il giornalismo e i suoi effetti collaterali

martedì, 15 febbraio 2005

san faustino

giornata impegnata, corso di poesia, di restauro e poi inglese.

in tutto ciò devo ancora finire i compiti...ehm...
non penso lo farò, non sono in vena.

mi sono iscritta ad un nuovo forum, quello del giornale di Rik.
Sembrano tutti carini e simpatici, anche la sua ex (per la serie "i miracoli della psicologia inversa" ;).
aggiungo i miei saluti al nuovo commentatore che ho visto bazzicare in giro!

parliamo d'altro.

ho una vaga sensazione che mi invade...è come se...mi sentissi presa in giro.
ho la coscienza di farmi prendere in giro. non è giusto e comunque non reagisco. e intanto perdo le persone vere come marco, al quale ho detto no, chissà per quale turba mentale...
lui era giusto, forse. lui mi conosce, mi adora veramente. non mi prende in giro. non lascia che io mi ferisca, non trae giovamento dal mio ferimento. ad altri invece piace vedere il sangue scorrere. tra le bugie delle righe scritte.
e poi, è colpa mia, lo so! questo è il brutto.
è così dannatamente PALESE.
lei se ne va, lui se ne va. logico.
e io lì a dispensare informazioni utili.

deficiente che sono.

fortunatamente io LO SO. fortunatamente se non negli attimi in cui scrivo queste riflessioni poco riflessive io so di avere la forza di scrollarmi queste insane illusioni di dosso. lo posso fare, con fatica.

però LO SO FARE.

e ora basta, trascrivo poesie. che parlino loro per me, while the phone is still silent (and i don't want to give a fuck about it).

La collana di perle (dedicata a Tommy: ti voglio tanto tanto tanto bene):

Io ho smesso di desiderare una felicità alta fino al cielo, io voglio il mio spazio, la mia coscienza di me e la mia determinazione a prendermi dalla vita il buono e il cattivo come vengono, ragionarci, sragionarci, consumarmi di lacrime, ma al fine di crescere. Per me. E per essere migliore per chi mi sta intorno.

Non si tratta di far maturare i rapporti, non lo si decide a tavolino. Si tratta di maturare in base ai rapporti.

Tu, non loro.

Attento a sceglierti un’età dell’oro.

Io la mia età dell'oro non la voglio avere, voglio un viaggio senza picchi e apici, al massimo lo voglio armonioso e volubile (placido, burrascoso, ondeggiante, nauseante e stupendamente mozzafiato) come il mare.

Voglio una collana di perle marine di forme e colori diversi, che sappia di sale, che presa in mano mi ricordi tutto di me, tutto della mia vita, tutti i miei passaggi mentali, tutti gli episodi che ho vissuto.

Il lingotto d'oro puro è bello da vedere, ma fisso e irripetibile, la collana si allunga e si rimonta, si sfila e si risfila, si plasma sul mio collo secondo la mia volontà.
Il sol dell'avvenire tramonta sul mare calmo.

ACROSTICI:

Nebbia

Umida e

Voluttuosa,

Ozia

Lassù nell’

Aere.

****

Ago che trafigge la

Mente e l’

Organismo.

Repentinamente

Esplode dentro.

****

Mendichi

Indifferenza

Senza

Entusiasmo

Risorgerai

Ignorando l’

Apatia.

****

Potente

Occhio

Espressivo

Sull’

Ignoto,

Ascoltami.

****

Cantando

Hai

Innamorato

Tu l’

Amore.

Risplende nel tuo

Ritmo e nei tuoi

Accordi.

Solitudine in S:

Sento serpeggiare solo stridenti suoni strambi, sfilano sfoggiando subdolamente superiorità supposta, stolto spessore. Scaldano sibilanti spettri, sublimano stoltezza soporifera, strisciano sfiati sulfurei se sbuffano.

Scompaio stordita, stimolando sentimenti sconclusionati, sterili. Spiro sconsolata.

Solitudine in C:

Corro caparbiamente calamità cingendo. Cado curiosamente: che controcanto!

Solitudine in D:

Dovessi decidere del deserto distruggerei di dardi dubbi dispersivi.

Danneggerei dogmi deleteri deridendo dirupi desolati.

Dormendo desidero dolci dune d’ambra.

Anacronistica:

Come dirlo, mi sento anacronistica

Che stramberia! E la poesia mi invasa

Su chi mi è intorno sono disillusa.

O Ispirazione, unica amica mistica!

Fuori dal tempo mi sono isolata

Fuggo il contatto, nessuno può più nulla

È un’allergia per gli altri che mi culla:

tacete tutti, mi avete già stancata.

Mettetevi in silenzio fiati striduli

Gonfi di proposte inconcludenti

Voi maschere infantili, menti inutili.

Nei queruli discorsi deprimenti

Dite sembrando stolti come muli

"sei un pesce fuor dell’acqua, non lo senti?"

Resta da stabilire se poi sia

Migliore l’affogare o l’asfissia.

 

I fili:

Linee ardimentose si rincorrono in spazi geometrici ineffabili.

Alcune si intrecciano, si scontrano violente

altre non si vedono

Alcune parallele non si toccano

Altre si separano.

Creano sinuosi disegni imprevedibili,

cerchi di fumo riflessi tra le stelle,

mossi dal motore del destino ignoto.

E cambiano colore, forma e verso,

appaiono e scompaiono a piacere, a periodi.

La vita e in queste linee, in questi fili,

troncati dalle Moire se la luna

si annoia di arricciarli.

E l’esistenza è un gioco di bambina, Arianna lattescente

Alberga in cielo.

O non esiste.

Il veliero:

La nave fantasma

Salpa

Dal golfo dei miei

Non so

Verso la baia

Dove ho annegato

I dunque.

Atarassia d’amore

Nulla compulsivo e

Imperturbabile,

liberami dal tuo

subdolo incantesimo:

Lascia che il cuore pulsi.

postato da frafrettina alle 21:50 | link | commenti (2)