il giornalismo e i suoi effetti collaterali

martedì, 22 agosto 2006

Ho un problema...

in verità ne ho diversi. ma non ho nemmeno voglia di pensare a come esporli. non ho voglia di infastidirmi rifacendone l'elenco completo...non mi va di pensarci, vorrei essere davvero capace di ignorarli.
in primo luogo mi annoio. mi annoia spremermi le meningi per trovare qualche occupazione. mi annoio a girare per negozi. mi annoio a stare in questa città imbalsamata e allo stesso tempo mi annoio a stare in casa senza scopi. è preoccupante ma non vedo l'ora che ricominci la vita, la routine annuale. anche lo studio è meglio di questa palude. e poi nutro grandi aspettative sull'anno nuovo: spero che migliori la mia opinione di me, l'importanza degli impegni che avrò, la mia forma fisica e mentale e la serenità del mio ragazzo che ha davvero vissuto un brutto anno. spero che così, ritrovando slancio e voglia di fare sia più facile stare insieme ed essere persone felici e appagate. niente più noia, babysitting o rancori se uno preferisce fare un giro con x piuttosto che con l'altro. più leggerezza, tranquillità, allegria. e pure più rispetto per l'identità dell'altro.
come mi auguro che tutte queste buone risoluzioni si concretizzino.

anche perchè se questo non accadrà non credo che potrò risolvere l'altro problema che lui ha sollevato ieri. dopo 1 anno e mezzo pensa che sarebbe giusto fare l'amore. da una parte mi fa piacere che mi faccia capire che mi vuole bene. dall'altra non me la sento, non voglio farlo per accontentarlo, non voglio pensare che ci sia un limite di tempo più pesante della mia felicità. non esiste un limtie di tempo. e poi continuo a pensare che per gli uomini sia un'esperienza importante, ma pur sempre un'esperienza. per me non è così facile (del resto nulla è abbastanza facile per me). cioè, sono 18 anni che sono così, integra. è come se dovessi infrangere una barriera che non sento la necessità di superare. a lui i giochini da adolescenti vanno stretti. molte volte mi sono sentita infantile. certe volte. comunque non è che io non mi sia posta il problema. solo che non mi piace sentire che da me si pretenda un salto di qualità che non mi appartiene proprio. sarò anormale, piccola, sciocca, impaurita, suora, bigotta. come volete. ma non ce la faccio a snaturarmi per farlo contento. e so che lui non vorrebbe questo. come non voleva che mettessi da parte il mio carattere e lo lasciassi decidere sempre per paura di farmelo nemico quando avessi espresso i miei desideri. è tutto molto complicato. io sono complicata.

e sono anche una bambina, e in quanto bambina voglio crescere in pace, quando lo decido io.
postato da frafrettina alle 13:04 | link | commenti