domenica, 11 maggio 2008
viaggio nel mondo delle bimbeminkia(partiamo dal presupposto che avrei dovuto finire micropolitica e invece continua a mancare il capitolo 6)oggi ho compiuto una missione "etologica", un'esplorazione nel mondo delle ragazzine moderne. tra myspace, forum e altre isole virtuali, ho scoperto che esiste un mondo. prendiamo ad esempio un tipo, per poter delimitare il campo, proprio per un fatto di comodità metodologica, consideriamo le fan delle boybands di oggi. sono pochi gli anni anagrafici che ci dividono, ma viviamo in mondi totalmente diversi. anzi forse non è nemmeno l'età il fattore rilevante, mia sorella ha 15 anni ed è diversa, e in alcuni di questi forum che ho preso in considerazione ho trovato ragazze anche più grandi di me. ok, tutti siamo stati fan di qualche cosa, e non c'è niente di sbagliato. nemmeno nell'essere fan di una boyband - io amavo i backstreet boys come ho ammesso in qualche umiliantissimo meme. c'è però che ora è diverso. è come se oggi fosse cambiato il modo di vivere questo genere di interessi. personalmente frequento il forum di giovanni allevi, distanziandomene quando non ho tempo di seguire le discussioni, evitando di postare in alcune di queste quando sento che la situazione rischia di degenerare a livelli da isteria mtv style. in questo senso però devo dire che è più che altro una mia fisima, quella di avere paura che si scada in discussioni sterili: le persone che frequentano il forum sono razionali, coscienti eppure molto appassionate. non ci definiremmo fan, semmai estimatori, e quando ci lasciamo trasportare dall'allevi-persona è semplicemente perchè lui, come persona, quando ci incontra, entra in contatto con noi. ci conosce, bene o male, e noi conosciamo lui. quello che ci lega è la passione per l'ottima musica. è un forum di amici, amici tra noi e amici con lui. queste ragazze, invece, non conoscono i loro idoli (e parlo di idoli), o li conoscono solo virtualmente. eppure sognano, eppure mitizzano, eppure si supportano tra loro in una sorta di innamoramento collettivo socialmente accettato (in quanto l'oggetto è fuori dalla portata di tutte). ho preso due casi: tokio hotel, la cui mania è già esplosa da tempo e consolidata, e dARI, un gruppo emergente che ancora interagisce direttamente con gli iscritti alla loro community neonata. nel caso degli emergenti le ragazze cercano di istigarli a postare, ponendo loro domande anche superflue e irrilevanti per il gusto di poter interagire con loro e guadagnarne l'attenzione. la casa discografica inoltre ha già sfruttato questa base di consenso per operazioni di viral marketing, suggerendo agli utenti di supportare il gruppo (nei modi più assurdi e pervasivi, a livelli dell'attivismo brigatista) "Per avere uno scopo" oltre che per altre esclusive, privilegi e amenità varie. i ragazzi della band intervengono, dicevo. in particolare il cantante lancia messaggi criptici per scatenare il dibattito, ma le ragazze sfruttano ogni spunto per complimentarsi con lui, per la sua profondità (salvo poi aggiungere che non hanno capito il senso dell'intervento, ed eventualmente chiedere delucidazioni, sempre per la logica della ricerca di contatto diretto). la retorica visuale e testuale di questi forum è un po' la stessa riscontrabile anche sui vari myspace e pagine personali di questo tipo di ragazzi. la grammatica è brutalizzata (e non è un giudizio di valore), c che diventa k è ormai un fatto socializzato, ora la v diventa w. abbreviano tutto, scrivono rebus con caratteri maiuscoli e minuscoli, sostituiscono le lettere con simboli a queste somiglianti. scrivono in tutti i colori. creatività? tutto ciò ha una ricaduta anche sui nicknames, sulle signatures, sull'aspetto visuale generale di questi siti/forum. etichette come emo, dark, princess, angel, nomedell'artista+suffissi, affissi, prefissi, titoli nobiliari, titoli che indicano lo stato civile, aggettivi, o anche + nome proprio dell'utente sono più che ricorrenti. simboli totemici sono le all stars, le righine, i polka dots, certe acconciature e certo trucco, certi riferimenti a film o ad altre band dallo stile estetico ricercato. c'è la ricerca di suggestioni estetiche di un certo tipo, il riferimento è sempre all'interiorità (o anche alla complessità esteriore, come feticcio di quella interiore), nascosta/maltrattata/incompresa/resa superficiale e glitterata come a volergli conferire un sovrapprezzo di carattere e scorza dura da superare, oppure esposta, esaltata, resa flamboyant (non trovo una traduzione, forse rutilante). la tensione tra ottimismo e pessimismo varia, o è compresente, dal gotico vampiresco sanguinante al favolesco maltrattato, al rosa shocking: si trova tutto, spesso insieme, spesso non in contraddizione. è strano, ma in fondo coerente. non che sia del tutto orrendo. anzi spesso queste ragazze hanno gusto e competenze, in molti forum ci sono laboratori di grafica e dimostrazioni di estro e abilità nel campo del webdesign. però spesso tutto ciò è associato a una povertà di contenuto desolante, paurosa, fatta di citazioni e accozzaglie di rimandi, bombe semiotiche mal calibrate, magari in calce a post che tradiscono una cretinaggine sconfinata. e poi la ragione ultima di tanto entusiasmo, la divinizzazione di un artista x (x veramente, le dinamiche sono invariant rispetto alle tipologie, purchè si produca immedesimazione e dinamiche gregarie/gerarchiche elementari) è veramente futile. eppure lo sforzo di ricerca di un canone è ammirevolissimo, per carità. la vera sorpresa poi è stata la costante delle sezioni di fan fiction. non nel sito degli emergenti, o non ancora, perchè loro attivamente partecipano. la gente fantastica solo su ciò che non ha a disposizione (non conosce, non può avere). su tutti i forum di gruppi internazionali ci sono fan fiction. sarebbero interessanti da studiare sotto il profilo psicanalitico, sono transfert virtuali, anzi di luoghi d'oggettivazione di desideri, anche supportata dagli altri utenti con commenti e complimenti che aiutano a sentirsi parte, a poter condividere. Una specie di terapia di gruppo, con la catarsi collettiva eppure dispersa della lettura delle storie altrui e la sicurezza di poter postare le proprie. Molte sono storie romantiche, moltissime sono storie erotiche - non solo realizzazioni del sogno della fan di essere l'unica per il suo idolo, ma anche di rielaborazione di dinamiche socialmente inaccettate/di difficile accettazione. nel caso dei forum sui tokio hotel si è diffuso un sottogenere di fan fiction incentrate sul cosiddetto twincest, ovvero racconti di fantasia sul rapporto tra i gemelli della band, o altri rapporti omosessuali tra i membri del gruppo. credo che a fomentare tutto questo ci sia anche il fortissimo effetto dell'ambiguità del cantante, androgino fino alla confusione, tant'è vero che le ragazze lo troverebbero affascinante anche fosse una donna. è come se fornisse lo spunto per nutrire fantasie lesbiche senza il peso di complessi freudiani, proprio perchè alla fine si sa che è un ragazzo, e dunque queste fantasie sono scherzose/giustificate. poi c'è il fattore "testi delle canzoni", che vista la tipologia di gruppo sarà certamente romantico, quindi mirato a suscitare reazioni di forte immedesimazione ed innamoramento. ricapitolando: androginia, rapporto tra fratelli, testi romantici, l'impossibilità per le fan di avere l'oggetto del desiderio si ripercuotono nella fan fiction, aggravata in molti casi dalla rottura vincolo parentale e del tabù dell'omosessualità. e poi tutto questo straziarsi, questa clandestinità e questi eccessi trovano terreno fertilissimo nell'immaginario delle varie broken princesses nelle loro all star consunte e con i loro guanti da rocker che nascondono la vena tagliata. è un po' come la retorica dell'anoressia e della bulimia, che altrove mi era capitato di descrivere, nella quale mi ero imbattuta per sbaglio come per sbaglio mi è capitato di osservare questi fenomeni oggi, accettando un add su myspace. è un po' come se ci fossero dei filoni artistico-letterari devianti, dei canoni e delle mitologie striscianti, amplificate a mille dall'inconsistente densità di internet, luogo di incontro e di costruzione del se per molti ragazzi. e non sto giudicando, mi sto rendendo conto dell'esistenza di queste realtà. anche perchè disprezzare è fare il loro gioco, in un certo senso. e poi ho 20 anni, non 50. però non posso non notare che questo c'è, è strano, è diffuso e pur essendo "giovanile" non è come me e non è come molti dei giovani che io conosco. siamo tutti già così vecchi? oppure è successo qualcosa di cui non ci siamo accorti? non lo so, fatto è che sono rimasta colpita. forse bisognerebbe studiare meglio il fenomeno. |