venerdì, 06 ottobre 2006
altalenasono sull'altalena e mi barcameno tra il su e il giù. un attimo tocco il cielo l'attimo dopo non vivo più. vivo di stimoli nuovi, alcuni grigi alcuni a colori. mi sento viva quando sento la scossa della novità. però poi torno a terra mi schianto forte sulla tristezza/che viene dalla morte dalla routine dall'ordinarietà. mi sento persa in mezzo tra il cielo azzurro e la terra sporca, mi sento vuota dentro quando poi scendo e devo camminar.scusate per questa mezza filastrocca. è solo che sono stanca e ho sonno, ieri ho fatto notte alla festa della matricola al piper dove ho perso l'uso dei piedi. è bello sapere di avere cose nuove e interessanti da fare ogni giorni. gli impegni aumentano e sono felice di questo. però dall'altro lato l'amore scema un po' troppo in là. a volte è apatico e vuoto, ripetitivo, non è da me. non è da lui che sorrideva sempre e adesso spesso mi fa sentire sola e non stimata. spero sia un momentaccio e non tutta colpa della mia nuova vita. ho voglia di brio e allegria, di equilibrio energia e motivazioni. anche per continuare a stare insieme noi (non che per esempio passare oggi il pomeriggio insieme non mi abbia fatto piacere). non voglio chiedermi come sarei da sola o con qualcun altro più simile al mio ideale di come lui dovrebbe essere sempre. comunque al momento sono calma. mi ha chiesto scusa. acqua passata che spero non macini più. e niente. ho scoperto che io e lui formiamo una coppia di accidiosi: lui è odiosamente accidioso (passivo) quando odia tutto e tutto lo disgusta. io sono accidiosa attivista, mentre mi riempio la vita di impegni come una valigia che non si chiude, quando mi fermo poi noto che nulla di quanto ho schiaffato dentro ha veramente senso. dovrei trovare un po' di equilibrio e di serenità vera. che so, fare yoga, canto, qualcosa che mi rilassi e mi lasci sfogare. so sempre quale cura sarà la migliore, peccato che il più delle volte le rifiuto, non le prendo nemmeno in esame perchè non troverebbero posto nella mia frenesia di fare. una sfida al limite la mia. penso che vivrò la vita intera sfiorando il collasso e correndo come una scheggia. speriamo ne valga la pena. e speriamo che il mio metodo di studio non collaudato per la carriera universitaria non mi tradisca ora che ho bisogno di prendere i veri voti alti. speriamo bene. speriamo bene. speriamo bene. |