martedì, 02 maggio 2006
primo maggiocitando il grande ligabue: ho urlato contro il cielo e conosciuto quelli tra palco e realtà. è stato bellissimo.inizialmente avevo poca fiducia che saremmo riusciti a fare qualche intervista degna di nota, dato che ci avevano posizionato in un'area di passaggio, lontanissima dai camerini, dove al massimo si poteva mangiare e servirsi dei wc. bisogna ammettere che, fregando i cantanti sulla resistenza fisica, davanti ai bagni siamo riusciti ad intervistare gli emergenti Baustelle e Wogiagia. una posizione tattica in fin dei conti. c'è anche da dire che le grandi star, i cantanti arcinoti e un po' presuntuosetti, hanno di regola un bagno personale e qualche portantino per le vivande prescelte. e intervistare portantini non era esattamente il nostro obiettivo. "accollandoci" (gergo della gggioventù che sta per: attaccandoci come cozze allo scoglio) a due poveri ragazzi, martiri dell'ufficio stampa, io e la mia collega noemi siamo riuscite, con la nostra indomabile faccia di bronzo, a fare la spola tra i camerini e l'area "hospitality" (l'area delle cibarie, per intenderci), e ci è scappato anche di vedere liga cantare aggrappate alle transenne e cantando a squarciagola, con una vista sul palco da fotografia (che non è mancata). una volta giunte nell'area-gotha, nel tempio della musica e dello spettacolo, ci siamo fatte avanti e ci è riuscito di conferire con i negramaro, con edoardo bennato, con andrea rivera, con i modena city ramblers, con walter veltroni (scatenando le ire di giovanni floris, da ballarò con furore, indispettito dal dover fare la fila per intervistare il sindaco e ancor di più perchè davanti a lui si trovavano due ragazze appena maggiorenni, non rispettabili colleghi iscritti all'ordine), con caparezza, con pau dei negrita e con i marlene kuntz. senza menzionare il via vai di volti noti che ci circondavano (ad esempio: silvio muccino, marco marzocca e luca medici direttamente da zelig, e claudio bisio avvistato durante un cambio d'abito...) che ha arricchito il nostro stupore: vedere tante facce conosciute radunate in un luogo così circoscritto, come in una grande famiglia, vi assicuro, è straniante. e poi c'è stata skin, con il suo cappello di paglia. la credevo una gigantessa, una donna imponente, immagine forse suggeritami dalla potenza della sua voce nerissima. è una ragazza mingherlina ed esile, invece, e sfortunatamente era troppo affaccendata nel ripercorrere bei momenti con gli amici marlene kuntz per potersi fermare a parlare con noi. siamo riuscite con fatica a strapparle una foto. e no, non aveva un momento nemmeno per fare un autografo. il clou è stato quando il camerino di ligabue (l'unico a due porte, l'unico arredato con tappeti poltrone e lampade, l'unico straripante di stampelle e collaboratrici) si è magicamente aperto, dopo una snervante attesa che vedeva la porta dischiudersi leggermente e richiudersi l'attimo dopo. eccolo lì, a due metri da noi, l'uomo che ha saputo far innamorare di sè 15 generazioni di ragazzi, con il suo rock un po' accademico ma sempre poliedricamente poetico. ligabue è un filosofo delle emozioni normali. pur vivendo ormai una vita da stella del firmamento. un'affascinante contraddizione. purtroppo le stelle non vedono al di là del cielo dove risiedono, quindi luciano è passato in una silenziosa processione di aiutanti, guardie del corpo e assistenti varie, come in un corteo religioso, come insensibile all'ambiente circostante. in un'aura d'ammirazione che nessun artista aveva creato intorno a sè in quella chiassosa baraonda del retropalco. lo straniamento ha raggiunto il suo picco massimo, per poi riversarsi come un flusso d'energia pura durante l'esibizione precendentemente menzionata. e vi assicuro, urlare contro il cielo, arrampicati sulle transenne, in barba alla security e con la spensieratezza che la musica ti concede, è un atto liberatorio difficilmente eguagliabile a qualcos'altro. e ligabue era lì a far scatenare le oltre 600.000 persone in piazza san giovanni, nella sua vera essenza, oltre quell'immagine alienante di star intoccabile, si esprimeva secondo l'ideale di lui che avevo sempre avuto. chiedendo a tutti noi di godercela sempre. e volentieri. mille di questi primo maggio. |