il giornalismo e i suoi effetti collaterali

sabato, 07 gennaio 2006

selling the world my last breath

non dovrei essere qui. dovrei andare a mangiare, dovrei docciarmi di corsa, perchè tra poco marco verrà qui. ma prima di tutto dovrei essere sui libri. ma onestamente ho poco interesse e troppo sonno per costringermi a ricominciare subito a prendere appunti sulla storia industriale italiana del primo novecento. detto fra noi non me ne frega proprio niente.

però ho deciso di passare e fermarmi un momento. to sell the world this last breath, prima di tornare nell'apnea forzata della vita scolastica che sì, mi toglierà tempo. tutto, o quasi.
e poi ieri c'è stato il colmo: la chiamata di quel cazzonefancazzistalavativolecchinoservoputtanomentale di f.t. il mio cosiddetto codirettore. colui che si becca i meriti del mio lavoro, da sempre. eheh, ma non più, dato che non sto più lavorando!
questo deve creargli qualche problema, non ha più modo di pavoneggiarsi. proprio per qesto mi ha telefonato, come a dire "beh che fai, batti la fiacca?". eh no cocchino, adesso mi sono proprio stufata di sacrificare la mia media scolastica per farti godere i frutti della mia fatica e guardarti curare la tua pagella da record. ma anche no. la mia priorità è uscire dal giulio, e se possibile con il massimo. e se, come probabilmente accadrà, non sarà così, voglio almeno non dovermene imputare la colpa, quindi non lascio niente di intentato per andare al meglio quest'anno. e non ho più tempo per lasciarti grattare la pancia. brutto stronzo.
sì, purtroppo, cari ragazzi miei, sto diventando insofferente verso i 3/4 delle persone insulse che mi circondano. ho deciso di scambiare qualche parola solo con quelle che non ritengo in mala fede. e la mala fede è l'unica cosa di cui la natura ha dotato f.t.; lo detesto ogni volta che mi si avvicina con la sua aria viscida. mi comunica proprio fastidio, prima non mi accadeva. ora voglio togliermelo dai coglioni ogniqualvolta mi si accolla.
continuo dopo, spero. il pranzo chiama. e non vi ho ancora detto niente sull'importanza per me de "Il fantasma dell'Opera", reale motivo per cui ho iniziato a scrivere. a presto.
postato da frafrettina alle 13:36 | link | commenti (5)