venerdì, 04 aprile 2008
quando un microfono / non lo vorrei abbandonare maisì perchè ero di buon umore.poi due situazioni. commento su una: cioè, ma stiamo scherzando? come dice roberto: la gente si prende sul serio. e boccaccia mia statti zitta. commento su due: non credo che la festa di pi, con tutto che gli voglio un gran bene eccetera eccetera, sia la serata ideale, oggi. perchè il malumore da rimpatriata di classe (sommata a una buona percentuale di ignoti e ad un'alta percentuale di gente che mi sta sul cazzo, tra cui la troietta di capodanno) si va ad aggiungere a quello da situazione uno, che mi è stata riproposta a più riprese e temo non si possa dire finita lì. (ecco appunto, live on la risposta è no.) inoltre non mi va di essere elegante. e questa è un'ulteriore ipoteca sul mio umore. irritazione a parte (passerà), ho vinto il premio per il sondaggio di aula m. yea. e poi fa piacere sapere che ogni tanto qualcuno senta il bisogno di affacciarsi un secondo. tra mille cose. certe domande sono talmente abusate che si fatica a dargli il giusto significato. è solo quando ci riesci (e capita solo in presenza di fattori ambientali propizi: persone, contesti, momenti) che si riaprono le voragini. e un po' te le crei e un po' le cerchi, come ti crei e ti cerchi i fattori propizi, spesso advocati. è solo che non c'è mai tempo. e se fossi puntuale tra cinque minuti sarei da pietro. e se fossi puntuale tra cinque minuti almeno inizierei a vestirmi. e siccome mi conosco so che non farò nessuna delle due cose. ah, e a quanto pare il denial definitivo è già passato sotto il mio naso senza che ne fossi consapevole. non so se sono totalmente insensibile alla cosa, o incredula o se prima o poi me ne importerà realmente. ma pare sia stato così, involontariamente. eh già, al terzo anno fare domanda è inutile: quando parti? in sessione di laurea? sai quando ti dicono che era una prova generale e in realtà stavi in diretta? a volte non te ne rendi nemmeno conto. c'est la vie, huh? |