un mattone, crolla la volta. però la volta è imponente, certo.
scrivo male, mi rendo conto. sono stanca ed è arrivata mia sorella che tra poco reclamerà che vuole dormire.
long time no see, dicevo. perchè era un po' che non passavo e perchè ci sono persone che si sono perse in questo periodo, e forse sarà che quella in mala fede non ero io, che ora che la vita cambia arrivano i silenzi. ma magari no.

ah, e finalmente ho tagliato i capelli. così dal nulla, ho preso e sono andata, un pomeriggio come tanti. niente riti o giornate campali, niente rivoluzioni. un evento normale, ma una bella scorciata sì. ve l'avevo detto?
postato da frafrettina alle 02:35 | link | commenti (1)