il giornalismo e i suoi effetti collaterali

domenica, 15 gennaio 2006

poesia tentativo n°1

ora ce la devo fare a scriverne una.
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superbe contraddizioni del cammino umano

letto di morte. dormire e morire.
amletico dogma, binomio sinistro.
eppure esistente, la morte è così.
ti coglie tra bianchi guanciali.

e poi sei di marmo, sei un tocco di cera
diventi una statua; che bella che era
lamentano in coro parenti e nipoti
recando con se tagliacarte affilati.

letto nuziale. nozze di morte.
eros e thanatos, amore maldestro.
eppure da sempre si stanno vicini
abbracciati sul talamo. eterni.

e lottano presi da folli passioni
si prendono i polsi, si mordono,
si sfregano baci, ansimanti.
ognuno s'annienta nell'altro.
                                     che amplesso.

convivono in loro nature contrarie
con cui nella vita tutti hanno a che fare;
sullo stesso letto puoi farci l'amore
o andartene quando si ferma il tuo cuore

e resti composto, inciso nel legno
i tratti marcati, severi, un grugno
di pietra, che non fa paura. che si
può coprire, incassare, interrare.

nessuno per forza ti deve vedere
ormai del tuo letto non ne hai più bisogno
non serve la lana per scaldarti i piedi
e poi chi è rimasto avrà un gran bel dafare

si smezzano averi, possessi e preziosi
contesissimo il pezzo più grosso
la casa, a chi va? che dice il notaio?
nessun ricorda il tuo volto di gesso.

e ricorderai di quei giovani ansanti
sintesi estrema di tutto un vissuto
lei, generatrice, lui freddo uccisore
innamorati e incuranti dell'uomo

che in loro esperisce grandezza e miseria.

del resto, al cuor non si comanda.

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non che sia il massimo. non che sia allegrissima. ma almeno l'orecchio non l'ho perso del tutto.

postato da frafrettina alle 10:52 | link | commenti