il giornalismo e i suoi effetti collaterali

domenica, 24 settembre 2006

bella domanda...

Perchè ho scelto la luiss?

Me lo sono chiesto molto spesso. E ho trovato mille motivazioni e mille controrisposte, mille assensi da parte di chi mi sta intorno e altre mille critiche.

Partiamo dal bivio maledetto: Scienze della Comunicazione vs Filosofia.
Anzi, partiamo dai possibili sbocchi delle rispettive: Giornalismo (?) vs Giornalismo (???)
Alla Sapienza quel (?) significa lottare con altri 5000 sognatori come me, più o meno talentuosi, più o meno raccomandati, fare lezione nei cinema, garantirsi una preparazione smozzicata e dare esami con gli assistenti di soggetti quali Maurizio Costanzo. Ecco, non fa per me.
A Villa Mirafiori quel (???) significa 5 anni di idillio mentale, di crescita spirituale, di ampliamento della propria prospettiva, ma senza sbocchi sicuri, e con la possibilità di tante deviazioni inaspettate, di tante fonti di distrazione che possono farmi perdere di vista quello che credo di volere dalla mia vita. Si inizia per un motivo, si finisce per vie traverse a fare altro. Non me lo potrei permettere, solo per godermi 5 anni di uno studio che sì, mi piace, ma posso intraprendere anche in un secondo tempo.

Altre possibilità?

Sì, la Luiss:
che è piccola e raccolta;
che è efficiente;
che ha come docenti i migliori dell'università pubblica;
che valorizza chi conosce le lingue straniere facendolo viaggiare (altro dei miei folli desideri);
che ti mette in contatto con il mondo del lavoro e fa girare il tuo curriculum per le migliori aziende;
che ti dà la possibilità di frequentare una delle 5 Accademie Superiori di Giornalismo in Italia, abilitandoti come professionista (ecco il sogno, il vero motore, il vero motivo, quei 2 anni postlaurea di Accademia Superiore...).

Anche se, di contro:
è provinciale;
è troppo piccola, troppo raccolta;
è costosa;
è organizzata sull'opprimente modello dei college americani;
è frequentata male, molto male...

In definitiva ho realizzato questo: sono troppo seria, troppo determinata (e forse a torto, perchè potrei scoprire, così dal nulla, che il giornalismo non mi interessa più), e troppo stakhanovista per concedermi il lusso di studiare filosofia -materia che amo- senza la sicurezza di fondare il mio futuro su basi solide. C'è chi è pronto ad affrontare questo rischio, e lo ammiro. Ma per quello che mi sono messa in testa di costruire per la mia vita, troppa incertezza è solo d'ostacolo: meglio stringere i denti studiando qualcosa che non è proprio il mio primo amore, ma con la consapevolezza di percorrere un binario preciso, senza sbavature e biforcazioni, verso quello che voglio.

Lorenzo, tu studierai Filosofia. E ti invidio molto.
Ma per realizzare i tuoi sogni non hai bisogno di seguire un iter preciso, non c'è un modo sicuro per diventare registi di successo. Appunto per questo hai fatto bene a pensare prima di tutto alla tua formazione personale, acquisendo anche nuove forme di pensiero da poter riversare nei tuoi lavori su pellicola. Ma sai che la laurea in Filosofia contribuirà solo in parte alla realizzazione del tuo sogno, che dipende da tanti altri fattori, quali il talento che hai, molta tenacia e una buona dose di fortuna.

Io invece avrei fatto una scemenza a seguire le mie predilezioni. Avrei imboccato un sentiero accidentato escludendo scientemente la via più rapida e più sicura per il raggiungimento dei miei scopi.
Almeno credo.

I dubbi rimarranno sempre lì, ad osservarmi. Finchè non sarò arrivata alla laurea e non saprò dove andrò a finire. Però voglio dare una possibilità alla scelta drastica che ho fatto, sperando che questo unico colpo in canna centri il suo bersaglio. E se così non fosse pazienza. Diventerò una scrittrice di romanzi che iniziano soltanto e non finiscono mai...

Wish me good luck, domani comincia una nuova pagina.
postato da frafrettina alle 11:35 | link | commenti