Veli e metafore:
Quando io e te parliamo per sottintesi
ci guardiamo dentro l'anima
dagli occhi e dal sorriso.
Lo sguardo è obliquo, mi avverte
che è proprio di quel che penso che tu parli
riferendolo a me, soltanto
in un codice comune ma privato
che agli altri suona uguale
a noi infinito.
Quel che è palese pian piano si logora
non parla più, ripete un suono rotto.
Se non esprimi scompigli immensi veli
veli color di sentimenti nostri
miei e tuoi, invisibili, intangibili.
Solo io e te, avviluppati dentro quella rete
"Romantica", smielata, quel che vuoi
ma tua nell'attimo incorporeo del discorso.
Colpito il centro, geme l'attenzione
vinta, e ti si accendono le guance soddisfatte
Euforico per una gloria spicciola
così voglio vederti, cherubino.
Così per sempre.
Le tue allusioni mi danno importanza
porgendomi illusioni surreali.
Difficile inventare Amor da Nulla
l'intrigo è affascinante, sfida i nervi.
Amor non so chi è ma so che fremo
aspettando nuove astratte convergenze.
Ho paura, angelo dagli occhi d'acqua e cielo
di essere ricaduta nell'errore.
Di amarti senza conoscere il tuo nome.
Sempre sul tema...
Senza titolo:
AMORE
Cinque lettere di letale astrazione
Sto sola contro me e contro tutti
difendo irrilevanti buche in acqua
inefficaci voli di Pindaro
della mia mente autarchica
che fa tutto da sola e non può agire.
Troppe le convenzioni da invertire
troppi scrupoli a frenarmi
Codarda.
I sogni evaporano senza trovar corpo
e il loro oggetto evolve e si allontana.
La colpa non è tua, non puoi sapere
non puoi far niente nè io te lo chiedo
(rinnego io stessa i palpiti irrequieti.
Screanzati.)
Pazza, se comparata con la norma
La colpa è tutta mia. Fermo il pensiero.